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Dichiarazione di voto sull'ordine del giorno conclusivo del 7° congresso del Prc  

Dichiarazione di voto, e non intervento, a favore del documento letto dal compagno Russo Spena.


Io credo che quel documento parli da solo ed i compagni hanno orecchie, hanno una testa per capire cosa c’è scritto. E dunque mi pongo il problema solo di evidenziare un punto e di dare una risposta, che io credo doverosa, alle cose che qui ha detto Gennaro [Migliore, N.d.R] e che per altro aveva già detto nel suo intervento ieri [sabato 26, N.d.R], che, ti assicuro, non ho fischiato ma ascoltato con grande attenzione.

Io segnalo – proprio perché tutti i compagni hanno orecchie e testa – che nel documento è stato inserito, nel dibattito della commissione, diciamo, quella parziale, senza i compagni della 2 che c’è stata ieri sera, un punto che richiama al dibattito che fu alla base del congresso di Venezia sulla questione della ricerca sulla non-violenza che ci vide ovviamente in una posizione contraria. E questo è un punto su cui continuo a non essere d’accordo anche se registro che il documento – a cui sto proponendo di dare sostegno – rappresenta un punto in avanti su un terreno, perché quel dibattito, soprattutto nella sua fase iniziale, più che un dibattito fu un monologo e qui si dice una cosa un po’ diversa su come si deve discutere di questi temi.

Detto questo, io credo, anche a nome dei compagni e delle compagne delegati del IV documento, che il problema è esattamente quello che ha detto Gennaro prima e che per me è la risposta alla domanda che io mi son posto all’inizio del congresso. La proposta che voi definite unitaria, cioè dei due documenti maggiori, per esplicita spiegazione – la metto al netto Gennaro, te lo dico, di osservazioni sulla gestione che tu fai in un modo e che qualche compagno un po’ troppo impetuoso magari fa in un altro modo in giro per questo congresso, ma restando sulla politica – quella proposta, tu stesso dici, poteva fondarsi solo su una base di continuità con la storia passata del partito. E qui [nell’odg presentato da Russo Spena N.d.R] invece si dice, nelle condizioni date da questo congresso, che non c’è una continuità ma c’è una svolta a sinistra [Applausi N.d.R]. Se no non lo avrei evidentemente votato. E io credo, e finisco compagni, che dentro questa proposta l’opzione che noi abbiamo rappresentato, che evidentemente non è uscita vittoriosa da questo congresso, può vivere nel senso, non che si afferma come maggioranza una minoranza per altro ristretta, che può praticarsi e relazionarsi con tutti i compagni e le compagne di questo partito, almeno con quelli che ne avranno voglia. E questo mi sembra un punto importante [Applausi N.d.R]. Poi, il punto di metodo, l'ho detto nel mio intervento di giovedì, rimane. La verifica dei fatti c’è per tutti. E lo so che la vita ci insegna più dei numeri e saremo sottoposti tutti a questa verifica. Io mi considero sottoposto a questo perché non mi nascondo la condizione in cui si va a svolgere questa votazione; nella trasparenza. Lo ripeto, compagni, la vita, anche la nostra vita politica è molto più ricca di tante votazioni e di tanti slogan che a volte si agitano troppo facilmente da questa tribuna.

 

Tutto il congresso lo si può rivedere e riascoltare su Radio radicale cliccando qui

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