Una lettera a Liberazione di Claudio Bellotti - Falcemartello

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A seguito dell'articolo di Angela Mauro su Liberazione, pubblichiamo la lettera inviata dal primo firmatario della quarta mozione, Claudio Bellotti, a Liberazione.

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Caro Sansonetti,

ho letto con attenzione il tuo editoriale di oggi su Liberazione e il congresso, e con grande disappunto l’articolo di Angela Mauro.

Credo che vi sia un solo modo per raccontare il congresso: mandare i compagni del giornale nei circoli e scrivere nel modo più ricco e fedele possibile di quanto i compagni esprimono nel dibattito. Non ho dubbi sul fatto che Liberazione questo può farlo, e farlo bene. Il congresso è innanzitutto quello, cerchiamo tutti di non dimenticarlo!

Il problema della gestione del tesseramento e del voto è drammatico, come dimostra la mole di ricorsi che arrivano alla commissione congressuale,, ma non credo che miglioriamo una situazione già delicatissima inseguendo gli articoli con cui Repubblica o l’Unità rimescolano nel fango tentando magari di dare una versione “equanime” (tu stesso parli di “par condicio”). Non metto in dubbio la bontà degli intenti, ma il risultato a mio avviso non è quello cercato.

Gravissima è peraltro la responsabilità di quei compagni che alimentano la macchina mediatica fornendo storie “piccanti” (e spesso molto approssimative, per non dire di peggio). Non ho bisogno di dilungarmi in accuse, chiunque li abbia letti può capire facilmente da dove vengono le bordate.

Ci tengo infine a precisare che ho partecipato a una riunione niente affatto “segreta”, non fosse altro che per il fatto che si è tenuta nella sede della Direzione nazionale del partito nella quale mi sono recato in un orario non esattamente cospirativo (le 10 del mattino) su richiesta dei compagni del primo documento.

L’ho fatto perché credo che qualsiasi richiesta di confronto sia da cogliere nel tentativo di migliorare la situazione. Per lo stesso motivo ho accolto la richiesta di incontro rivolta alle altre mozioni dalla compagna Rinaldi a nome della mozione 2.

Detto questo, per quanto riguarda me e i compagni del quarto documento, continua a valere la regola di sempre: ogni discussione e soprattutto ogni decisione ha la sua sede propria e a questa regola continueremo ad attenerci.

Claudio Bellotti (primo firmatario moz. 4)

 

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