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L'esercito francese ha bombardato la residenza di Laurent Gbagbo, per "proteggere i civili", ci viene detto. Si resta colpiti dalla grande varietà dei mezzi utilizzati per raggiungere questo obiettivo così cosiddetto "umanitario"!


Pare che tutto sia permesso, anche le  stragi, i saccheggi e gli stupri in cui sono stati coinvolti i soldati di Ouattara, tutto sotto la supervisione e la protezione delle forze francesi. Nel frattempo, veniamo informati che "avvocati" stanno minuziosamente  analizzando  le risoluzioni delle Nazioni Unite e  discutendo a lungo su ciò  che è permesso sul territorio.

In Costa d'Avorio, il pretesto ipocrita di "proteggere i civili", è ancora più vile, visto che sono gli imperialisti i principali responsabili delle guerre e della miseria che affligge la popolazione. In preda a rivalità imperialiste e una classe dirigente corrotta, i giovani della Costa d'Avorio e la classe operaia hanno vissuto in condizioni infernali per molti decenni. Prima di ogni altra cosa, sono vittime di questa situazione, sono quindi loro i soli “avvocati” in grado di fornire una soluzione soluzione  a condizione che si sviluppi un movimento di massa, seguendo gli esempi magnifici di Egitto e Tunisia. Nel futuro immediato, la guerra avrà l'effetto di paralizzare i lavoratori ivoriani. Ma la rabbia della classe si riproporrà presto o tardi, e sarà ancora più forte.

Se Ouattara prende il potere,  non sarà in grado di portare stabilità.
La crisi del capitalismo è troppo grave e troppo profonda; le rivalità si intensificheranno. Trovatosi al potere a seguito di un'intervento militare straniero, Ouattara è già ampiamente screditato. Un accordo definitivo tra le fazioni rivali sembra impossibile, anche se il governo francese e Ouattara farebbero di tutto per inventarsi una sorta di governo di "unità nazionale". Potrebbero trovare politici disposti a passare dall’altra parte pur di far parte di questo governo. Questa non sarebbe la prima volta. Ouattara conta già tra le sue forze molti ex "fedelissimi”a Laurent Gbagbo . Questi banditi tradiscono l'un l'altro con la stessa facilità con cui si sposterebbero da una classe all'altra di un treno. Ma questo non elimina l'instabilità e le fazioni in guerra.

Le instabilità  non solo derivano dalla lotta fra fazioni reazionarie rivali, verranno dal movimento operaio, che non tollererà questa situazione per sempre. Nelle ultime settimane, il  Burkina Faso, un paese confinante con la Costa d'Avorio, è stato scosso da una serie di intensi scioperi. La Costa d'Avorio seguirà questa stessa strada. Non dimentichiamo l'influenza della rivoluzione araba, l'intero continente africano è stato colpito dalle rivoluzioni in Tunisia e in Egitto. Questa influenza si farà sentire nel prossimo movimento della classe operaia che  nella Costa d'Avorio, è stata rafforzata dall’ industrializzazione del paese avvenuta negli ultimi decenni. La Costa d'Avorio è uno dei paesi più sviluppati dell'Africa occidentale. Attraverso la loro azione, i giovani e la classe operaia - compresi i braccianti agricoli - può trasformare l'intera situazione, la lotta collettiva è l'unica strada percorribile.

Grandi eventi sono in preparazione in  tutta l’Africa, come in Sud Africa e in tutto il Maghreb. Nessuna parte del continente rimarrà intoccato dal risveglio  rivoluzionario delle masse. Come altrove, tutti i pregiudizi razzisti, sulla  presunta "passività" dei lavoratori africani, saranno distrutti sotto l'impatto della loro mobilitazione. D'altra parte, anche del popolo egiziano dicevano fino a pochi mesi fa come fosse "felice sotto la loro dittatura" -

Laurent Gbagbo è appoggiatoda alcuni leader socialisti francesi come Henri Emmanuelli e Jack Lang. Non molto tempo fa, ci è stato detto che, come membro della cosiddetta "internazionale socialista", Gbagbo non poteva essere un  cattivo. Ma questo argomento è ormai a pezzi visto  che altri due membri  di spicco di questa organizzazione, Ben Ali e Hosni Mubarak, se ne sono dovuti andare in fretta e furia. Questo vale anche per i membri del governo francese e l'UMP, sostenitori di Ouattara, il quale ha colto l'occasione per attaccare il Partito socialista (PS), denunciando la sua connivenza "internazionale" con Gbagbo. A quel tempo, i dirigenti stessi della destra hanno dato il loro pieno sostegno ai dittatori di Egitto e Tunisia.

Gbagbo  ha fatto in più occasioni proclami e discorsi di carattere "sociale", ma alla fine non ha a suo attivo alcuna vera riforma. Al contrario, durante il suo periodo al potere vi è stata una  violazione sistematica dell’economia nazionale a vantaggio delle potenze imperialiste, con conseguenze disastrose per i lavoratori della  Costa d'Avorio,  che devono sopportare  disoccupazione di massa e povertà diffusa. Le casse dello Stato sono state sistematicamente saccheggiate, a vantaggio di Gbagbo e del  suo entourage, che in questo modo, hanno accumulato grandi fortune.

Gli imperialisti francesi vogliono riaffermare il loro dominio sulla loro ex colonia. Naturalmente  sbarazzandosi di Gbagbo, che non ha mai dato loro piena soddisfazione. Il movimento sindacale francese ha una responsabilità particolare nei confronti dei  lavoratori della Costa d'Avorio. Il partito comunista francese ha giustamente  preso  posizione contro l'intervento della Francia. Tuttavia, dobbiamo andare oltre e chiedere il ritiro di tutte le truppe, sia quelle francesi che quelle delle Nazioni Unite. Nello stesso tempo , dobbiamo collegare queste richieste alla necessità di un programma per una rottura totale con l'imperialismo e il capitalismo. La voce dei lavoratori della Costa d'Avorio, dei  giovani e di  tutti i poveri dovrebbero essere ascoltate. Sono gli unici che possono porre fine a guerre fratricide e allo sfruttamento.

 

12 aprile 2011

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