Fare profitti miliardari con la salute - Falcemartello

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  O la borsa o la vita!

Come segnalato da Tito Boeri, il professore della Bocconi animatore del sito lavoce.info, “solo il 2,4% dei farmaci lanciati sul mercato tra il 1981 e il 2008 rappresenta un’importante progresso terapeutico. L’80% dei “nuovi” farmaci è costituito da copie di prodotti già esistenti. L’unica cosa cambiata è il prezzo, spesso duplicato o triplicato”… Sempre Boeri ci informa che “nell’industria farmaceutica gli investimenti nel marketing sono il doppio di quelli destinati alla ricerca…”

L'indignazione del professore cresce quando commenta che l’industria decide di “sotto-trattare” chi non ha le risorse per pagarsi le medicine… mentre chi li ha, si vede “sovra-trattato” e con la scusa della prevenzione è costretto a ricevere prestazioni di dubbia efficacia sempre più sofisticate e costose.

La raccomandazione finale è un po’ scarna… se consideriamo le denunce citate: “Dobbiamo imparare a evitare i consumi inutili che impediscono di offrire a tutti dei trattamenti efficaci”.

Noi comunisti pensiamo invece che non basti indignarsi di fronte a questo stato di cose.

La svizzera Novartis ha annunciato, in occasione della pubblicazione dei conti del terzo trimestre, che nei mesi tra ottobre e dicembre prevede che dalla vendita del suo vaccino "Focetria" otterrà tra i 400 e i 700 milioni di ricavi aggiuntivi. La multinazionale svizzera già nel luglio scorso aveva raggiunto accordi con 35 Governi di tutto il mondo per la produzione del farmaco e si era assicurata due contratti con il governo Usa per il valore di 979 milioni di dollari. L’Italia comprerà alla Novartis 48 milioni di dosi per un controvalore di decine  di milioni di euro. L'inglese Glaxo avrebbe già venduto a una ventina di paesi oltre 400 milioni di dosi del suo "Pandermix" con un incasso attorno ai 3,5 miliardi di dollari. Altra protagonista del mercato farmaceutico è la svizzera Roche che col suo antivirale "Tamiflu" conta di stabilire nuovi record di vendite. Già nel periodo luglio-settembre di quest'anno il Tamiflu ha registrato ricavi per 994 milioni di franchi svizzeri. Per gli analisti di Nomura il vaccino anti-flu della Roche dovrebbe portare a vendite totali per il 2009 per 2,7 miliardi di franchi svizzeri, contro i soli 600 milioni del 2008. Vendite quadruplicate quindi. E l'effetto dovrebbe proseguire anche nel 2010, anche se i ricavi dovrebbero scendere rispetto al picco dell'inverno 2009, ma si collocherebbero comunque sulla ragguardevole cifra di 1,5 miliardi.

Secondo la Nomura l'effetto della pandemia influenzale beneficerà anche Astra Zeneca per la quale si ipotizzano ricavi per 450 milioni di dollari, quasi tutti nel quarto trimestre. Per la francese Sanofi-Aventis si parla di stime di ricavi tra il quarto trimestre e la prima parte del 2010 di 738 milioni di dollari.

L'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha stimato che il giro d'affari del vaccino A/H1N1 dovrebbe attestarsi sui 20 miliardi di dollari. Ma c’è chi ipotizza cifre di 40/50 miliardi.

Secondo le stime proiettate dall'Oms finiranno per vaccinarsi circa due miliardi di persone in tutto il pianeta, la maggioranza nei paesi ricchi. Quei miliardi sono una cifra colossale, ma rappresentano tutto sommato una percentuale attorno al 4% del giro d'affari mondiale dell'industria del farmaco, che secondo le stime di Ims Health dovrebbe vedere salire il fatturato nel 2010 del 4-6% fino agli 825 miliardi di dollari.

La Novartis da sola fattura ogni anno più di 43 miliardi di dollari.

Gli utili derivati dal vaccino antinfluenzale, saranno importanti dovuto al numero enorme, più che al margine di guadagno, dato che i margini unitari sono bassi, non certo quelli prodigiosi di farmaci contro il colesterolo o le malattie oncologiche che hanno profittabilità assai più elevata.

Il "Lipitor", il farmaco anti-colesterolo della Pfizer da solo vende in un anno 12 miliardi di dollari. I farmaci che piacciono agli azionisti sono questi: malattie croniche, con assunzioni prolungate per decenni e con margini elevati.

Il movimento operaio, le organizzazioni dei lavoratori, partiti e sindacati, devono sviluppare una propria posizione sulla salute. È in gioco la qualità della nostra vita oltre a una fetta sempre più crescente dei soldi pubblici. Le agenzie internazionali responsabili dei medicamenti e dei vaccini (l’ EMEA in Europa, e la FDA negli Stati uniti) subiscono le forti pressioni delle multinazionali farmaceutiche. In questo caso hanno accelerato i processi di registro dei farmaci.

A fine di settembre, la UE approvava l’ uso dei dei vaccini raccomandati due settimane prima dalla Agencia Europea del Medicamento (EMEA): Pandemrix (GlaxoSmithKline) y Focetria (Novartis).

La capacità mondiale di produzione di vaccini non supera i tre miliardi di dosi/anno) mentre la popolazione mondiale è vicina ai 7 miliardi. La OMS ne prende atto e ci informa che "l’ acceso ai vaccini da parte dei paesi più poveri dipenderà in grande misura delle donazioni dei fabbricanti e di altri paesi".

Cioè: si sprecheranno i vaccini nei paesi dove le condizioni generali di salute le rendono superflui ai più, mentre si assume come normale fatalità che miliardi di persone povere e spesso denutrite, senza accesso alle minime condizioni di igiene… non riceveranno un vaccino! Non c’è da stupirsi. È coerente con le leggi del mercato capitalista. Non conta il bisogno, ma la capacità  di acquisto. 

Il mercato capitalista mondiale perpetua e rende più grande ogni giorno la distanza tra il reddito di miliardi di persone e quello di una minoranza nei paesi industrializzati, ma alcuni di questi paesi come Stati Uniti, Australia, Francia, Italia, Nuova Zelanda, Norvegia, Regno Unito e Svizzera) si sono impegnati a "donare" 300 milioni di dosi ai paesi poveri. La coscienza è salva!

   
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