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Cosa c’è in gioco?

L’estate del 2003 si è distinta per una importante siccità in tutta l’Europa del sud, ma soprattutto per le temperature massime raggiunte, che in diversi giorni hanno superato di 8-10 gradi le medie stagionali. È fuori discussione un aumento di decine di migliaia di morti in Europa dovuti all’ondata di caldo. Ma già nel mese di settembre la situazione è radicalmente cambiata e abbiamo visto delle gravi inondazioni nel sud e centro Italia, in Francia e in Spagna.

 Questi processi hanno aumentato l’interesse per lo studio del clima tra l’insieme della popolazione, ma spesso – oltre alle battute sullo scioglimento del giaccio nei poli o il buco dell’ozono – non si ha una visione globale dei cambiamenti in atto.


Come le compagnie farmaceutiche subordinano la vita umana ai profitti

All’inizio del 2001, quasi 40 compagnie farmaceutiche sudafricane hanno fatto causa al governo con l’obiettivo di difendere i propri profitti, anche se questo comportava la morte di milioni di persone affette da HIV. La sentenza dell’Alta Corte di Pretoria del 5 marzo ha comportato anche una sconfitta della "farma-mafia" che è stata costretta ad indietreggiare, in parte per la grande quantità di pubblicità negativa che il caso stava arrecando loro.

Socialismo: l’unico sviluppo "sostenibile"

Dieci anni fa si teneva a Rio de Janeiro il vertice mondiale per l’ambiente dell’Onu. Rio si concluse in un effluvio di propaganda. Ogni paese capitalista giurò sulla propria preoccupazione per l’ambiente. Il giuramento non fu fatto sulla Bibbia o sul Corano ma sugli accordi finali del vertice: due convenzioni per la biodiversità e per il cambiamento climatico e sull’Agenda 21, il piano globale per lo sviluppo sostenibile. La morale che volevano insegnarci era chiara: su questo tema non ci sono lavoratori o padroni, siamo tutti uniti nell’opera di salvare il mondo.

Beffarda elemosina ambientale

Nel 1992 a Rio De Janero nell’ambito della "conferenza mondiale sull’ambiente e lo sviluppo" fu approvata la "convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici". Nel 1997 è stato approvato un primo documento esecutivo di impegni per il contenimento delle emissioni di gas ad effetto serra. Questo protocollo, approvato con la firma di 159 paesi, doveva essere ratificato da almeno 55 paesi (e rappresentanti almeno il 55% delle complessive emissioni di anidride carbonica all’anno 1990) per diventare vincolante, ma solo per i paesi ratificatori. La vicenda della ratifica si è trascinata per mesi, con gli Usa che hanno fatto di tutto per far saltare l’accordo, riuscendo comunque a farne slittare la partenza.

Il suo significato per i marxisti

Una scoperta epocale

Ogni secolo circa, qualche grande scoperta scientifica scuote l’immaginario mondiale. Con la pubblicazione dei risultati del Progetto Genoma Umano, siamo alle soglie di uno di questi balzi in avanti. La scienza ora confida di poter di comprendere le forze che stanno dietro l’evoluzione, screditare i miti razziali, rivoluzionare i metodi diagnostici e aiutare l’umanità a vivere più a lungo. Il nuovo approccio, che fa riferimento a sistemi di geni piuttosto che a singoli geni, trasformerà la concezione biologica dell’uomo. È più o meno l’equivalente del sistema periodico di Mendeleev in chimica, o della scoperta fatta 48 anni fa da Watson e Crick con la prima descrizione della doppia elica del DNA. "Prima potevamo sbirciare dal buco della serratura - dice James Price, professore di genetica alla Philadelphia University of the Sciences - ora la porta è aperta."

I profitti contro la salute

 Nel dicembre ‘84, fu diagnosticato il primo caso di BSE in Inghilterra. Da allora la malattia ha provocato 74 morti in quel paese e un grande discredito del governo che fino al 1996 assicurava che la carne britannica era adeguata per il consumo. Nel 1986 il Ministero dell’Agricoltura riconobbe l’encefalopatia spongiforme bovina come una malattia. Ma solo nel 1988 fu proibito l’uso nell’alimentazione delle mucche di mangimi elaborati con resti di pecore morte per scrapie, una malattia che presentava gli stessi sintomi e che fin dal 1732 è stata diagnosticata tra le pecore. Da allora la maggioranza dei ricercatori sostengono che la malattia sia passata dalle pecore alle mucche con questo sistema.

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