Breadcrumbs

Milano – Il 3 dicembre al liceo Carlo Tenca abbiamo trovato una presenza indesiderata fuori da scuola: i fascisti del Blocco studentesco. Questa organizzazione, ramo studentesco di Casa pound, è una struttura neofascista, che sui suoi volantini dichiara di battersi per difendere la scuola pubblica, ma in realtà aggredisce e attacca chi lotta davvero per difendere il diritto allo studio.
In una situazione in cui la rabbia sociale aumenta, i fascisti la indirizzano contro immigrati, omosessuali, lavoratori e studenti attivisti di sinistra. In questo modo, al di là della retorica pseudorivoluzionaria, difendono il sistema capitalista e chi lo comanda.

Quante volte abbiamo visto i fascisti presentarsi con bastoni o coltelli contro i cortei, o peggio ancora aggredire singoli militanti? Per questo non si può tollerare neanche un semplice volantinaggio da parte loro e vanno respinti fuori dalle scuole e dalle assemblee.
Quello che è successo davanti al Tenca lo conferma. Appena il primo studente si è opposto alla loro presenza, un ragazzo del Blocco studentesco gli ha tirato un pugno in faccia e ne è scaturita una rissa. Oltre al ragazzo che volantinava ce n’erano sei o sette pronti a entrare in azione per lo scontro fisico, e pure una ragazza con tanto di videocamera per registrare le facce degli antifascisti. Nel giro di pochi minuti però hanno dovuto desistere, perché tutti gli studenti che sono intervenuti l’hanno fatto contro i fascisti, che se ne sono dovuti andare.
Come collettivo Tenca – Sempre in lotta siamo intervenuti contro la presenza dei fascisti e il giorno dopo abbiamo diffuso un volantino per spiegare a tutti gli studenti della scuola chi sono i fascisti e perché è giusto respingerli. Il rischio infatti è che la maggioranza degli studenti veda questi episodi come uno scontro fra opposti schieramenti, in cui bisogna evitare gli estremismi da una parte o dall’altra. Invece è importante che tutti gli studenti sappiano che devono lottare per i propri diritti, e che bloccare la presenza dei fascisti fa parte di questa lotta. Solo con una mobilitazione antifascista di massa si può risolvere il problema.
A dimostrazione di come antifascismo e lotta per il diritto allo studio siano legati, due settimane dopo la scuola è stata occupata parzialmente per due giorni, da una parte per ribadire l’opposizione ai fascisti e dall’altra per denunciare il pessimo stato dell’edificio scolastico e rivendicarne la messa a norma. Basti dire che in alcuni piani funziona un bagno su sei e che ci sono intere parti della scuola pericolanti.
Il primo giorno si è riscontrata una buona partecipazione e, anche se ci sono stati dei problemi, i gruppi di discussione sono stati molto interessanti e hanno partecipato circa 200 studenti. Il secondo giorno invece la partecipazione lasciava a desiderare e i gruppi di discussione sono stati presenti solo durante il primo turno, mentre durante il secondo gli studenti giravano per la scuola senza attività organizzate.
Nel complesso, l’occupazione è stata disorganizzata perché improvvisata all’ultimo momento. Quando si discuteva di proporre l’occupazione, che è stata lanciata dal collettivo Resistenca (che si è riattivato in quest’occasione) avevamo infatti posto la necessità di organizzarla in ogni dettaglio. Una volta lanciata, anche se con questi limiti, l’abbiamo appoggiata convintamente perché le ragioni erano sacrosante e perché era un’occasione di discutere di temi che di solito non vengono affrontati a scuola. E così infatti è stato.
Abbiamo cominciato a costruire il collettivo Tenca – Sempre in lotta quest’autunno contro il divieto del preside di presentare le liste di istituto a causa di un cavillo legale e per dare un punto di riferimento agli studenti che vogliono lottare per i propri diritti, in assenza di altri collettivi.
In questi mesi abbiamo superato le prime prove e ora rilanceremo la nostra battaglia.

Joomla SEF URLs by Artio