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Come è noto ieri, 13 dicembre, a Firenze, un militante di estrema destra ha ammazzato due venditori ambulanti senegalesi e ferito gravemente altri tre. Il primo agguato è avvenuto nel mercato rionale di Piazza Dalmazia, il secondo al mercato di San Lorenzo, in centro. E' seguito un corteo spontaneo per le vie del centro e sabato vi sarà un corteo cittadino (piazza Dalmazia, h 15). Ecco una nostra analisi.

Venerdì 29 aprile alle 10:30 tre studenti sono stati accoltellati all’ingresso della facoltà di Lettere e Filosofia della Federico II da un gruppo di fascisti del Nucleo Dirlewanger, il cui nome è associato ad un ufficiale delle Ss che si macchiò di diversi crimini di guerra. Tra gli aggressori troviamo anche Enrico Tarantino, dirigente di Casapound nonché candidato capolista di “Liberi con Lettieri” nella municipalità Stella-San Carlo. Gli studenti stavano ripulendo le mura della facoltà da svastiche, croci celtiche e minacce come “antifà vi buchiamo” comparse durante la notte precedente. Un avvenimento molto grave se si considera la poca permeabilità storica che i gruppi fascisti hanno avuto nella realtà napoletana. Erano infatti quarant’anni che non succedevano episodi come questi nella zona universitaria, mentre mai erano successi nella facoltà di Lettere e Filosofia, da sempre la roccaforte dell’antifascismo campano. La stessa sera del 29 si è verificata un’altra aggressione, questa volta con mazze da baseball e caschi, fuori l’università Orientale, a danno non solo degli studenti: quella sera infatti era prevista una festa a Palazzo Giusso e proprio durante questa che avviene l’agguato. Fortunatamente gli aggrediti non hanno riportato gravi ferite come i primi coinvolti in mattinata.

 

Montesacro – Il 5 aprile i fascisti di CasaPound irrompono nella scuola elementare Parini, in ristrutturazione. La scuola si trova a pochi metri dalla casa e dalla lapide di Valerio Verbano, militante antifascista assassinato dai Nar nel 1980. Anche grazie all’appello di Carla, madre di Valerio, qualche centinaio di antifascisti accorrono sul luogo e a fine giornata i fascisti si accordano con la polizia per andarsene. Il giorno dopo, probabilmente grazie ad Antonio Lucarelli (capo gabinetto del sindaco ed ex leader romano di Forza Nuova) entrano in uno stabile abbandonato dell’Acea in via Val d’Ala, nello stesso quartiere. Nelle notti successive sono cominciate le aggressioni contro attivisti studenteschi (anche giovanissimi) e militanti di sinistra. Due volte sono stati improvvisati cortei dagli antifascisti del quartiere ed uno è arrivato nei pressi dello stabile scontrandosi con la polizia schierata a difesa dei fascisti.

 

Il 5 aprile i fascisti di Casapound hanno fatto irruzione nella scuola elementare Parini, momentaneamente vuota perché in ristrutturazione. Questa provocazione era ancor più grave perché la scuola si trova a pochi metri dalla casa e dalla lapide di Valerio Verbano, militante antifascista assassinato dai Nar nel 1980. Anche grazie all’appello di Carla, madre di Valerio, qualche centinaio di antifascisti accorrono sul luogo e a fine giornata i fascisti si accordano con la polizia per andarsene. Il giorno dopo, probabilmente grazie ad Antonio Lucarelli (capo gabinetto del sindaco ed ex leader romano di Forza Nuova) entrano in uno stabile abbandonato dell’Acea in via Val d’Ala, nello stesso quartiere. Nei giorni successivi (anzi, nelle notti successive) sono cominciate le aggressioni contro attivisti studenteschi (anche giovanissimi) e militanti di sinistra. Due volte sono stati improvvisati cortei dagli antifascisti del quartiere ed uno è arrivato nei pressi dello stabile scontrandosi con la polizia schierata a difesa dei fascisti.

Lo striscione che hanno messo recita “Occupazione Scopo Abitativo” ed è falso come il loro presunto antagonismo. Innanzi tutto non è un’occupazione, ma un’assegnazione, com’è loro abitudine. Infatti anche il loro quartier generale, un’immobile di pregio nella centralissima via Napoleone III, gli è stato dato nel 2004 dall’allora presidente della regione Francesco Storace. E non c’è nessuno scopo abitativo, visto che le 17 famiglie di cui parlano sempre, là non ci stanno. L’unico scopo che hanno è quello di avere una base nel quartiere per fare le loro attività. Nessuno di loro è del quartiere o della zona: oltre ai soliti leader ci sono ragazzi di fuori Roma o di quartieri borghesi come la Balduina e il Flaminio.

Adesso si dipingono come vittime e dicono di non voler cercare lo scontro: fanno così per far passare del tempo, lasciare che quel covo diventi una realtà tollerata nel quartiere e in autunno avere una base d’appoggio per entrare nelle scuole. Là vicinissimo, infatti, ci sono il Liceo Scientifico Archimede (dove andava Valerio Verbano) e l’Itis Pacinotti. La loro politica di questi anni è di mandare i loro picchiatori più avanti negli anni nelle scuole dove hanno qualcuno del Blocco Studentesco per imporre le loro “occupazioni” o “autogestioni”.

Più volte hanno cercato di infiltrarsi nel movimento studentesco, ma ormai al loro antagonismo non ci crede più nessuno, visto che i loro legami col PdL a livello cittadino e nazionale sono sotto gli occhi di tutti. Non hanno solo la copertura politica di deputati e senatori come Gramazio, Aracri, Raisi e Storace, ma hanno proprio dei loro eletti nelle fila del Pdl, come il loro vice-presidente Andrea Antonini, consigliere del XX municipio e già assessore allo sport presso lo stesso. Ma il loro padrino più benevolo – e forse più importante – è proprio il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Dopo aiuti e aiutini, il sindaco ha pensato bene di mettere nel prossimo bilancio – un bilancio di lacrime e sangue con tagli ai servizi per 125 milioni di euro e aumenti di tasse e tariffe per 283 milioni – una spesa di 11 milioni di euro (!!!) per l’acquisto dello stabile di via Napoleone III ove risiede Casapound. Questi fascisti sono così contro il sistema che si fanno comprare casa in centro dal sindaco…

Oltre alle coperture politiche, anche l’atteggiamento della polizia è abbastanza chiaro , che ha dato subito un segnale facendo partire – dopo il primo presidio, conclusosi peraltro senza scontri – 53 denunce per “manifestazione non autorizzata”.

Per cacciarli c’è bisogno di una risposta decisa, ma che sia la più larga possibile, che coinvolga non solo gli attivisti ma anche le centinaia di antifascisti del quartiere che non fanno politica o che comunque non sono organizzati. Facciamo appello, quindi, per la creazione di un coordinamento antifascista che riunisca tutte le realtà politiche, sociali e sindacali del IV Municipio per costruire insieme una mobilitazione capillare sul territorio che porti alla cacciata dei fascisti di Casapound.

 

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