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Un vecchio conflitto ritorna e attraversa di nuovo l’Argentina,‭ ‬quello del debito estero. Da un lato i fondi‭ ‬buitre‭ (‬avvoltoi‭)‬,‭ ‬che nel‭ ‬2005‭ ‬non accettarono l’accordo per la ristrutturazione del debito,‭ ‬e le pressioni dell’imperialismo,‭ ‬dall’altro il governo Kirchner che propone la negoziazione del debito e la cancellazione del‭ ‬50‭ ‬per cento dello stesso.
Il default nel‭ ‬2001‭ ‬e la crisi degli ultimi anni sono conseguenze delle politiche liberiste che avevano legato mani e piedi l’economia argentina e il peso al dollaro.


I governi dei Kirchner hanno ribaltato parzialmente questa politica,‭ ‬legando l’uscita dalla crisi‭ (‬e il pagamento del debito ristrutturato‭) ‬all’aumento delle esportazioni argentine nel mercato mondiale e allo stimolo agli investimenti dei capitalisti autoctoni. Poi è arrivata la crisi.‭ ‬L’occidente non consuma,‭ ‬la Cina non esporta e non acquista le materie prime dall’Argentina,‭ ‬i capitalisti argentini hanno operato una fuga di capitali e le multinazionali cominciano a fuggire dal paese. In questo scenario,‭ ‬opponendosi alle pretese dei fondi‭ ‬buitre,‭ ‬e convertendo il processo giudiziario in causa di livello nazionale,‭ ‬il governo ha riconquistato un minimo di appoggio sociale.‭ ‬A questo si aggiunge il fatto che l’opposizione di destra e dei padroni non ha preso posizione se non quella di serrare le fila sia rispetto al pagamento del debito che alla sua negoziazione prostrandosi di fronte alle richieste imperialiste e dei fondi‭ ‬buitre.‭
La politica del governo argentino si oppone ai diktat dell’imperialismo americano ma si ferma a metà‭  ‬strada,‭ ‬nella ricerca di un capitalismo‭ “‬buono‭”‬,‭ ‬quello della Cina e dei Brics.‭
Il problema dei fondi‭ ‬buitre non è tanto il loro importo nominale‭ (‬1,3‭ ‬miliardi di euro,‭ ‬quando Buenos Aires ha riserve per‭ ‬29‭ ‬miliardi‭) ‬ma la speculazione dei derivati che ne è conseguita.‭ ‬L’Argentina restando nel gioco del pagamento del debito,‭ ‬ha permesso agli speculatori di provare a‭ “‬scommettere‭” ‬sulla solvibilità del paese,‭ ‬proprio come nel‭ ‬2001.‭ ‬I derivati sul debito argentino arrivano a‭ ‬20‭ ‬miliardi di dollari‭ (‬Il Sole‭ ‬24‭ ‬ore,‭ ‬2‭ ‬agosto‭ ‬2014‭)‬.
In questo agitato contesto,‭ ‬il governo ha deciso di negoziare con i creditori internazionali.‭ ‬Sta cercando in tutti i modi di assolvere al pagamento del debito‭ “‬ristrutturato‭” ‬restando dentro la logica del capitale.
Come marxisti in Italia e in Argentina rifiutiamo il pagamento del debito estero perché illegittimo e fraudolento e strumento di ricatto dell’imperialismo.‭ ‬E chi sostiene che questa posizione è irreale o utopica non considera che completamente irreale è obbligare milioni di lavoratori e giovani a pagare un debito che non hanno contratto e che per il perverso meccanismo che il debito stesso ha,‭ ‬non sarà mai pagato totalmente.
La questione centrale,‭ ‬infatti,‭ ‬è la crisi economica e l’aumento della disoccupazione,‭ ‬segnale delle lotte che ci sono e che verranno.‭ ‬Dal‭ ‬2001‭ ‬ad oggi l’Argentina vede infatti la propria classe lavoratrice rafforzata dalla crescita economica.‭ ‬Questa stessa classe operaia comincia‭  ‬a chiedere‭
‬il conto.‭ ‬Le proteste avanzano:‭ ‬negli ultimi mesi abbiamo visto lotte particolarmente significative,‭ ‬quella della Emfer‭ (‬ferrovie‭) ‬e quella della Tatsa‭ (‬trasporti‭)‬,‭ ‬che hanno dimostrato la volontà dei lavoratori di difendere a tutti i costi il proprio posto di lavoro organizzando mobilitazioni e cortei nelle città.‭  ‬E soprattutto quella della Donnelley,‭ ‬una fabbrica di‭ ‬400‭ ‬lavoratori sotto controllo operaio contro la chiusura da parte della proprietà yankee.
Il governo Kirchner ha minacciato di usare la legge antiterrorismo,‭ ‬che potrebbe condurre all’espropriazione,‭ ‬misura giusta contro le multinazionali,‭ ‬ma che non può essere a discapito del protagonismo dei lavoratori e del controllo operaio e quindi di quello che i lavoratori hanno messo in piedi alla Donnelly.
I capitalisti‭ (‬di ogni nazione‭) ‬non hanno alcun interesse umanitario,‭ ‬ma interessi esclusivamente economici.‭ ‬Una politica di collaborazione di classe,‭ ‬come quella portata avanti dal governo Kirchner,‭ ‬è oggi più che mai pericolosa.‭ ‬C’è solo una strada da percorrere per risolvere realmente e fino in fondo il problema del debito estero:‭ ‬rompere con il capitalismo e l’imperialismo‭!

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