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1968: l’anno della rivoluzione

Trent’anni fà il ‘68 aprì un periodo di grandi trasformazioni che sconvolsero l’intero pianeta.

L’autrice del presente articolo sul maggio francese è la compagna Barbara Areal, militante del Pce (Partito comunista spagnolo) oltre che ex segretaria del Sindicato de Estudiantes spagnolo; la ringraziamo per averci concesso di pubblicare il suo articolo e ci scusiamo con lei per averlo tagliato per inesorabili esigenze di redazione.

Italia 1970-80:

l’illusione terroristica

 

 "La memoria di noi non è morta. Non è neanche conservata. È esorcizzata, allontanata, deformata. Non si finisce mai con il processo Moro, tutti sanno tutto e tutti continuano a elucubrare, a non vedere quel che è semplice. Tragico e semplice." (Mario Moretti).

 

 

 

150 anni di lotte nel
"Manifesto del partito comunista"

 

 A 150 anni dalla sua pubblicazione il Manifesto del partito comunista di Marx ed Engels rimane una "rivelazione" per qualsiasi lavoratore che cerchi una comprensione delle proprie condizioni sociali, economiche e politiche.

Russia 1917

La prima rivoluzione operaia vittoriosa

Il lettore si può domandare: che senso ha parlare oggi della rivoluzione russa? Diciamo subito che non vogliamo farne un mito, un’icona da commemorare. Serve parlare della rivoluzione russa perché è stata la prima occasione nella storia in cui le classi sfruttate hanno abbattuto il dominio della nobiltà e della borghesia.

A 30 anni della morte di Che Guevara

Che Guevara
Rivoluzione socialista o lotta di guerriglia?

Ad Ottobre ricorrerà il trentesimo anniversario della morte di Ernesto "Che" Guevara. Pensiamo sia una buona occasione per avviare una riflessione sulla figura e sulle idee del rivoluzionario argentino, al di là della retorica o di certe raffigurazioni mitiche da parte di diversi mass-media, dove viene trattato alla stregua di un divo del cinema o un cantante rock. Questo è lo scopo principale di questo articolo, che anticipa l’uscita in settembre di una nuova edizione aggiornata del nostro opuscolo, vecchio ormai di più di due anni, "Cuba - Una rivoluzione al bivio".

A 60 anni dalla morte del dirigente comunista

Il pensiero rivoluzionario di Antonio Gramsci

Le classi dominanti hanno sempre ricompensato i grandi rivoluzionari, durante la loro vita, con implacabili persecuzioni; la loro dottrina è stata sempre accolta con il più selvaggio furore, con l’odio più accanito e con le più impudenti campagne di menzogne e di diffamazioni. Ma dopo morti, si cerca di trasformarli in icone inoffensive, di canonizzarli, per così dire, di cingere di una certa aureola di gloria il loro nome, a "consolazione" e a mistificazione delle classi oppresse, mentre si svuota di contenuto la loro dottrina rivoluzionaria, se ne smussa la punta, la si svilisce. La borghesia e gli opportunisti in seno al movimento operaio si accordano oggi per sottoporre il marxismo a un tale trattamento.
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