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Perché non aderiamo ai fondi pensione e ci teniamo il Tfr

 
Pubblichiamo questo testo sullo scippo del Tfr. Abbiamo sviluppato la nostra critica al provvedimento contenuto nella finanziaria sotto forma di domande e risposte, utile anche per l'utilizzo in volantini e materiale di propaganda.

 

1) Quanto tempo ho per decidere?

Hai tempo per decidere fino al 30 giugno 2007, se mettere il Tfr in un fondo pensione privato oppure lasciare le cose come stanno. Entro quella data la tua scelta dovrà essere esplicitata, mediante comunicazione in forma scritta attraverso un apposito modulo. Altrimenti il tuo Tfr sarà destinato automaticamente a un fondo secondo il metodo discutibile del silenzio-assenso

2) La scelta è irreversibile?

SI! Se decidi di versare il tuo Tfr in un fondo pensione la tua scelta sarà irrevocabile.

Viceversa se decidi di tenerti il Tfr avrai sempre la possibilità di cambiare idea e aderire anche dopo il 30 giugno a un fondo privato.

3) Cosa sono i fondi pensione?

Sono degli investimenti finanziari gestiti dalle banche e le assicurazioni. Come tutte le rendite finanziarie sono soggetti a rischio. Il risultato positivo o negativo del rendimento dipenderà unicamente dall’andamento dei mercati. Se il fondo fallisce puoi perdere tutto il risparmio versato.

4) Quanto rende il TfR e quanto i fondi?

Il Tfr si rivaluta ogni anno dell’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione. Nessun fondo (aperto o chiuso che sia) è in grado di garantire questi rendimenti.

Il rendimento dei fondi di cui ci parlano (che è di poco superiore a quello dei Tfr) non è garantito, si basa su delle previsioni stimate sui rendimenti degli anni precedenti. Spesso queste sono calcolate a partire dal 2003 e cioè dall’anno successivo al crollo delle borse. Gli interessi maturati dai fondi tra il 1999 e il 2004 sono inferiori al tasso di rivalutazione del Tfr (+17,9% tfr,+ 14,2% fondi negoziali, + 5,2% fondi aperti).

5) Cosa succede se perdo il posto di lavoro?

Se ti tieni il Tfr ti viene versata la liquidazione immediatamente, se invece aderisci a un fondo pensione dovrai aspettare da 12 a 24 mesi per averne la metà, e fino a 48 mesi per avere la cifra intera.

6) Cos’è il silenzio assenso?

Il silenzio assenso significa che, se non effettui alcuna scelta, il tuo Tfr verrà automaticamente versato a un fondo, una scelta che è irreversibile. Per questo è importante effettuare la propria scelta, e il nostro consiglio è di scegliere di tenerselo!

7) Esistono rischi coi fondi?

I fondi vengono investiti sui mercati finanziari: Borsa, titoli di Stato, ecc. Questo significa che il rischio è implicito, basti ricordare i vari tracolli di questi ultimi anni (Cirio, Parmalat, Bond argentini, e via dicendo). È vero che i fondi “chiusi” non possono fallire, ma solo perché lo Stato si impegna a coprire le eventuali perdite… ovviamente con danaro pubblico, ossia con le tasse che paghiamo.

8) Che differenza c’è fra la pensione pubblica e i fondi?

La pensione pubblica è un ammontare garantito, con le relative rivalutazioni. Invece il vitalizio corrisposto da un fondo può variare a seconda dell’aumento dell’aspettativa di vita. Per esempio già oggi le assicurazioni private pagano pensioni più basse alle donne.

9) È vero che l’Inps in futuro non ce la farà a pagare le pensioni e che versando il Tfr ai fondi mi tutelo?

Il “crollo” dell’Inps è una favola, l’Inps ha un attivo di 2 miliardi di euro (2005) e un patrimonio di 24,2 miliardi, nonostante i padroni evadano qualcosa come 50 miliardi di euro di contributi. E questo nonostante l’Inps si faccia carico di spese di assistenza (mobilità, cassa integrazione) che dovrebbero invece essere coperte dal bilancio dello Stato. Il problema quindi non è tagliare le pensioni, ma al contrario lottare per riprenderci quanto ci è stato tolto negli ultimi 15 anni, dalle controriforme Amato, Dini e Maroni.

10) Ma allora, perché tutti mi dicono di aderire ai fondi?

Attorno al Tfr ci sono enormi interessi, trattandosi di un flusso di 19 miliardi di euro su cui banche e finanziarie vogliono mettere le mani. Non è strano che tutti “consiglino” calorosamente ai lavoratori di aderire ai fondi!

Ci pare anche grave che il sindacato si faccia promotore dell’adesione ai fondi: poco cambia, secondo noi, che siano “chiusi” o “aperti”, poiché alla fine a decidere cosa fare dei nostri soldi non saremo noi, ma i gestori, ossia quelle banche e altri operatori finanziari che gestiscono il patrimonio. Il Tfr è parte del nostro salario, e tale deve rimanere! La pensione è cosa troppo seria per metterla in mano alla speculazione finanziaria!

Non regalare il tuo Tfr! Compila il modulo indicando la tua volontà di non versarlo alla previdenza complementare. L’unica soluzione è pretendere una pensione pubblica dignitosa.
Il compito dei sindacati dovrebbe essere quello di mobilitarsi per questo.

 

13 febbraio 2007 

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