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Ancora spiccioli per i lavoratori


Sono ormai passati tre anni dagli “scioperi selvaggi” degli autoferrotranvieri e, ancora una volta, l’adeguamento dei nostri salari all’inflazione si è fatto attendere. Sono stati necessari sei scioperi generali di Cgil-Cisl-Uil, oltre a quelli dei sindacati di base, per raggiungere l’accordo sul rinnovo del biennio economico scaduto nel dicembre 2005. La proposta iniziale era di 111 euro e la vertenza si è conclusa con un aumento di 102 euro: 50 euro subito, 52 da settembre 2007. Si arriverebbe così a percepire l’aumento dopo quasi due anni dalla fine del biennio ed a pochi mesi dalla scadenza del contratto nazionale. Inoltre, è stata prevista un’una tantum di 600 euro comprensiva della indennità di vacanza contrattuale già percepita in busta paga in questi mesi. Il tutto ovviamente lordo e da riparametrare sul parametro medio di 175.

 

128 operai processati per la lotta del 2002

 

Nel 2002 i lavoratori degli appalti ferroviari diedero vita ad una lotta dura e coraggiosa, contro una feroce ristrutturazione promossa dalle Ferrovie con gare di appalto al “massimo ribasso” allo scopo di ottenere lo “spezzatino contrattuale”: un effetto diretto della riforma Bassanini - svendita del patrimonio pubblico e dei sui lavoratori sul mercato - del primo governo Prodi.

I continui attacchi allo stato sociale su tutti i livelli e il peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, a partire dalla questione salariale, hanno visto una grossa risposta da parte dei lavoratori. L’esplosione di rabbia degli autoferrotranvieri ha mostrato una volta di più la rinascita di un protagonismo operaio che non si vedeva da decenni.

Ancora una volta i lavoratori dell’ATM hanno rotto gli argini e, superando le indicazioni dei vertici dei sindacati confederali e sfidando il ricatto della precettazione, hanno scioperato per due intere giornate.

La determinazione mostrata ha convinto gli indecisi, gli scettici si sono ricreduti; i lavoratori che hanno intrapreso la mobilitazione hanno acquisito maggiore coscienza della forza dei lavoratori quando sono uniti.

Caro Direttore,

Sono ormai due anni che noi lavoratori del trasporto pubblico locale scioperiamo per l’ottenimento di un adeguamento salariale di 106 euro mensili, che altro non è che l’inflazione programmata dal governo, che è la metà di quella rilevata dall’Istat, la quale è un terzo di quella reale.

Imparare dall’esperienza per continuare la lotta

 

Lunedì alle h 6.00 di mattina al deposito di viale Sarca di Milano, uno dei più combattivi della città, in mezzo a due file di poliziotti iniziano ad uscire mestamente uno dopo l’altro gli autobus di turno. In quel momento non c’è più nulla da fare.

Lavoratori e delegati per un sindacato democratico e combattivo

 

Il 20 dicembre la rabbia degli autoferrotranvieri è nuovamente esplosa. Fin dalle primissime ore del mattino i lavoratori del trasporto pubblico, in una città dopo l’altra, sono entrati in sciopero bloccando l’uscita dei mezzi.

Da Imperia a Catania, da Milano a Cosenza, da Savona a Venezia i lavoratori hanno incrociato le braccia e spento i motori dei propri mezzi.

Ancora una volta hanno dimostrato di essere determinati a continuare la lotta fino alla vittoria.

 

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