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Almeno 100.000 manifestanti sono scesi in piazza lo scorso 17 maggio con striscioni cremisi e bandiere di tutte le nazionalità. Probabilmente ce ne sarebbero stati di più se il governo macedone non avesse bloccato i pullman di manifestanti che affluivano a Skopje da tutto il paese.

 

da www.marxist.com

La manifestazione assomigliava a una festa popolare, contrariamente a quelle precedenti, che avevano visto una pesante repressione da parte della polizia. Questa volta i rapporti di forza erano chiari. Se lo stato avesse affrontato apertamente il movimento, avrebbe firmato la propria condanna a morte.

macedoniaCiononostante, non ci sono stati considerevoli sviluppi. Si tengono negoziati tra i quattro partiti politici più importanti per risolvere la crisi politica e trovare una soluzione con l’appoggio dell’UE.

L’Unione Socialdemocratica di Macedonia (SDSM) ha aperto un vaso di Pandora con relative fughe di notizie, e ora la “comunità internazionale” sta intervenendo alla ricerca di una soluzione pacifica (pacifica dal punto di vista del capitalismo internazionale) che darà ai lavoratori e alla gente povera l’illusione che qualcosa sia veramente cambiato al fine di tenere calmo il movimento. Probabilmente il risultato sarà determinato dalla pressione operata da UE e USA.

Sebbene da questa protesta non sia scaturito nulla di concreto, ciò non significa che il movimento sia finito, né cancella il fatto che almeno 100.000 persone sono scese in piazza a Skopje. Al contrario, questo dimostra che il processo molecolare verso la rivoluzione è entrato in una nuova, cruciale fase in Macedonia.

Il senso di apatia che la gente comune provava è stato superato da molto tempo. Questo sentimento era così profondo che per molto tempo non ci sono state reazioni significative davanti al peggioramento della situazione. I giornalisti della televisione di stato hanno ammesso senza tanti giri di parole che il loro lavoro viene apertamente controllato nel dettaglio dalle massime autorità. I media sono stati ridotti a discorsi populisti e brevi spot politici, mentre allo stesso tempo la vita quotidiana di lavoratori e poveri sta diventando sempre più insostenibile.

I governanti hanno perso sempre più interesse nel mantenere anche solo la parvenza di rappresentare il popolo. La sfiducia nei confronti dei politici - sia al governo che all’opposizione - è così diffusa che non è rimasta fiducia da perdere. Tutti gli obiettivi del governo contenuti nelle leggi di bilancio erano diretti a rafforzare il loro potere e ad aumentare le loro ricchezze in modo indisturbato. E perché mai dovrebbe essere altrimenti? I politici al governo rimangono in carica nonostante la mancanza totale di sostegno popolare, perché la base del loro potere non risiede in un consenso reale, ma nella loro abilità di mantenere un sistema clientelare.

Non si tratta di una questione che riguarda presunte caratteristiche peculiari della classe dominantente macedone, priva di qualsiasi senso di vergogna - in tutto il mondo la situazione è la stessa. Qui il fatto è che questi delinquenti sono stati lasciati senza alcuna opposizione da parte di qualsiasi tipo di organizzazione operaia indipendente. In Macedonia, come in moli altri paesi del mondo, la democrazia borghese si mostra per quello che è - uno strumento in mano ai criminali per arricchirsi sul sangue e il sudore della classe operaia - e nel nostro paese si manifesta nella forma più trasparente.

Qualcuno sostiene che ci siano gli imperialismi occidentali dietro questi eventi burrascosi in Macedonia. Secondo tali teorie, il tutto si può ridurre a un conflitto di interessi tra imperialismi rivali - vale a dire tra quello occidentale e quello russo per la costruzione del gasdotto Turkish stream, che servirebbe a far passare il gas dalla Russia attraverso la Turchia, la Grecia, la Serbia e l’Ungheria fino ad arrivare in Austria.

È implicito in questo discorso che gli interessi di queste potenze imperialiste siano rappresentati in Macedonia dai due partiti principali, e cioè il Partito Democratico per l'Unità Nazionale Macedone (VMRO) a rappresentare gli interessi della Russia e l’SDSM quelli dell’Occidente. Anche se ciò fosse vero, e potrebbe esserlo, l’SDSM non sta facendo gli interessi del popolo, essa è solo l’altra faccia della medaglia, e lo stesso tipo di criminali del VMRO.

Ma, se si riduce la propria analisi a giochi di potere tra potenze imperialiste, si rischia di non cogliere assolutamente la questione. Non dobbiamo applicare meccanicamente le lezioni imparate in Ucraina con il movimento di Maidan in una situazione completamente differente, dove gli interessi degli imperialisti confliggono di nuovo. Non è nostro compito parteggiare per una potenza imperialista rispetto a un’altra nella loro guerra per i mercati. La nostra sola preoccupazione è per l'unica guerra che ci interessa - la guerra di classe.

Rimane il fatto che le divisioni nazionali sono state cancellate da una brusca accellerazione nella lotta di classe contro tutto ciò che è marcio in Macedonia, lotta che ad oggi è culminata in più di 100.000 persone scese in piazza in un paese di due milioni di abitanti.

Questo tipo di movimento non essere apparso dal nulla come un incantesimo, né può essere il risultato di losche manipolazioni imperialiste. Tale movimento trae la propria forza da una frustrazione covata a lungo e da una rabbia che ha finalmente trovato uno sfogo.

Anche se la classe dominante trova un modo per disinnescare questa situazione, niente sarà veramente cambiato - tranne le esperienze e le lezioni che la classe operaia avrà tratto da questi eventi. Le condizioni oggettive rimarranno le stesse e non c’è niente che la classe dominante possa fare a riguardo.

Il movimento di massa è profondamente indignato dalla corruzione della cricca al comando e può addirittura riuscire a rovesciare il governo, come è successo nella vicina Bulgaria nel febbraio 2013 e di nuovo nel luglio 2014; ma i partiti di opposizione esistenti non sono in grado di rovesciare l’attuale sistema e non saranno capaci di risolvere nessuno dei problemi fondamentali.

In sostanza, non si tratta di ridurre il volume totale di corruzione o di scegliere il male minore per risolvere i problemi a cui la gran parte della popolazione deve fare fronte. È il sistema capitalista ad aver fallito nel fornire alla maggioranza della popolazione un futuro sostenibile.

Il movimento di massa in Bulgaria ha tratto rapidamente conclusioni radicali, chiedendo le dimissioni e l’esproprio dell’intera oligarchia, che ha usurpato e saccheggiato le ricchezze del paese; la rinazionalizzazione di tutto quello che è stato privatizzato e rubato; e la necessità di imporre una sorta di controllo sull’economia da parte del popolo stesso. Tutti queste rivendicazioni sono state sviluppate dalle mobilitazioni di massa in Bulgaria e potranno essere sviluppate anche dalle masse in Macedonia, ma i problemi fondamentali non potranno essere risolti finché non verrà fornita una leadership rivoluzionaria al movimento di massa e finché non verrà attuata una rottura netta da parte di quest'ultimo con il capitalismo.

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