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Oltre 500 persone hanno riempito il cortile della facoltà di sociologia della USFXCh a Sucre mentre l’aula magna del campus della UAGRM di Santa Cruz de la Sierra, che può contenere 250 persone, è risultata insufficiente per contenere tutti coloro che volevano partecipare all'assemblea. A Sucre praticamente tutti gli studenti della facoltà di Sociologia hanno assistito fino alla fine all’evento insieme a docenti, lavoratori, militanti del MAS e dirigenti della Federación Sindical de Trabajadores Campesinos Originarios di Chuquisaca, che sono intervenuti portando il loro saluto.

In questi giorni il governo boliviano sta riformando il sistema pensionistico boliviano, con il consenso della direzione sindacale della Central Obrera Boliviana (COB). In un momento nel quale in Europa e in altre parti del mondo si dichiarano tagli alle pensioni e si eleva l’etá pensionabile, la riforma boliviana in aperta controtendenza aumenta le pensioni e riduce da 60 a 58 anni l’etá per la pensione di vecchiaia.

Il Movimento al Socialismo (MAS) risulta confermato come prima forza nazionale alle elezioni del 4 di aprile. Alle precedenti elezioni municipali del 2004 il MAS aveva vinto in 80 dei 327 comuni del paese ma in nessuna dei capoluoghi regionali né nelle cittá importanti, mentre alle regionali del 2005 aveva conquistato il governo solo nelle regioni di Chuquisaca, Potosí ed Oruro. Oggi il MAS é maggioranza nei consigli comunali di Cobija, Cochabamba e della popolosa El Alto, terza cittá del paese. Le proiezioni sulla base dei primi scrutini gli attribuiscono anche i governi regionali di Potosí, La Paz, Cochabamba, Chuquisaca, Oruro e probabilmente Pando.

Le elezioni dello scorso 6 di dicembre sono storiche in ogni senso. Liste elettorali (in Bolivia bisogna iscriversi per votare NdT) di quasi 5 milioni di elettori nel paese e per la prima volta 200 mila votanti all’estero, tra Argentina, Brasile, USA e Spagna, che rappresenta un aumento del 40% rispetto alle liste di solo un anno fa.

Il quadro delle candidature alle elezioni generali del prossimo 6 di dicembre si va completando: la destra si presenta in ordine sparso, l’idea di poter formare un fronte unico contro la ricandidatura di Evo ed Alvaro Garcia Linera é definitivamente tramontata.
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