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25° anniversario del golpe in Cile

Quando Pinochet schiacciò la rivoluzione

 L’11 settembre 1973, i corpi speciali dell’esercito cileno comandati dal generale Pinochet destituirono con la forza il governo democraticamente eletto di Unidad popular, uccidendo 50mila militanti del movimento operaio, tra cui il presidente Salvador Allende.

 

Il golpe, venne non solo sostenuto ma preparato nei minimi dettagli dalla Cia. I servizi segreti della "più grande democrazia del mondo" finanziarono e incoraggiarono diversi tentativi di golpe a partire dal 1970. John Ranelagh, autore del libro "L’agenzia: ascesa e declino della Cia", spiega che la decisione di preparare un golpe venne presa in una riunione segreta del Comitato 40, composto da alti funzionari della Casa Bianca, tra cui Henry Kissinger; il quale ebbe modo di sostenere: "Non vedo perchè dobbiamo stare a guardare mentre un paese va verso il comunismo a causa dell’irresponsabilità del suo popolo".

Il movimento operaio cileno era pronto a prendere il potere, il 4 settembre 800mila lavoratori sfilarono a Santiago, chiedendo di fermare la controrivoluzione che si stava organizzando armi alla mano. Il 29 giugno c’era già stata un insurrezione del reggimento Tacna, che venne fermata da migliaia di lavoratori che scesero in sciopero, occuparono le fabbriche e, lasciando dei picchetti a difenderle, marciarono verso il Palazzo della Moneda, sede del governo urlando slogan come: "mano dura , mano dura, non viviamo di aria pura!"; "Creare, creare, potere popolare!"; "Allende, Allende, il popolo ti difende".

I lavoratori cileni si fidavano dei loro dirigenti, ai quali chiesero armi e un piano di lotta. Se invece di bastoni avessero avuto armi, seppure poche e scadenti, la storia del Cile oggi sarebbe stata molto diversa. Purtroppo i dirigenti, invece di armi, offrirono solo belle parole e appelli alla "calma", che servì solo a fare in modo che le masse tornassero a casa, proprio alla vigilia del golpe di Pinochet.

Allende, fino all’ultimo, confidava nel fatto che i generali non avrebbero rotto la legalità e avrebbero difeso il suo governo e macabra ironia della storia, poco prima del golpe, nominò i generali Leigh Guzman e Pinochet capi dell’Aviazione e dell’Esercito rispettivamente.

Allende credeva che "le tradizioni democratiche dell’esercito cileno" non avrebbero mai portato i militari a sparare contro il proprio governo. Pagò tragicamente con la vita le proprie illusioni nello stato borghese e nel suo apparato repressivo. Quella cilena resta un’esperienza da approfondire utile alla formazione politica di ogni militante comunista. Per saperne di più vi proponiamo la lettura di un nostro opuscolo: L’esperienza del Cile 1970-1988. Una lezione per il movimento operaio.

Il modo migliore per ricordare il sacrificio di tanti compagni cileni e imparare dalla loro esperienza, perchè tanto sangue non sia stato versato invano.

Richiedetecelo inviando 3.000 lire (+ 1.000 di spedizioni) sul ccp 11295201 intestato ad A.C. Editoriale.

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