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Giovedì 28 ottobre si è svolta alla Cgil di Trento un'assemblea pubblica promossa dalla Filcams locale sulla situazione sociale e le prospettive per il conflitto dopo la grande manifestazione promossa del 16 ottobre.

Nell'introduzione di Ezio Casagranda (segretario della Filcams-Cgil trentina) e negli interventi si è parlato delle disdette dei contratti integrativi alla Orvea (grande distribuzione) e Dussmann (appalti pulizie ospedali) e delle iniziative di lotta da mettere in atto per contrastare la controffensiva padronale. Si è parlato delle nuove forme di lotta portate avanti in questi anni alla Lidl (nota catena discount) dove sono stati coinvolti i lavoratori ma anche i consumatori e i movimenti, sempre e comunque in difesa dei diritti sul lavoro, della dignità e dei salari. All'iniziativa, aperta a tutta la cittadinanza, hanno partecipato anche il Centro sociale Bruno, delegati e lavoratori di diverse categorie, metalmeccanici, impiego pubblico, insegnanti e gli studenti. L'assemblea ha visto la presenza e le conclusioni del segretario nazionale della Filcams-Cgil Franco Martini. Di seguito l'intervento scritto di alcune lavoratrici della Dussmann in cui si denunciano le condizioni in cui lavorano ma anche la determinazione a continuare a lottare.
La redazione

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Sono undici anni che lavoriamo in questo settore, ma come tanti altri non per scelta, come diceva uno dei direttori di Dussmann di Bergamo, ma perché non abbiamo alternative.
Abbiamo sempre avuto tante difficoltà che negli anni sono aumentate a dismisura.
Siamo sottoposti a continue umiliazioni, discriminazioni, minacce, sfruttamento nonché sottovalutazione. Abbiamo visto tanti colleghi "sotto pressione dei capo servizio" piangere così stressati e nervosi che diverse volte sono finiti addirittura al pronto soccorso. Abbiamo visto tanti altri che non c'è la facevano più, abbandonare il posto di lavoro prima di trovarne un altro. Alla fine di ogni giornata si sente la frase ''per fortuna è andata anche oggì. La frase nella quale si sente il sollievo di aver finito un'altra giornata pesante.
Unica soddisfazione in tutti questi anni è stata conquistare il nostro primo contratto aziendale con l'aiuto del segretario Filcams-Cgil Ezio Casagranda, ottenendo 10 punti per noi molto importanti che ci hanno migliorato le condizioni lavorative.
Siamo sempre stati sotto organico ma negli ultimi due anni, da quando c'è in corso il cambio d'appalto, il personale continua a diminuire drasticamente.
Pure in queste pessime condizioni riusciamo a coprire il lavoro di tutti gli ospedali del trentino con smisurato aumento di lavoro e l'apertura di nuovi reparti.
Costretti a svolgere dei lavori che non entrano nelle nostre competenze, lavori che fino a ieri facevano operatori ospedalieri specializzati nel campo, senza essere pagati per questo, senza nemmeno un'ora di formazione e sempre nel nostro orario già definito. Per coprire tutto il lavoro datoci stiamo facendo tantissime ore di straordinario, chi per aggiungere qualche euro in più nella busta paga, chi sotto pressione del capo servizio, chi per paura di perdere il posto di lavoro. In particolar modo gli immigrati, legati alla legge razziale Bossi Fini. Dopo tutto questo sacrificio da parte degli operai la nostra ditta Dussmann ci toglie l'unica cosa bella che siamo riusciti ad ottenere in questi anni - il contratto aziendale.
Forse non tutti sono consapevoli di quello che ci sta succedendo non accorgendosi che ci stanno riportando indietro nei tempi della schiavitù.
Ci stanno togliendo tutti i diritti ottenuti lavorando e lottando.
Togliere tre settimane di ferie estive è molto grave in quanto la maggior parte di noi sono immigrati e come tali perdiamo una settimana solo in viaggio per non parlare delle spese.
Perdere l'anticipo di infortunio è un fatto gravissimo visto che nel nostro campo gli infortuni sono sempre in crescita per stress nonché per il sovraccarico di mansioni da svolgere. Nessuno di noi è in condizione di poter aspettare ad essere pagato dal Inail dopo 5 -6 -7 mesi.
Chi aspetterà noi quando ci sarà da pagare l'affitto, le bollette, le rate bancarie e cosa mangeremo nel frattempo?
Il premio di presenza - non erano tanti soldi però ci davano una mano a coprire uno dei tanti buchi nella nostra casa. Per ottenere questo premio ho visto le colleghe lavorare zoppicando, con la febbre e con tanti malori. E adesso pure questo ci è stato negato come se il nostro stipendio fosse
troppo alto.
Cosa dire della mensa?
Non è umiliante togliere un piatto caldo degli operai che si trovavano a lavorare a mezzo giorno? Devono andare come anni fa a mangiare nei puzzolenti spogliatoi, o nei vottatoi in mezzo all'immondizia, in mezzo ai bidoni col materiale organico e materassi insanguinati.
Nemmeno gli altri punti del nostro contratto sono da meno ma per ora ci fermiamo qui. Purtroppo la nostra realtà è questa e per tutto ciò che avete sentito chiedo il vostro aiuto. Vi chiedo di fare tutto il possibile per ridarci la dignità e lottare insieme a noi nel tentativo di riconquistare il contratto aziendale.
Chiedo un aiuto speciale al compagno Martini di Filcams nazionale (segretario generale della categoria ndr) con l'augurio che riesca a comprendere tutti i problemi sopra elencati mettendosi nei nostri panni prima di firmare il contratto nazionale ormai scaduto da tre anni.

Alcune lavoratrici della Dussmann di Trento

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