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Mente la disoccupazione giovanile arriva al 39,5% e dopo mesi che il “buon” governo Letta fa proclami su quanto l’esecutivo sia impegnato ad aiutare i giovani, finalmente quest’estate l’esecutivo ha deciso di scoprire le carte. A fine giugno viene emanato il decreto lavoro, un decreto di 1,5 miliardi tra fondi europei e nazionali.

Un decreto che va nella direzione opposta dello slogan scandito nelle piazze negli anni settanta “anche l’operaio vuole il figlio dottore”. Il decreto infatti dice se vuoi gli incentivi e quindi qualche possibilità di lavoro non devi aver conseguito nessun titolo di studio superiore alla terza media. Altro che dottore, per il governo più ignoranti si è meglio è.

La politica occupazionale del Governo sta andando di pari passo con la politica scolastica, si sta cercando di espellere dal mondo della scuola e dell’università il maggior numero possibile di studenti: test d’ingresso, tagli alle borse di studio, tasse scolastiche alle stelle, aumento dei costi di mantenimento degli studi (libri, mense, trasporti, affitti), incentivi lavorativi per chi ha lasciato la scuola prima di conseguire almeno un diploma di scuola superiore sono l’altra faccia della medaglia. Questa politica si chiama selezione di classe!

“Non ci fanno lavorare né studiare perché un popolo ignorante è più facile da governare” scrivevano gli studenti dell’istituto Manfredi di Bologna durante l’autunno, molto probabilmente non si sbagliavano.

L’obbiettivo del governo che da tempo denunciamo è semplice, si vuole un’istruzione per l’élite, per i ricchi, per chi può permettersi di pagare per la propria formazione mentre chi non può permettersi uno studio dovrà essere “carne da macello” da mandare in fabbrica, manodopera non qualificata e quindi a basso costo per il padronato italiano.

La selezione di classe che si sta portando avanti a danno di studenti e operai è il chiaro segnale della lotta di classe, la lotta di classe che la classe dominate sta portando avanti contro il proletariato.

A ciò abbiamo il dovere di reagire, la borghesia vuole toglierci istruzione e diritti sul lavoro!

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