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Lo scorso 13 maggio sono stati distribuiti i test Invalsi nelle scuole superiori di tutto il paese, e la risposta degli studenti non si è fatta attendere. Secondo i dati diffusi dal sindacato Cobas-scuola, i cui lavoratori hanno partecipato attivamente al boicottaggio dei test rifiutando di distribuirli o correggerli, più di un terzo degli studenti coinvolti avrebbe letteralmente ridicolizzato i test Invalsi, rifiutandosi di compilarli.

Molti studenti hanno deciso di entrare due ore dopo l’inizio della scuola, per saltare la somministrazione dei test, e tanti altri hanno cancellato i codici identificativi delle classi sui test, sempre per invalidarli. Alcuni studenti hanno partecipato attivamente a proteste (o più raramente a occupazioni), ma abbiamo un altro dato importante da rilevare: l’atteggiamento della massa degli studenti nei confronti di questi test è stato di indifferenza quando non di aperto dileggio. La protesta, al di là dei dati, è stata evidente, tanto che nei giorni successivi al 13 maggio  sui giornali borghesi, da Repubblica al Sole 24 ore, si sono rincorse numerose notizie del boicottaggio.
Come Sempre in lotta abbiamo portato avanti, in sinergia con questo clima positivo, una campagna contro gli Invalsi che ha mobilitato decine di studenti. Pensiamo che sia profondamente necessario, oggi più che mai, lottare contro la distruzione dell’istruzione pubblica costruendo un fronte fra gli studenti e i lavoratori: questo sarà il nostro impegno anche nel prossimo anno scolastico, in cui saremo sempre in prima linea nella lotta contro questi test e più in generale contro la privatizzazione di una scuola che deve essere pubblica, gratuita, laica e di qualità!

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