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Lo scorso 15 febbraio a Londra, in Gran Bretagna, si è tenuta l’assemblea di fondazione della Marxist student federation (Msf).

 

Nata da una serie di assemblee nelle università promosse da alcuni studenti marxisti, molti dei quali compagni della Tmi (Tendenza marxista internazionale, di cui FalceMartello è la sezione italiana) e dal grande numero di partecipanti e adesioni al movimento, ad ora circa 500, questa organizzazione si propone di formare gli studenti inglesi alle idee del marxismo e si conferma come l’organizzazione studentesca rivoluzionaria in più rapida crescita di tutta la Gran Bretagna. La Msf è infatti già presente in numerose città, tra cui Londra, Southampton, Manchester, Glasgow, Edimburgo, Leeds, Newcastle e Durham. Alcuni gruppi si sono costituiti anche a Leicester, Cambridge, Oxford, Sheffield e nel Sussex.

Nella bozza di programma, discussa e approvata nell’assemblea in maniera assolutamente democratica, i compagni inglesi hanno innanzitutto trattato la situazione economica mondiale, attuando un’analisi puntuale della crisi che il sistema sta vivendo in questo momento storico e di ciò che questa crisi comporta sulla pelle dei lavoratori e dei giovani. Hanno poi descritto le varie mobilitazioni che si sono sviluppate a causa di questa situazione globale: “Tutti i tentativi attuati dalla borghesia di arginare la crisi economica”, scrivono i compagni nel documento, “hanno portato alla crescita di una drammatica crisi sociale in tutto il mondo. L’anno scorso abbiamo visto svilupparsi enormi movimenti di massa in Turchia, Egitto e Brasile. Attraverso l’Europa, dal Portogallo alla Bulgaria, abbiamo visto milioni di persone scendere in piazza. Anche il Bangladesh, il Sudafrica e la Corea del Sud, tra gli altri, hanno visto lo sviluppo di mobilitazioni di massa.

I compagni inglesi hanno poi collegato questa situazione internazionale alla condizione dei lavoratori e degli studenti della Gran Bretagna: abbassamento degli stipendi e attacchi ai diritti sindacali per i primi, chiusura dei corsi universitari, aumento dei costi scolastici e delle rate universitarie per i secondi.

A fronte di una situazione di questo tipo, è evidente la permanenza e l’acuirsi delle contraddizioni interne al capitalismo che hanno provocato la mobilitazione di massa degli studenti inglesi nel 2010. Tale movimento è crollato su se stesso, a causa della mancanza di una seria organizzazione del movimento.

Ma come si dice comunemente, dagli errori passati bisogna sempre trarre delle lezioni: i compagni inglesi hanno imparato dagli errori del movimento del 2010 che è necessaria una organizzazione rivoluzionaria e democratica del movimento, che sappia coniugare le immediate e sacrosante rivendicazioni della massa con lo sviluppo di una concreta alternativa socialista. Infatti la grande intuizione di questa organizzazione è proprio questa: non bastano proposte di riforme atte a mitigare gli effetti distruttivi del capitalismo sulla società. È necessario che fra gli studenti si sviluppi la consapevolezza del fatto che senza un reale cambiamento di sistema, in una parola senza una rivoluzione socialista, gli studenti e i lavoratori non potranno liberarsi dalle catene in cui li costringe questa società basata sul profitto e sullo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo.

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