No al MUOS, no all'imperialismo - Falcemartello

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L’arma distruttiva chiamata Muos è oramai quasi del tutto ultimata. Le mobilitazioni degli attivisti No Muos, che hanno visto come protagonisti giovani, lavoratori, bambini e anziani, non sono state ascoltate.

 

Il governatore Crocetta ha scimmiottato un’opposizione di tipo istituzinale rivolta contro i potentati sostenitori dell’opera; tuttavia si trattava soltanto di una trovata propagandistica ai fini elettoralistici, che trovando come sponda sicura il responso “scientifico” dell’istituto di sanità nazionale, ha provocato una retromarcia alla revoca da lui promossa poco tempo prima. Quest’impianto, parte di un complesso satellitare con quattro mega impianti ricettivi a terra, localizzati in Australia, in Virginia, nelle Hawaii e a Niscemi (Cl), è un vero e proprio strumento di offensiva dell’esercito Usa, poiché il suo ruolo fondamentale è quello di radiocomandare i droni e di trasmettere le informazioni e gli ordini dal Pentagono ai soldati impegnati nei vari fronti di guerra. L’impianto di Niscemi sarà congeniale per svolgere future operazioni belliche nell’area del Mediterraneo. Pertanto la lotta da sostenere, non è soltanto di tipo ambientale, come sostengono i deputati regionali del Movimento 5 stelle, bensì necessita che si delinei una posizione di contrarietà al ruolo di piattaforma d’attacco che assumerebbe l’isola nei confronti di altri popoli.

D’altro canto il Ministro della giustizia Cancellieri definisce il Muos come un sito di interesse strategico per la difesa nazionale e dell’alleato yankee. Questa dichiarazione è tanto falsa quanto pericolosa, in quanto maschera uno degli aspetti più intollerabili del capitalismo, ovvero le mire espanzionistiche dell’imperialismo, in questo caso nordamericano, finalizzato al controllo militare dell’intero globo.

Pertanto questo “muostro” rappresenta l’uso strumentale della tecnologia per fini guerrafondai e con conseguenze distruttive per l’ambiente. In questa lotta gli attivisti e la comunità niscemese sono rimasti isolati, osteggiati dalle istituzioni del tutto conniventi con i poteri forti e oscurati dai media, a condurre una battaglia che necessiterebbe un coinvolgimento più vasto e un programma che rompa ogni compatibilità con il capitalismo e che punti al suo abbattimento. Con questa prospettiva parteciperemo alla manifestazione nazionale No Muos, convocata l’1 marzo prossimo a Niscemi.