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Varese, 9 novembre. Il fior fiore del capitalismo varesino si riunisce ancora. E detta legge: in un coordinamento di scuole private, riunito per l’occasione all’istituto paritario De Filippi, vari personaggi tra cui il rettore della suddetta scuola si sono accalcati davanti a un microfono nell’affollata aula magna, per manifestare la propria indignazione.

"La lezione è gentilmente offerta dalla “Prosciutto Cotto – Rovagnati”. Battuta? No, ben presto potrebbe diventare una triste realtà. Al cambiare del Ministro dell’istruzione non cambia infatti la politica scolastica del governo, che anzi fa passi da gigante verso la privatizzazione.

Negli ultimi anni la scuola pubblica nel nostro paese è stata oggetto di gravi attacchi portati avanti dal governo contro la scuola pubblica.

Giusto per capire di cosa stiamo parlando, il Ministero dell’istruzione ha tagliato circa 7 miliardi di euro negli ultimi 5 anni. Tra le modifiche attuate dalla riforma Gelmini sulla scuola pubblica, una in particolare è stato molto criticata: la drastica riduzione delle ore di insegnamento di storia dell’arte. Negli istituti tecnici per il turismo è stata eliminata al biennio, tenendo solo due ore al triennio. Completamente cancellata invece nei professionali per il turismo, nei corsi di grafica, moda e persino all’alberghiero turistico.

Come ogni anno, anche questo 15 novembre, in occasione della Giornata internazionale dello studente centinaia di giovani in tutta Italia sono scesi in piazza per protestare contro un sistema economico che sempre più, specialmente in questi anni di crisi capitalistica, fa sentire la sua mortale stretta sulle classi sfruttate. Ma quale è stata la reale consistenza di questa mobilitazione della quale è, a nostro parere, doveroso fare un bilancio?

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