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Caserta - All’indomani del 15 ottobre, nonostante sia diminuito momentaneamente il numero delle mobilitazioni, non è certo calato il sentimento generale di indignazione nella società rispetto alle soluzioni che padroni e banchieri impongono per uscire dalla crisi. Parliamo della solita solfa che spacciano per novità: privatizzazioni, liberalizzazioni e smantellamento definitivo dello stato sociale; sono le stesse politiche che i governi, conservatori o sedicenti progressisti, hanno portato avanti da anni in Italia come nel resto d’Europa.

Negli ultimi anni il numero di scuole con le “classi pollaio”, termine con cui si indicano le aule sovraffollate, è aumentato ed è destinato ad aumentare. Questo grave problema non è un errore di programmazione scolastica, come spesso si sente dire dal ministro Gelmini, ma è la conseguenza di un piano ventennale di controriforme e tagli conseguenti.

Un mese dolo lo sciopero generale più repentino degli ultimi tempi, lo scorso 7 ottobre circa centomila studenti, in oltre 90 città del paese, sono tornati a farsi sentire. Probabilmente abbiamo visto cortei leggermente meno numerosi dell’8 ottobre 2010, ma registriamo una crescita sostanziale del livello di coscienza e di combattività di un settore sempre largo di studenti. Questo fenomeno può essere spiegato solo in un modo, le mobilitazioni di questa estate socialmente rovente, in Europa e come nel resto del mondo, hanno influenzato molto questa fascia di giovani, per i quali oggi più che mai l’unità studenti-lavoratori diviene pratica necessaria per bloccare realmente il paese. Parole d’ordine come il non pagamento del debito o la nazionalizzazione delle banche vengono ascoltate con attenzione e interesse.

Quest’anno gli studenti del Pacioli di Crema, dopo anni in cui la scuola non è stata attiva politicamente, si sono risvegliati partecipando alle mobilitazioni dell'autunno e costruendo un collettivo interno. Insieme a quello dell'Artistico, è uno dei due nuovi collettivi studenteschi della città.

Il Comitato in difesa della scuola pubblica (Csp) rinasce a Licata (Ag) a dimostrazione del fatto che i problemi della scuola pubblica oggi più che mai toccano le corde della nuove generazioni, ma ancora di più per puntualizzare che i giovani siciliani ci sono e sono stufi della condizione in cui versano , vogliono rendersi protagonisti di una sterzata decisiva allo stato delle cose, per migliorare le loro prospettive future.

Corni (Modena) – Le scuole sono precarie pure in termini di sicurezza: in diverse aule del mio istituto ci sono frequenti distacchi di intonaco, finestre rotte (addirittura ad una bidella, aprendo una finestra, questa le è precipitata addosso facendola cadere) ma soprattutto aule sovraffollate. Il problema è sempre quello: tanti problemi, pochi interventi e a volte inutili.

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