Breadcrumbs

Marcianise (Ce) – Quando mancano i soldi alla scuola pubblica, si licenziano i professori e i lavoratori del personale Ata, si chiudono i laboratori, mancano i materiali per fare lezione, diminuisce drasticamente il livello della qualità della didattica! Il governo Berlusconi con la legge 133, il ddl Aprea e la controriforma Gelmini, ha dato la stangata finale all’istruzione pubblica dopo un processo di privatizzazione che va avanti da più di vent’anni.

Era il lontano 2003 quando, approvata la Moratti, nonostante l’assedio del Parlamento e centinaia di migliaia di studenti in piazza, il movimento studentesco entrò in una fase di riflusso e bisognò aspettare i numeri dell’Onda per tornare a vedere facoltà e scuole occupate e cortei ogni giorno. Ma, nonostante tutto, nonostante gli sforzi, anche quel movimento subì una battuta d’arresto e mentre le piazze si svuotavano di studenti, cominciavano a riempirsi di lavoratori, metalmeccanici e del pubblico impiego, anzitutto. La mobilitazione del 2008 si concluse senza che gli studenti avessero mai avuto la reale possibilità di stare nella stessa piazza di chi scioperava fuori dai cancelli delle fabbriche o addirittura delle stesse scuole.

Corrispondenze da Crema e Cagliari

 


CREMA

Durante queste ultime settimane di movimento studentesco un professore mi ha posto una domanda: “ma ha senso che gli studenti si mobilitino qui a Crema, provincia della provincia dell’impero?”
Il 17 novembre a Crema il movimento studentesco, il Csp, è ritornato in piazza e lo ha fatto come da una decina di anni non si vedeva, gli studenti in piazza erano oltre 500 e il corteo ha dimostrato la determinazione, la rabbia e la decisione di diversi studenti. Quello che è certo è che a Crema nel 2010 erano in piazza oltre il doppio degli studenti partecipanti nel pieno del movimento dell’Onda. Per quale ragione? Lo scoperchiamento di una palestra, il crollo di un contro-soffitto, la chiusura della succursale di una scuola, la chiusura temporanea di un piano, a cui aggiungere: le carenze di materiale, di docenti, di assistenti scolastici, di insegnanti di sostegno, l’aumento del contributo volontario annuale, il taglio di fondamentali materie, il finanziamento di 4,5 milioni di euro dalla regione attraverso il comune di Crema per costruire un istituto comprensivo gestito da Cl che sta prendendo forma, e potrei continuare nel drammatico elenco… tutto ciò ha senz’altro determinato un risveglio delle coscienze.
Ma un altro fondamentale elemento che ha portato gli studenti a scendere in piazza il 17 novembre e ad avere rapporti di forza tali da potere organizzare nella serata del 30 novembre per il giorno seguente, in risposta all’approvazione del ddl, l’occupazione dell’istituto tecnico-professionale Sraffa e il seguente corteo che è andato a bloccare i binari, è stata l’organizzazione, è stata la guida del movimento, è stata la capacità del Comitato in difesa della scuola pubblica di riuscire a penetrare in quattro scuole della città e di porsi come punto di riferimento per gli studenti, diffondendo informazione e permettendo quindi l’organizzazione della loro rabbia nel Csp.
Ma ritornando alla domanda “ha senso mobilitarsi nelle province dell’impero?” la risposta è: ha senso che anche a Crema gli studenti trovino uno spazio per esprimersi politicamente, ha senso se si porta avanti una lotta più generale per il diritto allo studio nella realtà che vada oltre i singoli attacchi dell’ultimo periodo, ha senso se “studenti lavoratori una sola piazza una sola lotta” sia uno slogan che viva anche nella pratica.

 


CAGLIARI

La lotta contro la legge Gelmini ha suscitato anche in Sardegna le proteste attese. A Cagliari venerdì 3 dicembre si è avuta una manifestazione, tra le cui parole d’ordine c’era “Studenti e operai uniti nella lotta”.
Questo slogan veniva scandito mentre circa 200 univeristari bloccavano i treni alla stazione, assieme ai lavoratori della Geas, un’impresa delle pulizie dei treni, che non ricevono lo stipendio da 4 mesi.
Il blocco dei treni si è protratto per un paio d’ore, dopodichè gli studenti si sono diretti alla vicina stazione dei pullman dove hanno bloccato anche qua i veicoli per un‘altra ora. Nonostante questa azione di per sé significativa, gli universitari hanno proseguito con la mobilitazione, unendosi, sempre lì nella via principale di Cagliari, alla protesta dei commercianti ambulanti, che contestavano al comune lo spostamento della tradizionale sede del mercatino di Natale dalla centralissima via Roma in una piazza meno accessibile, a quest’ulteriore manifestazione si sono riuniti anche i lavoratori Geas provenienti dalla stazione.
Gli studenti hanno poi proseguito bloccando altre due piazze vicine al Palazzo delle scienze occupato e al Magistero, anch’esso occupato. Questo episodio dimostra che contrariamente alle concezioni volgarmente democratiche e “autonome”, presenti in parecchie delle associazioni studentesche, la parola d’ordine dell’unità delle lotte degli studenti e dei lavoratori è spesso concretizzata nella lotta spontanea, perché vista come necessità, anche se in maniera inizialmente confusa e parziale, per potenziare il fuoco contro il governo.
Quel che viene considerato spesso romanticismo rivoluzionario, “ideologico” è in realtà l’unica direzione possibile per contrastare fino in fondo le scelte dei vari governi degli ultimi 20 anni, sulla scuola e l’univeristà, integrare lotta di lavoratori e studenti significa opporsi all’integrazione semplicistica dell’univeristà e della scuola alla produzione economica e mantenere e sviluppare la grande conquista del diritto universale all’istruzione e alla libertà di ricerca scientifica.

Il 18 febbraio 2010 a Trento duemila studenti hanno manifestato contro la delibera dell’assessore all’Istruzione Dalmaso cercando di esprimere la loro disapprovazione. La protesta ha avuto fine davanti al palazzo della Provincia dove un cordone di polizia non ha permesso nemmeno ad una delegazione di studenti di parlare con l'assessore. Gli studenti trentini con questa riforma si sentono doppiamente presi in giro anche perché proprio la legge 5/2006 dello Statuto dell'Autonomia recita che la massima attenzione vada per la centralità dello studente.

Joomla SEF URLs by Artio

E' on line!

rivoluzione sito set2015

Grecia

oxi banner small

Il nuovo quindicinale!

 

RIV 7 small

Abbonati

abbonamenti rivoluzione

Radio Fabbrica

Radio Fabbrica

Il sito di Sempreinlotta

I nostri video