Sylvester, una morte "accidentale". Non dimentichiamo! - Falcemartello

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Reggio Emilia - Sabato 18 gennaio si è svolta una manifestazione con 3mila studenti (dati della Gazzetta di Reggio) a seguito della morte di un ragazzo che è stato travolto da un autobus mentre andava a scuola.

 

Il corteo, omaggio alla memoria del ragazzo e conforto per la sua famiglia, è stato anche un atto di protesta contro la situazione insostenibile del trasporto pubblico locale.

La manifestazione è stata una di quelle che si definiscono sentite e partecipate: la pioggia non è stata un deterrente, moltissimi gli studenti in piazza che, sotto gli ombrelli, hanno dato vita ad un corteo imponente come non se ne vedevano da anni. Questo è segno del fuoco del malessere dei giovani che cova sotto la cenere di un’apparente apatia, del sentimento di protesta che avvampa in occasione di un evento che, oltrepassando il limite, segna che la misura è colma. Non è stata infatti la sfortuna ad uccidere il 14enne, come non è stata la sfortuna ad uccidere altre volte studenti che nell’ambiente scolastico si sono visti crollare addosso l’edificio perché non a norma. La causa è sempre la stessa: taglio di fondi, alle scuole o al trasporto pubblico. Purtroppo il grande limite di questa manifestazione non è stato nei numeri, ma nell’assenza di una prospettiva politica cosciente. È doveroso e necessario fornire ai giovani un’organizzazione che possa incanalare la rabbia dei giovani in un percorso organizzato e rivoluzionario: noi di Sempre in lotta ci poniamo proprio questo obiettivo.

Nella nostra prospettiva è fondamentale saldare il senso di rabbia per un evento tragico e l’insoddisfazione per lo stato del servizio di trasporto con le rivendicazioni dei lavoratori del settore dei trasporti, in modo tale da eliminare alla radice le cause che stanno alla base dell’evento, ossia l’assoggettamento del servizio pubblico dei trasporti alle logiche di profitto private. Il trasporto privatizzato comporta mezzi sovraffollati, corse molto diradate e sfruttamento degli autisti, cosa che si traduce nella loro stanchezza, spossatezza e in un conseguente calo dell’attenzione nel servizio: ciò lo dimostra il fatto che l’autista di turno sul mezzo sul quale viaggiava il ragazzo non si sia accorto dell’accaduto.

Legare la protesta per la morte dello studente a rivendicazioni legittime come il calo del prezzo di abbonamenti e biglietti ed un aumento delle corse per evitare la calca, non significa speculare sopra la morte di un ragazzo, ma è piuttosto l’occasione per onorare veramente il ricordo di un compagno pretendendo qualcosa di cui anche lui avrebbe potuto giovarsi.

Tuttavia, non basta chiedere piccoli miglioramenti come questi per risolvere i problemi causati da questo sistema. È anzi necessario fare un passo ulteriore: i trasporti devono essere gratuiti e nazionalizzati sotto il controllo dei lavoratori, in un’ottica di cambiamento in senso socialista della società. Sempre in lotta sostiene questa la battaglia contro il capitalismo sfruttatore, che è il miglior monumento alla memoria di Sylvester, meglio di qualunque targa commemorativa.