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Nella facoltà di lettere dell’università di Trento non è più possibile accedere liberamente ai bagni. Recentemente l’amministrazione, dietro sollecitazione della lista studentesca di estrema destra “Atreju”’, ha limitato la fruizione del servizio igienico ai soli studenti in possesso della tessera universitaria.
La giustificazione a questa misura ridicola sembra quella di escludere “soggetti estranei” dalla facoltà dall’utilizzo dei servizi: ci si domanda chi sia effettivamente considerabile “estraneo” visto che l’università dovrebbe essere un luogo pubblico. In questo caso particolare si vuole precludere l’accesso a prostitute che pare abbiano usufruito della toilette di lettere. Non credo, e molti studenti sono del mio stesso parere, sia accettabile che un senato accademico, novello campione di moralità, obblighi dei ragazzi che studiano a non andare in bagno se si dimenticano a casa il badge, per di più solo per accodarsi a una campagna portata avanti da una lista che, è noto, è di area neofascista. Contro questa misura che lede il diritto degli studenti a vivere gli spazi universitari siamo pronti, come Sempre in lotta Trento, a dare battaglia: che i bagni siano pubblici e gratuiti! Fuori i fascisti dall’università! 

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