Breadcrumbs

L’industria manifatturiera Usa si è contratta a novembre alla velocità maggiore degli ultimi 26 anni, ponendo gli Stati Uniti al primo posto della crisi economica mondiale. Gli indicatori dello stesso tipo per Cina, Gran Bretagna e Russia sono crollati tutti a record negativi  (“Bloomberg” 1.12.08).

Molti commentatori, compresi quelli di sinistra, hanno espresso fiducia nel cambiamento della politica, anche economica, che l’arrivo di Obama comporterà. A prescindere da queste illusioni, può valere la pena fornire qualche confronto storico sui dati. Quando nel 1981 Reagan si insediò alla Casa Bianca, il tasso di risparmio privato del paese era il 10% e gli Stati Uniti avevano un avanzo commerciale. Oggi Obama si trova una situazione in cui il tasso di risparmio è negativo e il deficit commerciale si aggira sul 5% del Pil. Nel 1981, il deficit federale costituiva il 15% dei risparmi privati lordi. Adesso, già prima dei massicci interventi di salvataggio, ha superato il 50% (“Asia Times” 13.11.08).


Nei giorni scorsi, Fannie Mae e Freddie Mac, le due istituzioni che garantiscono oltre la metà dei mutui americani, hanno reso noto le perdite maturate nel terzo trimestre. Freddie Mac ha registrato una perdita record di 25,3 miliardi di dollari, 40 volte superiore allo stesso periodo del 2007.

Charlie Wilson, allora capo della General Motors, disse nel 1955 che ciò che va bene per General Motors va bene per il paese e viceversa. Ieri, le azioni del colosso dell’auto sono scese al livello più basso dal 1946 per il timore degli investitori che l’azienda finite le riserve di denaro in poche settimane e dovrà richiedere il concordato fallimentare (“Wall Street Journal” 11.11.08).

Da secoli, a Londra si calcola un indicatore (il Baltic Dry Index) che misura, giorno per giorno, i costi del trasporto via mare di prodotti di base (cemento, acciaio, grano, ecc.) e riflette dunque le prospettive immediate del commercio mondiale.

I fatti

“Dirò ai miei lettori che abbiamo di fronte non una bolla ma un po’ di schiuma – molte piccole crisi locali che non cresceranno mai a una scala tale da minacciare la salute dell’economia nel suo complesso” (Alan Greenspan, nella sua autobiografia “The Age of Turbulence”, pubblicata il 19 settembre 2007)

Joomla SEF URLs by Artio

E' on line!

rivoluzione sito set2015

Grecia

oxi banner small

Il nuovo quindicinale!

 

RIV 7 small

Abbonati

abbonamenti rivoluzione

Radio Fabbrica

Radio Fabbrica

Il sito di Sempreinlotta

I nostri video