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Il secondo congresso del partito tedesco Die Linke si è tenuto dopo una serie di successi elettorali. Dal 12% ottenuto alle politiche in autunno a una serie di ottimi risultati che portano il partito ad entrare, spesso per la prima volta, nei parlamenti di diversi Länder occidentali, superando la soglia di sbarramento del 5%. Proprio una settimana prima del congresso il partito ottiene il 5,6% nel più popoloso e industrializzato Land tedesco, il Nord Reno-Vestfalia (18 milioni di abitanti).

Le ragioni del successo della Linke


Su quasi tutti i giornali italiani le elezioni parlamentari tedesche del 27 settembre sono state descritte come una vittoria della cancelliera Angela Merkel. Strana vittoria quella di un partito, la Cdu/Csu, che col 33,8%, e un calo del 1,4%, ottiene il peggior risultato degli ultimi 60 anni. La vittoria deriverebbe dal fatto che, sulla base del cospicuo avanzamento dei liberali (Fdp), la coalizione borghese “classica” (Cdu/Csu-Fdp), nonostante il voto per essa si attesti sul 48,4%, ottiene una solida maggioranza in parlamento e può tornare al governo dopo 11 anni.

Le elezioni di domenica scorsa hanno rivelato grandi sommovimenti all’interno dell’elettorato tedesco. La netta sconfitta della Spd ha il suo contraltare nell’affermazione di Die Linke alla sua sinistra, mentre la vittoria dei partiti di destra crea le condizioni per un’offensiva a tutto campo dei capitalisti tedeschi contro la classe operaia, la più grande d’Europa. Si preparano tempi molto interessanti.


In quest'articolo il marxista tedesco Hans-Gerd Öfinger spiega i principali passaggi del processo di creazione della Die Linke in Germania. La Die Linke è spesso presa come esempio da tutti i sostenitori in Italia della creazione di un nuovo soggetto a sinistra. E' stata un punto di riferimento per i fautori della Sinistra Europea e lo è ora per quelli del Cantiere della Sinistra. E' sufficiente dare una lettura a questo breve testo per comprendere le enormi differenze tra il processo in Germania e quello in Italia.

Aumenta la polarizzazione nel cuore dell’Europa

Negli ultimi tre mesi i mass-media italiani ci hanno prospettato a ripetizione una inevitabile svolta a destra in Germania con l’inevitabile vittoria, più o meno trionfale, della candidata premier Angela Merkel e della sua coalizione borghese di democristiani (CDU-CSU) e liberali (FDP) alle elezioni politiche del 18/9.

Ma il risultato uscito dalle urne rivela che queste “previsioni” corrispondevano più ai sogni della borghesia tedesca (e non solo) che alla realtà dei rapporti di forza nella società.

Lotta di classe al lunedì ...e tanto altro ancora negli altri giorni della settimana


“Klassenkampf am Montag”, lotta di classe al lunedì. Così il settimanale Der Spiegel ha descritto le manifestazioni che quest’estate, ogni lunedì, si sono organizzate contro le politiche governative di sacrifici e controriforma sociale, il famigerato pacchetto Hartz IV, in centinaia di città in tutta la Germania. Il nome del pacchetto di “riforme” viene dal presidente dell’apposita commissione governativa, Peter Hartz, che, guarda caso, è anche il direttore delle risorse umane della Volkswagen.

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