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Ad un anno dalla conferenza un bilancio critico

 

La crisi dei Giovani Comunisti (Gc) di Avellino sembra essere giunta ad un punto cruciale: nel prossimo mese di Ottobre una conferenza straordinaria dovrà dare all`organizzazione giovanile irpina il coordinamento che finora è mancato. Da oltre un anno infatti, i Gc sono privi dell`organismo dirigente e conseguentemente sono senza un valido e condiviso indirizzo politico.

Nonostante il panorama mondiale abbia subito negli ultimi 15 mesi notevoli sconvolgimenti, i Gc avellinesi hanno dato prova di capacità di intervento molto scarsa: nessun dibattito è stato indetto per raffontarsi con la vertenza dei lavoratori della Fiat o gli scioperi generali e mai si è intrapresa una iniziativa per quanto riguarda la tragedia della guerra imperialista in Iraq. Si sono limitati, talvolta, a prendere parte a manifestazioni promosse da altri partiti o associazioni ed anche in questi casi la presenza si è ridotta a pochi compagni.

Nemmeno durante la delicata fase della campagna referendaria i Gc sono stati capaci di costruire iniziativa politica capace di parlare ai giovani e soprattutto ai giovani lavoratori, lasciando che le sporadiche iniziative fossero appannaggio di singoli circoli organizzatisi a livello locale.

Viene ora da chiedersi perché nulla è stato fatto per risolvere questa situazione non solo paradossale ma al contempo destabilizzante (non a caso il numero degli iscritti tra i Gc è crollato). Per cercare una risposta occorre fare un piccolo passo indietro: già la Conferenza provinciale del giugno 2002 si svolse in un atmosfera surreale, dato che la presentazione dei documenti vide la partecipazione di pochissimi iscritti che si moltiplicarono, quasi magicamente, al momento della votazione.

La nomina del coordinamento venne inoltre posticipata a data da destinarsi (malgrado una maggioranza larghissima per il documento bertinottiano), dando luogo a quella “precarietà” protrattasi fino ad oggi. Proprio su questa precarietà bisogna fare una ulteriore precisazione: dato che essa e` preesistente alla conferenza ed e` persistita dopo, sorge il dubbio che lo “stato confusionale” dei Gc avellinesi sia stato partorito ad arte in ambiti superiori, ad avvalorare questa ipotesi vi e` il fatto che, quando sono state ventilate soluzioni, le diverse componenti dell’area bertinottiana con l`avallo di Progetto Comunista non hanno mai raggiunto un accordo di base su cui iniziare la discussione.

Nell`attivo del 3 gennaio scorso, inspiegabilmente presenziato dal segretario del Partito Maraia, e che ha visto accese dispute verbali, e` stata indicata come unica soluzione adottabile quella di eleggere un coordinamento che fosse espressione dei circoli dell’intera provincia, quindi a 18 membri, ignorando completamente le quote percentuali della conferenza, e come se non bastasse il segretario Maraia proponeva che temporaneamente la responsabilità dei Gc fosse assunta dal compagno di Progetto Comunista Della Pia che peraltro avendo più di 30 anni non è nemmeno iscritto ai GC!!! La proposta da noi presentata, come compagni del quarto documento, di una conferenza straordinaria è caduta nell`indifferenza generale. La maggioranza ha preferito intraprendere una via di servilismo, compromesso e sfrenata corsa alle poltroncine che di fatto hanno minato la credibilità dell`intera struttura.

Dopo vari tentennamenti il coordinamento nazionale posto dinanzi a forti pressioni è intervenuto convocando una conferenza straordinaria. Questa conferenza dovrebbe rappresentare il punto di svolta e il rilancio dell`iniziativa politica dando vita a un coordinamento in grado di sciogliere i molti nodi che sono ancora al pettine. Occorre un organismo capace di costruire un progetto politico discusso democraticamente capace di orientarsi alle fabbriche e alle scuole, costruendo i Giovani Comunisti sulla base di un programma di classe, dotandosi di una maggiore indipendenza politica dalla segreteria del partito che spesso vede i giovani non come una risorsa politica ma come pura manovalanza.

Da parte nostra ci auguriamo che la conferenza rappresenti un’inversione di tendenza stabilendo un nuovo corso nella rifondazione dei Giovani Comunisti di Avellino. Ci auguriamo che si sviluppi un dibattito franco in cui le diverse posizioni si possano confrontare liberamente e in cui si entri nel merito di come costruire l`organizzazione nella nostra provincia.

A questo dibattito siamo molto interessati, non abbiamo bisogno invece di un atto formale in cui concretizzare accordi raggiunti dietro le quinte tra le varie aree che proseguano nella scia del “consociativismo” che ha rappresentato la quotidianità degli ultimi mesi.
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