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Milano è tra le poche realtà in tutta Italia dove i Gc non solo hanno reagito alla scissione vendoliana ma hanno anche votato la propria ricostruzione. A distanza di sette mesi possiamo dire che le aspirazioni della base erano ben fondate: i Giovani comunisti di Milano sono rinati e si affacciano in questo autunno con la prospettiva di rafforzarsi.

L’elemento determinante di questo processo è stata senza dubbio la spinta dal basso: quella voglia dei militanti di non abbandonare un’organizzazione quasi ferita a morte e di rilanciarla su tutti i terreni decisivi di intervento. In effetti si può dire che la direzione dei Gc di Milano da marzo ad oggi sia stata messa alla prova su molti settori: dal grande e combattivo spezzone del 25 aprile al costante lavoro davanti alle aziende, a partire dalla Innse; dalla ricostruzione degli attivi di zona necessari in una città metropolitana come Milano, alla nuova campagna autunnale contro i finanziamenti regionali alle scuole private, grazie alla quale abbiamo potuto manifestare insieme al Csp e a oltre cento studenti con gli operai della Fiom allo sciopero generale.

E tutto questo è stato fatto all’insegna del più totale autofinanziamento, attraverso migliaia e migliaia di volantini distribuiti mensilmente, raccolta fondi, manifesti e perfino una festa di tre giorni completamente autofinanziata che è finita in attivo, pur essendo stata fatta in un quartiere difficile come la Barona. Una direzione che ha fatto dell’impostazione di classe il proprio perno e ha posto il terreno per un reale protagonismo dei militanti, forse l’elemento che è più mancato in tutti questi anni nei Gc di Milano, e non solo.

Oggi affrontiamo l’autunno anche con il proposito di formare i nostri attivisti e di dare una prospettiva marxista di fronte alla crisi a tutti quegli studenti e quei giovani lavoratori con cui entreremo in contatto: per questa ragione abbiamo pubblicato un opuscolo completamente autofinanziato, dal titolo “Solo la lotta paga”, attraverso cui veicolare per cosa lottano i Gc a scuola, al lavoro, nei quartieri, rispetto alle questioni internazionali. Lo porteremo con noi nelle oltre 12 scuole che copriamo settimanalmente per riavviare il radicamento dei collettivi negli istituti con un programma contro la selezione di classe; lo porteremo con noi davanti alle aziende e nelle manifestazioni come già abbiamo cominciato a fare allo sciopero della Fiom del 9 ottobre e al corteo per la liberazione dei 5 cubani del 10 ottobre. Milano ha bisogno di un’organizzazione come i Giovani comunisti: lavoriamo perchè i giovani possano trovare in noi lo strumento necessario nella lotta contro il capitalismo.


* Coordinatore provinciale Gc Milano

 

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