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I Giovani Comunisti dicono no al Pacchetto Treu

Per ragioni di spazio non possiamo pubblicare tutti gli ordini del giorno presentati ai vari attivi provinciali
dei Gc che ci sono pervenuti. Riportiamo qui di seguito quello che è stato approvato nell’attivo della federazione di Milano con 26 voti a favore, 17 contrari e 8 astenuti.

Ci preme sottolineare che odg di critica rispetto all’atteggiamento del partito sulla questione del pacchetto Treu sono stati approvati anche negli attivi delle federazioni di Bologna e Roma.

L’odg approvato (con 21 voti favorevoli, 16 contrari e 5 astenuti) all’attivo di Bologna conteneva anche altre considerazioni critiche rispetto alla politica del partito fra cui decisiva una sui temi dell’autonomia scolastica (una critica al voto favorevole del nostro gruppo parlamentare al D.L. Bassanini che introduce l’autonomia didattica e amministrativa).

Ordine del giorno Milano 22/6/97

L’attivo dei Giovani Comunisti della Federazione di Milano afferma la sua preoccupazione di fronte all’approvazione del c.d. "Pacchetto Treu".

Consideriamo l’introduzione del lavoro interinale come un passo molto grave nel tentativo di sfondamento che da anni la Confindustria porta avanti contro i diritti contrattuali collettivi, tentativo che mira allo svuotamento e infine all’abolizione di conquiste quali lo Statuto dei lavoratori, il CCNL, ecc.

Valutiamo negativamente l’introduzione delle "borse di lavoro" che permettono l’entrata in aziende private e enti pubblici di giovani sottopagati, privi di qualsiasi diritto contrattuale e a totale carico del bilancio statale.

Consideriamo infine l’introduzione di norme peggiorative da applicarsi nel meridione (allungamento dei CFL e estensione dell’apprendistato) come una pericolosa breccia verso l’idea delle gabbie salariali.

Sulla base di questa valutazione chiediamo una riflessione in tutto il Partito e i Giovani Comunisti sul voto favorevole espresso dai parlamentari comunisti.

Crediamo che la nostra battaglia
contro la precarizzazione e la disoccupazione non possa prescindere da un’opposizione ANCHE A LIVELLO PARLAMENTARE contro queste misure.

Chiediamo quindi che il Partito riconsideri la posizione espressa in Parlamento, la quale contrasta con tutte le battaglie condotte negli scorsi anni contro la politica della concertazione e contro i suoi effetti devastanti sulle condizioni dei lavoratori e in particolare dei giovani (accordi di luglio ’92-’93, patto per il lavoro, contratti d’area, ecc.).

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