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Questo è l'intervento che Luca Russo, segretario del Circolo Prc di Licata - Agrigento, avrebbe voluto rivolgere di persona ai partecipanti della Conferenza provinciale dei Giovani Comunisti di Agrigento, in programma domenica prossima, a cui non potrà partecipare perchè, come tanti giovani meridionali negli ultimi anni, è dovuto emigrare in cerca di lavoro.

Care compagne, cari compagni

Rivolgo il più caloroso ed affettuoso saluto a tutti i compagni che hanno condiviso con me, a Licata ed Agrigento, 2 anni di lotte e militanza politica nei GC e nel PRC.

Riassumere brevemente il sentimento di appartenenza, la passione e il grande impegno sostenuti per costruire iniziative politiche centrali come quelle sull’immigrazione, la scuola pubblica e la sanità cittadina solo per citarne alcune, non è facile e non rende giustizia al lavoro dei compagni.

Proverò a descrivere il metodo usato per osservare l’andamento di alcune tra le principali lotte che abbiamo condotto in questi anni.

In ciascuno dei casi che mi appresto a citare, cercherò di confutare alcune delle proposizioni chiave dell’impianto politico e programmatico del documento di maggioranza e lo farò esponendo le mie idee e le mie esperienze, sono certo che i compagni che le hanno condivise con me, sapranno sostenere queste argomentazioni meglio del sottoscritto.

Durante la lotta per la libertà dei profughi della Cap Anamur, nel Luglio di 2 anni fa, tutti i compagni di Licata si sono impegnati con la convinzione che la linea politica della "internità" ai movimenti fosse quella giusta da seguire.

E’ stata la prima importante esperienza per tanti di noi, non finì bene per i profughi e l’equipaggio della Cap Anamur, ma diede lo slancio alla costituzione della Rete Antirazzista Siciliana, soggetto eterogeneo composto da diverse anime della sinistra radicale, alcune in perenne conflitto tra loro e contraddittorie nel rapporto col PRC; per oltre un anno si è partecipato in modo attivo e costante ai lavori della rete.

Per la manifestazione nazionale del 2 Aprile 2005 a Ragusa ed il campeggio nazionale antirazzista dello stesso anno a Licata, i nostri compagni, mobilitatisi con entusiasmo ed in gran numero, hanno sostenuto fisicamente e finanziariamente impegni come l’organizzazione di Pullman per garantire la presenza dei migranti al corteo di Ragusa, nonché l’intera logistica del campeggio di Licata, senza alcun sostegno o collaborazione della rete o dei dirigenti del nostro partito,supporto da noi precedentemente richiesto con forza e decisione.

Il gruppo parlamentare siciliano del Prc ha sostenuto, invece, soggettività interne alla rete, argomentando la scelta politica del "FINANZIAMENTO DI TUTTE LE ATTIVITA’ DI MOVIMENTO", abbandonando di fatto a sé stessi il circolo e i suoi militanti, nonostante i continui sbarchi e le numerose tragedie umane a cui assistevano impotenti.

Non sono arrivati, nonostante le rassicurazioni, né il sostegno del dipartimento nazionale immigrazione del Prc, tantomeno il semplice rimborso delle spese sostenute dai compagni della Rete Antirazzista durante il campeggio!

Questo però è solo un aspetto di un problema politico più generale che investe la linea politica tenuta dal Prc dal 2001 ad oggi.

Non abbiamo condiviso dell’impostazione politica del PRC e della Rete l’idea che il campeggio dovesse essere il momento per la "Azione diretta" o la "Disobbedienza civile".

La testimonianza del fallimento di questa linea politica si riscontra nell’atteggiamento ostile osservato in tanti lavoratori e giovani che, un po’ dappertutto in Sicilia, preferivano stare dalla parte del governo e delle forze dell’ordine che reprimevano con metodi violenti le nostre azioni.

Crediamo che solo costruendo solidarietà tra lavoratori e giovani, italiani ed immigrati, si possa creare un movimento in grado di sovvertire i rapporti di forza nella società; il caso di Sassuolo è un esempio paradigmatico, nonostante il fatto che la lotta non si sia conclusa con una vittoria.

Solo affrontando il problema dell’immigrazione con una prospettiva di classe si potrà costruire l’unità tra lavoratori e classi oppresse che abbatterà lo stato di cose attuale.

L’esperienza della "disobbedienza civile" è fallita laddove è stata tentata, in Sicilia la maggioranza intende riproporla; riteniamo davvero inutile e dannoso nascondere i chiari problemi di radicamento e consenso, del nostro partito e dei GC, dovuti invece ad una linea politica evidentemente sbagliata.

In tema di scuola pubblica, la scelta "movimentista" non trova riscontro oggettivo nella realtà della provincia di Agrigento, non esistono infatti reti organizzate da studenti, lavoratori della scuola o sindacati.

I numeri dimostrano ampiamente che i nostri iscritti tra gli studenti hanno ottenuto egregi risultati sostenendo con decisione le idee marxiste del Comitato in Difesa della Scuola pubblica.

La proposta politica del "coordinamento degli studenti" per una scuola pubblica, gratuita, di massa e di qualità, negli istituti medi-superiori ha permesso l’elezione di tutti i nostri compagni impegnati nelle lotte dell’autunno scorso, raccogliendo oltre 2000 voti alle elezioni studentesche.

Manifestazioni affollate, occupazioni di aule consiliari ed istituti scolastici, sit-in di protesta ed assemblee pubbliche, hanno visto i GC di Licata, assumere un ruolo di vera e propria avanguardia tra gli studenti.

Con la CGIL scuola si è portato avanti un rapporto basato sul dialogo e sul confronto, grazie al quale si è costruita una partecipazione dei lavoratori della scuola allo sciopero nazionale del 25 Novembre scorso, superiore all’80% nella nostra città.

Per la prima volta in molti istituti i nostri compagni tra i docenti hanno sostenuto le rivendicazioni degli studenti, dimostrando ancora una volta, le potenzialità della nostra organizzazione e la validità delle nostre scelte politiche.

In Italia non esiste un'altra organizzazione studentesca che possieda idee o pratiche tali da rendere le esperienze dei CSP, a Licata come altrove, realmente collettive.

Siamo convinti che anche sotto questo aspetto la maggioranza non sia capace di elaborare una proposta efficace perché dubitiamo seriamente che si possano costruire organizzazioni studentesche senza collegarle alle rivendicazioni della classe lavoratrice.

Un cenno ulteriore va dedicato al problema della sanità pubblica in Sicilia.

Da circa 2 anni i comunisti del circolo di Licata sono impegnati in prima linea per informare i cittadini delle ragioni del peggioramento drammatico del servizio sanitario; ne sono esempi chisura di reparti, soppressione di servizi territoriali, nomine clientelari ed ogni genere di disservizio.

Il circolo Resistençia ha costituito con i sindacati un comitato cittadino che si batte per la salvaguardia dell’ospedale locale.

Elemento di debolezza di questo soggetto è la mancanza di radicamento del partito e della CGIL tra i lavoratoti del servizio sanitario pubblico.

È nostra convinzione che l’assenza dei comunisti dai luoghi di studio e di lavoro sia riconducibile, anche in questo caso, alle scelte politiche del partito e del sindacato negli ultimi anni.

La burocrazia della CGIL sostiene infatti logiche di aziendalizzazione che troppo spesso somigliano a vere e proprie svolte conservatrici.

Non ci stupisce quindi che tanti lavoratori non condividano le idee del PRC e della CGIL quando apprendono, come nel caso di Agrigento, che i dirigenti del movimento operaio sostengono la validità di principi di mercificazione, privatizzazione, efficienza e produttività aziendale, in un aspetto fondamentale della vita delle masse come la tutela della salute pubblica.

Crediamo che sia fondamentale, per riconquistare la fiducia e la partecipazione dei lavoratori, costruire una svolta politica che investa il corpo del partito e del sindacato, spostandone le assi a sinistra.

Anche per queste ragioni abbiamo sostenuto il documento dell’ "Alternativa operaia in CGIL" durante l’ultimo congresso, ed è su questa linea che crediamo si debba proseguire con decisione per fare crescere il radicamento dei comunisti nella società, sulla base di idee rivoluzionarie.

Proponiamo in questa sede ed in questa occasione di impegnare le forze dei GC e del PRC nella costruzione di una proposta che spinga il sindacato ed i lavoratori a sostenere la necessità di uno sciopero generale contro Cuffaro e gli interessi mafiosi nella sanità in provincia di Agrigento, in difesa della salute pubblica.

Per queste ed altre ragioni, dopo aver sostenuto criticamente l’impostazione politica della maggioranza al VI congresso, le esperienze sul campo ci hanno condotto alla convinzione che l’adozione delle idee del marxismo come strumento per osservare la società, sia oggi più che mai necessaria in una terra come la nostra, per modificare i rapporti di forza tra le classi.

In Sicilia la classe lavoratrice è portatrice di una grande tradizione che non trova per la prima volta, a causa di questo gruppo dirigente, nessuna espressione in assemblea regionale.

Credevamo ingenuamente di militare in un partito rivoluzionario, scegliamo oggi di sostenere in questa conferenza il quarto documento, per rifondare il cominismo puntando sul radicamento dei circoli e delle federazioni provinciali gettando le basi per lo sviluppo di idee rivoluzionarie.

Concludo con un doveroso ringraziamento ai compagni di Falcemartello, attualmente impegnati in una campagna di solidarietà e sostegno al circolo di Licata che rende oggi tutti i compagni più forti di ieri nella volontà di opporsi ad ogni tentativo della maggioranza di dare continuità ad una linea politica, quella della collaborazione di classe, che peggiorerà fatalmente le condizioni di vita e di lavoro delle masse in tutto il meridione.

Il nostro partito sarà costretto a tenere in vita un governo della borghesia che sosterrà l’intervento militare imperialista in medio- oriente, non chiuderà i CPT né sovvertirà i processi di mercificazione dei saperi e della salute, sacrificando gli interessi dei lavoratori sull’altare delle "Compatibilità" con un capitalismo che, nella sua decadenza, altro non può produrre che "Miseria terrore e morte".

29 giugno 2006.

Luca Russo,

Segretario del Circolo Prc "Resistencia" - Licata (Ag)

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