Breadcrumbs

15-16 dicembre

Inizia il congresso di Rifondazione Comunista

Nella riunione del Comitato Politico Nazionale (Cpn) del 15 e 16 dicembre è stata approvata la bozza dello Statuto che verrà sottoposta al vaglio del V congresso nazionale del Prc, che si terrà dal 4 al 7 aprile 2002. La "proposta unitaria" (così è stata presentata dal palco) della commissione Statuto è stata sottoposta a un vero e proprio tiro al bersaglio da parte del Cpn. La discussione più controversa è stata quella sul preambolo, ma il dibattito si è concentrato anche su altri punti dirimenti: discriminazione positiva, riduzione degli organismi dirigenti, diritto di tendenza.

Discussione sullo Statuto

Sulla questione delle “quote femminili” la commissione ha proposto di emendare l’art. 43 del vecchio Statuto che prevedeva “di norma” la presenza femminile almeno del 30%, proponendo in alternativa “di assicurare che la presenza di un sesso rispetto all’altro non sia inferiore al 40%”. La proposta è stata approvata ribaltando il voto dell’ultimo Cpn dove la vecchia norma era stata approvata nel regolamento congressuale con un solo voto di scarto (104 contro 103).

Questa misura “antidiscriminatoria” non risolve affatto gli ostacoli obiettivi che hanno le donne a partecipare alla vita politica del partito, nè fa avanzare di un millimetro la condizione delle lavoratrici. In un partito che perde iscritte (solo il 17% sono donne) le quote possono servire solo a un ceto politico femminile (ben rappresentato nel Forum) che è visto con sempre più diffidenza dalla grande maggioranza delle compagne di base.

Non c’è spazio per argomentare oltre, ci limitiamo a dire che su questo argomento la compagna Sonia Previato e altre compagne del Comitato di redazione sono decise a scrivere del materiale che verrà pubblicato sul prossimo numero della rivista.

Per quanto riguarda l’articolo 8 viene riconosciuto il diritto di “aggregazioni o tendenze sia in fase congressuale sia nel corso di dibattiti su questioni di grande rilevanza politica”. Anche se si precisa che “non è consentita la formazione di correnti o frazioni permanentemente organizzate”.

La proposta di togliere quest’ultima parte presentata dal compagno Rocco Papandrea è stata respinta dal Cpn.

Rispetto agli organismi dirigenti nazionali è passata la proposta che propone di ridurre il Cpn a 135 membri (dai 389 attuali) e la direzione a 39 (da 60).

Questo li rende meno pletorici e soprattutto può farne dei veri luoghi di discussione e non dei parlamentini (ci riferiamo in particolare al Cpn). Con i vecchi numeri del Cpn se tutti i compagni avessero voluto parlare potevano farlo solo una volta ogni 10 riunioni. In realtà quello che avveniva è che alcuni dirigenti parlavano sempre o quasi sempre e la maggioranza dei compagni che appartenevano all’organismo non sono mai intervenuti nelle sette riunioni che si sono tenute dall’ultimo congresso di tre anni fa. Era normale avere 130-150 iscritti con solo 35-40 che riuscivano a parlare.

E’ stata respinta una proposta alternativa presentata dai compagni dell’area di Ferrando, che proponevano sì, di ridurre gli organismi ma non così drasticamente (la proposta Benni-Ricci prevedeva un Cpn di 225 e una Direzione nazionale di 45). I compagni della nostra area presenti al Cpn, pur interni alla minoranza, hanno deciso di votare la proposta dei 135-39 ritenendola più adeguata al buon funzionamento degli organismi.

La proposta iniziale prevedeva, che 36 compagni (segretari regionali e delle federazioni capoluogo) venissero eletti di diritto nel Cpn e solo 99 fossero eletti nel congresso nazionale. Ma alla fine è stato votato a maggioranza l’emendamento Zuc-cherini che giustamente prevede che l’elezione dell’intero Cpn venga decisa al Congresso nazionale. Per quanto riguarda i Comitati politici federali (Cpf) è stata approvata una proposta che pone il limite a 111 membri. A differenza del passato i segretari di circolo e di federazione non sarannò più automaticamente eletti rispettivamente nei Cpf e nel Cpn. Infatti questa norma che era stata votata all’ultimo congresso comportava un allargamento smisurato degli organismi dirigenti.

Sono stati approvati numerosi altri emendamenti importanti. Ci limitiamo a segnalare quello presentato dalla compagna Mancusi che impone la convocazione del Cpn almeno ogni tre mesi e quello del compagno Izzo che prevede l’impossibilità che un compagno possa essere eletto per più di due mandati in una importante carica istituzionale (Camera, Senato, Consigli regionali).

La questione del "preambolo"

Come si diceva c’è stato un dibattito molto accalorato sul preambolo. La maggioranza della Commissione aveva una proposta tortuosa, chiaramente il frutto di una lunga mediazione, dove c’era tutto e il contrario di tutto.

Per ragioni di spazio non possiamo riportarla interamente, nè entrare nel merito.

Lo stesso vale per quanto riguarda la proposta Benni-Ricci che era sicuramente migliore e più corrispondente a un partito che si dichiara rivoluzionario.

In ogni modo il segretario nazionale ha proposto di interrompere la discussione e ha presentato in seguito una proposta che oltre a distinguersi da quella della Commissione per la sua brevità, poneva come unico riferimento politico il richiamo a Marx e non a Lenin e Gramsci come prevedeva la bozza iniziale. L’emendamento Semeraro che si richiamava ai valori di “libertà, uguaglianza, solidarietà” è stato anch’esso respinto.

C’è da dire che su questa questione ci sono state non poche speculazioni sulla stampa borghese e sull’Unità (sul fatto che Rifondazione avrebbe tolto dallo Statuto il riferimento a Lenin e Gramsci) mentre in realtà quello che ha fatto è stato semplicemente aggiungere Marx visto che nel precedente preambolo dello Statuto approvato al IV Congresso non si faceva riferimento a nessun padre fondatore.

Il dibattito sulle tesi politiche

Dopo la discussione sullo statuto e l’elezione della Commis-sione congressuale è iniziato il dibattito sulle tesi politiche.

A differenza del Cpn che aveva preceduto l’ultimo congresso la discussione sulle tesi si è fatta in seduta comune tra maggioranza e minoranza. Il compagno Grassi e lo stesso segretario hanno insistito perchè fosse così. La minoranza non ha avuto niente da obiettare. Gli emendamenti ai due documenti erano molti ma quelli di sostanza su cui si è concentrata la discussione sono stati per quanto riguarda il documento di maggioranza le quattro tesi alternative di Grassi-Pegolo (sostenute da una cinquantina di compagni del Cpn) e le tre di Confalonieri-Ferrari. Su queste rimandiamo al resoconto di Rina Gagliardi su Liberazione del 18 dicembre.

Per quanto riguarda il dibattito sulle tesi di minoranza Liberazione ne fa cenno ma non ne parla (ma questa non è una novità).

Dopo una serie di autoemendamenti proposti da Marco Ferrando a nome della Commissione di minoranza (tutti approvati) si è aperta la discussione sugli emendamenti che sono state respinti dalla Commissione: le nove tesi presentate dalla nostra area (sottoscritte da cinque compagni del Cpn) difese nel Cpn dai compagni Bellotti e Giardiello, contro le quali sono intervenuti i compagni Grisolia, Bagarolo e lo stesso Ferrando.

Gli emendamenti sono stati respinti anche nella votazione del plenario ma saranno comunque presenti nei materiali congressuali per il voto nei congressi di circolo (e nei livelli superiori) in quanto hanno il carattere di emendamenti nazionali.

Gli emendamenti nazionali secondo il regolamento approvato dall’ultimo Cpn saranno votati obbligatoriamente in tutti i congressi di circolo quindi è importante che i compagni ne prendano conoscenza il prima possibile per poterci riflettere. Questo discorso è rivolto a tutti i militanti di Rifondazione indipendentemente dal documento che sceglieranno di sostenere anche se è ovvio che ogni compagno potrà votare solo gli emendamenti che fanno riferimento al proprio documento. Questo non toglie, ovviamente, che altri emendamenti possano essere presentati nei circoli.

Dei nove emendamenti nazionali proposti al documento di minoranza, quattro affrontano la questione dei Ds e la socialdemocrazia. Gli altri cinque emendano parzialmente o totalmente le tesi della minoranza su: questione sindacale, imperialismo italiano, movimento antiglobalizzazione, democrazia del partito e cacciata del governo Berlusconi.

Tutti questi materiali verranno pubblicati su Liberazione nei prossimi giorni, per ragioni di spazio e per l’economia generale del nostro giornale non siamo in grado di pubblicarli qui anche se annunciamo che non appena possibile verranno messi a disposizione di tutti gli interessati sul nostro sito (www.marxismo.net) dove c’è una pagina specifica per il V Congresso del Prc aperta al contributo dei nostri lettori.

Chiunque fosse interessato a saperne di più sugli emendamenti presentati dai compagni del Cpn sostenitori della nostra rivista o su qualsiasi altra questione legata al congresso può mettersi in contatto con la redazione (telefono 02-6480488, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) chiedendo di Claudio Bellotti o Alessandro Giardiello

Joomla SEF URLs by Artio