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Sulla Rivoluzione d’Ottobre

I giovani comunisti di Milano denunciano la selvaggia campagna di menzogne avanzata dai media in occasione dell’80° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre.

Riteniamo del tutto inadeguata la risposta data a questa operazione dal quotidiano del partito, Liberazione che si è occupato poco e in forma superficiale dell’argomento.

Ugualmente inadeguate le iniziative pubbliche organizzate dal partito sull’argomento che non ci hanno permesso di contrastare quel "pensiero unico" che vuole la Rivoluzione d’Ottobre alla stregua di un colpo
di stato mettendo Lenin e i bolscevichi sullo stesso piano dei fascisti
e dei totalitari.

A questo proposito ci teniamo a precisare che:

• la Rivoluzione d’Ottobre, nonostante la successiva degenerazione stalinista, rappresenta ad oggi il tentativo più avanzato di costruire una società senza più oppressione, nè sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

• lo sviluppo delle forze produttive visto in Urss, nonostante gli enormi sprechi provocati dalla burocrazia che dominava il vertice del partito e dello Stato, non ha paragoni storici con nessun’altra economia capitalistica a testimonianza della validità dell’economia pianificata e della sua superiorità.

Come si può osservare anche dal regresso economico e il disfacimento sociale, culturale e politico che la restaurazione capitalista sta provocando in Russia e in tutto il blocco ex sovietico.

• non esiste alcun paragone possibile tra la concezione leninista del partito e dello Stato (la più democratica ed avanzata del tempo) con quella totalitaria e burocratica che si è fatta strada dopo la morte di Lenin con l’avvento dello stalinismo.

Le purghe staliniste negli anni ‘30, non hanno eliminato fisicamente i "controrivoluzionari borghesi" ma hanno decapitato l’avanguardia che aveva condotto nel 1917 il processo rivoluzionario.

Lo stalinismo rappresenta da questo punto di vista la vittoria della controrivoluzione burocratica, che basandosi sugli elementi non proletari e più conservatori della società sovietica e sul riflusso della rivoluzione a livello internazionale, cancella ogni conquista politica dei lavoratori in particolare sul terreno della democrazia rivoluzionaria.

Pertanto i giovani comunisti pur condannando lo stalinismo non lo considerano il frutto della Rivoluzione d’Ottobre, che non conteneva alcun germe autoritario, come sostengono i giornalisti della borghesia, bensì di liberazione, emancipazione e uguaglianza.

Riteniamo la rivoluzione russa l’avvenimento più importante del secolo da cui è generata l’alternativa più coerente e avanzata alla società capitalistica: quella comunista, di cui siamo figli.

Lamentiamo pertanto come un avvenimento così fondamentale abbia così poco spazio nei nostri dibattiti o peggio venga considerato come tabù, mentre dovrebbe essere alla base della formazione di ogni militante comunista a partire in primo luogo dai giovani compagni che, nel migliore dei casi sulla Rivoluzione d’Ottobre hanno ricevuto solo un’informazione distorta e parziale.

 

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