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Mancano circa due mesi all’inizio di Expo 2015, e quella che viene presentata dal governo come la grande occasione di creare posti di lavoro si rivela sempre di più come una realtà di speculazione e sfruttamento. Su 20mila nuovi assunti per la manifestazione, 18.500 saranno volontari: non riceveranno cioè stipendio e non saranno sottoposti a tutele sindacali. Sempre in lotta si schiera contro il lavoro volontario, che non è vero lavoro ma pura pratica di sfruttamento di manodopera a costo nullo.
A questo proposito abbiamo intervistato lo studente Sasha Cattelan.

Febbraio 2015: questo è il termine fissato dal governo per la presentazione in Parlamento del “Pacchetto studenti”. Si tratta della “fase due” della “Buona scuola”, come l'ha definita lo stesso Renzi, un decreto legge attuativo delle misure più urgenti che dovranno già essere in vigore per l’inizio dell’anno scolastico 2015-2016. Nel decreto sono contenute l’assunzione dei precari iscritti nelle graduatorie a esaurimento, valutazione degli insegnanti da parte degli studenti e il cosiddetto “curriculum dello studente”. All’apparenza potrebbero anche sembrare proposte sensate, ma in realtà di cosa stiamo parlando?

“Pubblico, gratuito e per tutti: trasporto, salute e istruzione. Abbasso la repressione!” Questo è lo slogan con cui i marxisti brasiliani hanno lanciato una campagna che rivendica la gratuità e l’universalità dei servizi, e si batte contro la repressione poliziesca. La campagna porta avanti i grandi movimenti delle ultime due estati, contro l’aumento della tariffa del trasporto pubblico e contro la grande speculazione dei mondiali di calcio 2014, dove si sono spesi miliardi di euro pubblici (!) ma la gente normale ha visto solo militarizzazione e profitti delle grandi aziende.

Il 25 ottobre a Roma, alla manifestazione nazionale della Cgil gridavamo: “Contro i tagli del capitale, sciopero generale” e quello sciopero che tanto speravamo e invocavamo a gran voce è arrivato, il 12 dicembre. Sempre in lotta ha organizzato per quella data l’agitazione studentesca in molte città italiane, tra cui Agrigento, per saldare il fronte degli studenti e dei lavoratori.

Pare che Matteo Renzi abbia perso la sua verve e da un po’ di settimane a questa parte il suo slang pseudo-giovanile sembra non essere più sufficiente per frenare il calo verticale del suo consenso anche tra gli studenti che, sebbene non abbiano dato ancora vita ad un percorso di lotta generalizzato nelle scuole e nelle università, hanno scelto con chi schierarsi nello scontro apertosi in piazza San Giovanni tra il governo e i sindacati. L’elevato astensionismo nelle elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria è un altro segnale in questa direzione.

Con un recente decreto dell’Assessorato alla cultura e alla pubblica istruzione (controllato da Sinistra ecologia libertà), la giunta di centrosinistra ha stanziato 18 milioni di euro per le scuole dell’infanzia non statali. Manco a dirlo, quasi tutte confessionali. La motivazione? “Le scuole paritarie – così l’assessore Firino – sono spesso un presidio sul territorio, soprattutto laddove lo Stato non è in grado di adempiere agli obblighi costituzionali”.

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