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Tra il 31 ottobre e il 2 novembre scorso si è tenuta a Londra l’annuale scuola internazionale di marxismo organizzata dai compagni di Socialist Appeal, la sezione britannica della Tmi. Decine e decine di giovani e lavoratori sono giunti da ogni angolo del Regno Unito per assistere a una tre giorni in cui si sono discusse diverse questioni di teoria e pratica marxista.


Tra i partecipanti molti rivoluzionari da tutta Europa e, tra questi, anche la delegazione italiana.

Il primo giorno i partecipanti hanno assistito a un tour, organizzato dai compagni inglesi, dei luoghi di Londra in cui Marx ha passato i suoi anni di permanenza in Inghilterra. La giornata di venerdì ha visto infatti come tema di discussione principale la Prima Internazionale, della cui fondazione ricorre il 150esimo anniversario. È stata l’occasione per discutere non solo dei fondamenti teorici che portarono alla costruzione dell’Internazionale, ma anche di ribadire la validità di quei fondamenti teorici e l’utilità, oggi, di una organizzazione internazionale del proletariato.

La giornata di sabato ha visto la discussione articolarsi su vari temi, dall’analisi del pensiero di Frederick Engels, allo sviluppo globale della crisi del capitalismo. Si è visto anche un importante intervento da parte dei compagni della Marxist student federation nella discussione intitolata “Come sarà il socialismo?”, in cui si è notata la crescita importante dell’organizzazione degli studenti marxisti britannici. La giornata di sabato si è poi chiusa con una discussione sulla caduta del Muro di Berlino, della quale quest’anno ricorre il 25esimo anniversario, che è stata occasione per trattare diffusamente della questione dello stalinismo.

La giornata di domenica si è poi aperta con una discussione sulla storia politica del Medio Oriente, condotta da John Pickard, autore del testo Behind the Myths, the foundation of Judaism, Cristianity, and Islam, questione di vitale importanza per comprendere le dinamiche politiche che sconvolgono le regioni mediorientali e che assume particolare rilevanza nella discussione sulla questione palestinese e sull’Isis. La giornata è poi continuata con una discussione sul movimento studentesco messicano, il suo sviluppo attuale e le sue prospettive, e con due conferenze, una sugli effetti della crisi economica sullo sviluppo scientifico e l’altra sul pensiero di Rosa Luxemburg.

La giornata si è conclusa con la discussione forse più importante della scuola, condotta dal compagno Alan Woods, dal titolo “Building the revolutionary party”, ossia “Costruire il partito rivoluzionario”. Si è ribadita la necessità della costruzione del partito rivoluzionario contro tutte quelle formulazioni che teorizzano lo spontaneismo e l’inutilità dell’organizzazione della massa per giungere a un esito rivoluzionario del movimento. Tendenze, queste, che abbiamo visto entrare in crisi alla prova dei fatti, dal movimento Occupy negli Usa, agli Indignados in Spagna fino alle varie formulazioni dell’autonomia e della disobbedienza italiana. Si è ribadita, invece, la necessità del lavoro che i compagni fanno all’interno del movimento, per dare ad esso una direzione rivoluzionaria.

L’importanza di questi momenti di formazione, come questa scuola marxista o i seminari che periodicamente organizziamo in Italia, emerge proprio da questa ultima discussione a proposito della costruzione del partito rivoluzionario: se è vero che per dare a un movimento di massa una direzione rivoluzionaria è fondamentale il lavoro condotto nel movimento da compagni formati, sono altrettanto importanti i momenti nei quali i compagni hanno la possibilità di formarsi sui testi del marxismo e traendo lezioni dalle esperienze passate del movimento operaio. Per questo è fondamentale che ci siano momenti internazionali di discussione teorica approfondita, come è stata questa scuola. Il prossimo appuntamento in questo senso è già alle porte: la scuola internazionale organizzata dalla Tmi per l’estate 2015.

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