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tsipras-juncker10Un'analisi della lettera del governo greco all'eurogruppo

È in atto, nella sinistra italiana, una propaganda tesa a collocare la lettera del governo Tsipras all'Eurogruppo nello “spirito del programma di Salonicco” (il programma con cui Syriza ha vinto le elezioni) e a definire la trattativa con la troika di queste settimane una “vittoria della sinistra”.

Inoltre, chiunque osi porre un dubbio o una critica viene bollato come un servo dei poteri forti o della Cia, o nella migliore delle ipotesi, un “allenatore da bar”.

Il miglior servizio che possiamo fare ai compagni greci di Syriza e agli attivisti di sinistra in Italia è un analisi concreta delle proposte concrete, e non una completa trasfigurazione della realtà. A questo proposito, potrete leggere di seguito ampi estratti di un articolo pubblicato ieri dai compagni della Tendenza comunista di Syriza, articolo che svolge un ruolo assolutamente prezioso.

 

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Lettera all'Eurogruppo: completamento della sottomissione e abbandono degli impegni

 

La lista delle riforme inviata dal governo greco all'Eurogruppo si inserisce nelle linee dell'accordo di venerdì scorso firmato a Bruxelles.

Non rappresenta, purtroppo, l'attuazione del programma di Salonicco, ma la subordinazione del governo greco alle “tre istitzioni”, la nuova denominazione della Troika.

Il solo fatto che il governo abbia accettato la pratica umiliante, propria dei governi precedenti, di inviare il piano delle riforme ai creditori e subordinarne l'applicazione alla loro approvazione, è un segnale piuttosto chiaro.

Il popolo greco non ha votato nelle elezioni che ogni mossa del proprio governo dovesse essere approvata da Schaeuble e dai suoi amici, ma per un governo che recuperasse una propria dignità e portasse avanti il proprio programma senza aspettre il giudizio dei creditori.

Una lettura attenta del contenuto della lettera conferma il nostro giudizio negativo.

1) Politica fiscale

Non c'è alcuna proposta concreta per combattere l'evasione, soprattutto quella dei grandi capitali, solo formulazioni generiche sulla “giustizia sociale”. La tassazione degli armatori (esentati dai tempi della dittatura dei colonnelli a qualunque tassazione sui profitti) annunciata in pompa magna da Varoufakis, rimane una promessa.

Ciò a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane, e soprattutto dall'inizio del 2015, è stata una vera e propria fuga di capitali: oltre 25 miliardi di euro sono fuggiti dalla Grecia in poco più di sette settimane, tre miliardi solo la settimana scorsa. I prestiti del fondo di emergenza della Bce sono in pratica serviti a coprire questi buchi!

Gli armatori lo avevano ribadito chiaramente. “Se ci tassate, ce ne andiamo!” e il governo pare li abbia ascoltati. Lo conferma la lettera: “Lavorare sulla creazione di una nuova cultura della fiscalità per assicurare che tutti i settori della società, e specialmente i benestanti, contribuiscano equamente al finanziamento della cosa pubblica”.

Sull'Iva, non ci sarà alcuna riduzione, ma solo una “razionalizzazione” per massimizzare le entrate senza impatti negativi sulla giustizia sociale”

2) Finanza pubblica

Si accetta il principio della sostenibilità del debito e non c'è alcun impegno preciso sui criteri tramite i quali recuperare i crediti dello stato.

3) Amministrazione fiscale

Ci saranno dei cambiamenti cosmetici nell'amministrazione del fisco. Non viene fatto cenno ad alcun controllo popolare o dei lavoratori sulla lotta all'evasione, ma solo di “aumentare la trasparenza e l'indipendenza dell' agenzia delle entrate tramite leggi da approvare in seguito”

4) Spesa pubblica

Si accetta il principio della “spending review” che tanti danni ha fatto in altri paesi dell'Ue.

“Revisione e controllo della spesa pubblica e sociale in tutti i settori (educazione, difesa, trasporti, amministrazioni locali e sicurezza sociale).

“Identificare misure di risparmio della spesa attraverso una “spending review” di ogni ministero.”

“Controllare i costi della sanità”

5) Sussidi e pensioni

Nessun impegno a eliminare le misure di austerità selvagge contenute nel Memorandum su pensioni e sussidi. Accettazione della logica neoliberale secondo cui sussidi e pensioni devono dipendere dalla contribuzione. Nella lettera si parla anche di “incentivare la riduzione del tasso eccessivo di pensionamenti anticipati, specialmente nel settore pubblico e in quello bancario”.

syntagma feb20156) Amministrazione pubblica e corruzione

Questo capitolo è pieno di una fraseologia astratta sulla lotta alla corruzione, che deve essere una priorità nazionale. I ministeri verranno ridotti da 16 a 10, mentre si apre alla possibilità di comprimere i salari dei dipendenti pubblici , legandoli alla produttività.

“Riformare i salari del settore pubblico nell'ottica di decomprimere la distribuzione salariale attraverso aumenti di produttività e adeguate politiche di assunzioni, senza ridurre i livelli salariali attuali, ma allo stesso tempo salvaguardando che la spesa totale per i salari del settore pubblico non aumenti”

7) Stabilità finanziaria

Nessun impegno a recuperare i debiti colossali nei confronti del fisco, con l'eccezione di una promessa generica di depenalizzazione dei piccoli debitori.

8) Sistema bancario

Abbandono totale dell'impegno preso da Syriza, nel suo congresso di fondazione, per il passaggio delle banche alla gestione e al controllo pubblico. È nei fatti una riconciliazione con i banchieri e con il loro ruolo parassitario. Nella lettera non è contenuta alcuna certezza sulla tutela della prima casa delle famiglie che non possono più pagare il mutuo ma solo di coloro “sotto un certo reddito”. Segue una lista di buone intenzioni sulla tutela dei “più vulnerabili” e non di tutte le famiglie povere e indebitate.
“Le banche opereranno sulla base di solide leggi commerciali e di mercato”

9) Privatizzazioni

Verranno mantenute le privatizzazioni già concluse e quelle per cui è già stato emesso il bando pubblico di acquisto. Inoltre, non si escludono nuove privatizzazioni.

Il governo “si impegna a non ritirare le privatizzazioni già completate e a rispettare in base alla legge quelle per cui è stato lanciato il bando”. Opererà una “revisione di quelle non ancora avviate, in modo da massimizzare i benefici a lungo termine dello stato.”

10) Lavoro

 Si mantengono i contratti a tempo determinato per i disoccupati, comprese condizioni salariali e lavorative degradanti. Viene ritirato l'impegno a ripristinare il contratto collettivo nazionale di lavoro, così come viene rimandato a un tempo indefinito l'aumento del salario minimo. Il criterio della “competitività delle imprese viene accettato per un aumento futuro del salario minimo.

“Mettere in campo un nuovo approccio ' intelligente' di contrattazione salariale collettiva che bilanci le esigenze di flessibilità con l'equità” . “L'espansione e lo sviluppo della struttura esistente che fornisce lavoro temporaneo ai disoccupati”. Ciò “include anche l'ambizione di aumentare il salario minimo (…) che tuttavia “sarà fatto in consultazione con le istituzioni europee”


Per il resto si apre alla “competitività” sulla base della linee guida dell'Ocse, e ci si impegna a riformare il sistema giudiziario e quello delle statistiche.

Nemmeno sulla “crisi umanitaria” il governo di Syriza avrà libertà di manovra, perchè la lettera conclude assicurando che “la lotta non avrà effetti negativi sul sistema fiscale”.

L'unica conclusione a cui possiamo giungere è che, dopo nemmeno un mese dal giuramento, il governo si è riconciliato con i creditori e le politiche di austerità e del Memorandum.

Ma non è tutto. Il piano di Varoufakis e Tsipras deve essere ancora sottoposto all'approvazione dei parlamenti di Germania, Olanda, Finlandia ed Estonia perchè ci sia il via libera alla tranche di aiuti della Troika. Un'approvazione nient'affatto scontata: a Berlino già 60 deputati sono pronti a votare no. La Bce e il Fondo monetario internazionale hanno approvato il piano come un “valido punto di partenza” ma “molto deve essere ancora fatto”.

La borghesia internazionale aspetta al varco un governo che, ormai disarmato al tavolo delle trattative, ha ottenuto solo una brevissima tregua di quattro mesi, o molto probabilmente ancora meno.

La battaglia è comunque ancora del tutto aperta. Nel consiglio dei ministri greco di ieri alcuni ministri che hanno criticato espressamente il contenuto della lettera. In modo particolare Lafazanis, ministro dell'energia e principale dirigente della "Piattaforma di sinistra", ha criticato l'impegno di Varoufakis a non ritornare indietro sulle privatizzazioni già completate o in avanzata fase di privatizzazione, come Admie, una controllata dell'azienda energetica PPC.
La Tendenza comunista di Syriza rinnova il suo appello a tutti i deputati della sinistra di votare no a questo accordo vergognoso in parlamento. Fa proprio la proposta di legge del gruppo parlamentare del Kke che propone l'abolizione del Memorandum

Rivolge infine un appello a organizzare ogni tipo di pressione, nelle piazze, nei luoghi di lavoro e di studio affinchè ogni misura di austerità venga respinta e il governo tenga fede ai suoi impegni presi in campagna elettorale.

 

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