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Dal 30 novembre al 2 dicembre si è svolta la conferenza di fondazione di Syriza.

Nel Palazzetto della Pace e dell’amicizia di Atene, migliaia di delegati si sono riuniti per discutere del programma e delle prospettive future del Partito della sinistra radicale, che oggi è in testa a tutti i sondaggi elettorali.

I dirigenti di Syriza hanno fatto di tutto per trasformare la conferenza in una grande operazione di immagine, volta a sfoggiare l’unità del partito e a dimostrare che sono pronti a governare il paese. Significativo l’intervento introduttivo di Tsipras, che ha impresso una chiara svolta a destra alla linea del partito. Non ha fatto alcun riferimento all’abolizione del Memorandum o alla cancellazione del debito, ed allo stesso tempo, ha spiegato che non ci sarà, per quanto riguarda Syriza, l’obbligo di nazionalizzare le banche o le aziende privatizzate negli ultimi anni. L’unica proposta concreta nei confronti della classe lavoratrice è stata quella del ripristino del salario minimo a 700 euro.

Dopo l’intervento di Tsipras, l’illustrazione del documento programmatico che il partito dovrà adottare è stata brevissima e la discussione del tutto rituale.

Al documento alternativo “Iniziativa per una Syriza rivoluzionaria”, presentato dai compagni della tendenza marxista “Epanastasi”, è stata negata la possibilità di presentare il loro testo subito dopo quello ufficiale. Il documento promosso da Epanastasi era l’unico alternativo ed aveva raccolto oltre 140 firme tra gli iscritti al partito.

Solo dopo numerose pressioni è stato concesso un intervento ad un compagno della tendenza marxista, Orestis Doulos, nella giornata di sabato. Domenica 2 dicembre, giorno conclusivo della conferenza, si sono perse diverse ore sulle procedure di elezione del comitato centrale.

Il risultato è stato che la votazione sui documenti politici è stata molto frettolosa. Nessun emendamento della sinistra è stato posto al voto. D’altra parte, sia i dirigenti della “corrente di sinistra” (Aristero Reuma)  capeggiata da Panagiotis Lafazanis (attuale capogruppo in parlamento di Syriza) sia i vari gruppi organizzati che hanno aderito a Syriza, nonostante si professino “marxisti-leninisti” o “trotskisti”, si dimostravano molto più interessati ai posti nel comitato centrale che alla difesa delle loro posizione politiche.

La “corrente di sinistra” di Lafazanis ha visto comunque ridimensionato il suo peso negli organismi dirigenti, passando da circa un terzo al 25% dei membri del Cc. Anche i gruppi settari che hanno aderito a Syriza non sono stati rappresentati come avrebbero voluto.

Una delle ragioni di questo ridimensionamento sia stata quella di non aver condotto una battaglia aperta per difendere le proprie ragioni, come invece hanno fatto i compagni della tendenza marxista.

Alla fine il documento “Iniziativa per una Syriza rivoluzionaria” è stato messo ai voti, ma mentre si parlava di tutt’altro e quando metà dei delegati era fuori dalla sala. I voti a favore sono stati fra i 15 e i 20, ma avrebbero potuti essere molti di più se si fosse proceduto alla votazione con una modalità corretta.

Certo, i marxisti di Epanastasi non si aspettavano di sovvertire gli esiti della conferenza. Tuttavia, l’interesse dimostrato per il loro documento è stato veramente notevole. Lo dimostrano i 600 documenti venduti nei tre giorni della conferenza.

Questo interesse per le idee del marxismo all’interno di Syriza non potrà che crescere, visto il futuro tempestoso verso il quale i lavoratori e i giovani greci vanno incontro.

 

5 dicembre 2012

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