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L'accordo raggiunto dall'Eurogruppo sul debito greco sta suscitando un acceso dibattito all'interno del paese, ed emerge una prima opposizione all'accordo tra le fila di Syriza.
L'intervento che ha fatto più scalpore è sicuramente quello di Manolis Glezos, eurodeputato ed eroe della resistenza greca contro il nazismo.


"L'accordo all'Eurogruppo è una vergogna -  ha scritto Glezos, 91 anni - avevamo fatto delle promesse e non le abbiamo mantenute. Chiedo scusa al popolo greco. Dobbiamo reagire e subito. E tra la libertà e l'oppressione, io scelgo la libertà". E inoltre “"Chiedo ai militanti di Syriza di reagire prima che sia troppo tardi. Troviamoci in assemblea straordinaria e discutiamo. So che quando si tratta bisogna fare pure delle concessioni. Ma questo per me è troppo. Non ci può essere compromesso tra schiavo e padrone, né tra oppressore e oppresso".

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Manolis Glezos

Un appello a una discussione straordinaria all'interno della sinistra, che possa ribaltare la posizione del governo,  che è stato fatto proprio anche dai nostri compagni della Tendenza comunista di Syriza: "E' un accordo di sottomissione: ci sarà l'estensione del memorandum, senza alcun impegno specifico riguardo ai finanziamenti e l'approvazione della troika sarà necessaria per ogni misura che il governo vorrà adottare. I deputati di sinistra devono votare contro!"

Già tre deputati di Syriza si sono schierati contro l'accordo dell'Eurogruppo (Sakorafa, Mitropoulos, Kouvelakis. Quest'ultimo è un importante esponente della corrente di sinistra di Lafazanis).
Altri aspettano di conoscere le misure che il governo greco presenterà stasera, per l'approvazione da parte di Bruxelles. Lafazanis, a nome della proincipale corrente di sinistra del partito, ha spiegato che non ci può essere “alcun passo indietro rispetto al programma elettorale”.

 


Pubblichiamo un commento di Jorge Martin, da www.marxist.com sull'accordo raggiunto venerdì scorso. Nei prossimi giorni ritorneremo sulla questione con un'analisi più complessiva

"E' stato redatto il testo integrale dell'accordo stilato dall'Eurogruppo a proposito dell'estensione di 4 mesi del cosiddetto "prestito di salvataggio" - i miei commenti:
-questa è una estensione del piano di salvataggio (bailout), non un prestito-ponte;

-il denaro è stato concesso A CONDIZIONE che il governo greco presenti entro Lunedì prossimo una lista di riforme che intende portare avanti; riforme e misure che dovranno essere approvate dalla troika (a cui d'ora in poi ci si riferirà con la parola "istituzioni"), che avrà sempre l'ultima parola

-il governo greco NON PRENDERA' ALCUNA DECISIONE UNILATERALE, né rifiuterà alcuna delle misure del Memorandum; e non solo se queste ultime riguardano obiettivi fiscali (come aveva già detto Varoufakis), ma anche se riguardano "la ripresa economica e la stabilità finanziare, SECONDO LA VALUTAZIONE DELLE ISTITUZIONI"

Tsipras ha cominciato il suo mandato dichiarando la morte della Troika e del Memorandum. Questo accordo significa esattamente l'opposto. Tsipras, questa settimana, ha affermato che avrebbe cominciato ad implementare misure che si opponessero alla Troika ed al Memorandum (venerdì scorso ad esempio il parlamento avrebbe dovuto votare sul ripristino dei contratti collettivi ed alcune misure sociali di emergenza). Questo non è più possibile. Tutte le misure proposte dovranno passare al vaglio della Troika.

Penso che man mano che i termini esatti di questo accordo verranno realmente capiti, un'ondata di opposizione si creerà in Grecia: nella dirigenza di SYRIZA (dove Tsipras si trova già piuttosto isolato), nel suo gruppo parlamentare, tra i militanti del partito, e nella popolazione in generale.

Qualsiasi accordo finale dovrà passare per il parlamento ed anche lì le cose non saranno facili. ANEL (il partito dei Greci Indipendenti, di centrodestra e che si oppone al Memorandum) potrebbe anche passare all'opposizione.

Per finire: sin dall'inizio, la Tendenza Comunista di SYRIZA ha avvertito che ci sarebbe stata una contraddizione fondamentale tra il portare avanti le misure concrete del Programma di Salonicco e rinegoziare il debito con la Troika. La loro analisi si è rivelata corretta."

 

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