Breadcrumbs

tsipras-merkel-672303_tn.jpgLe richieste provocatorie poste dalla troika al governo greco hanno un solo scopo: quello di distruggerlo. Non possono essere interpretate in alcun modo e il castello di carta sta crollando rapidamente.

Riassumiamo gli avvenimenti di questa settimana. Lunedì 22 giugno il governo Tsipras ha presentato una proposta che assecondava diverse delle richieste della Troika (vedi articolo)

Queste proposte hanno oltrepassato diverse delle «linee rosse» che il governo greco aveva giurato che non avrebbe mai oltrepassato. Già dapprima il governo aveva fatto, nei primi mesi di mandato, significative concessioni rispetto al programma di Salonicco, come sulla questione del mantenimento delle privatizzazioni.

In un primo momento, la riunione dell'eurogruppo sembrava avesse accettato le proposte di Atene come "base solida per un accordo". Siamo chiari: il piano di Tsipars era in realtà un nuovo memorandum una serie di tagli che sarebbero ricaduti sui lavoratori e sui pensionati, senza alcuna concessione da parte della Troika rispetto a una riduzione del debito. Un piano che aveva incontrato una dura resistenza all'interno di Syriza e da parte di lavoratori e pensionati, scesi in piazza nella giornata di martedì 23 a protestare (vedi articolo - in inglese)

Nelle 48 ore successive l'accordo si è sciolto come neve al sole. Per l'Fmi le concessioni non erano abbastanza. Lagarde si è presentata con una controproposta dove le correzioni al documento del governo greco erano segnate in rosso, come gli errori che il maestro evidenzia nel compito di uno scolaro poco ligio al dovere (lo puoi vedere qua).
In cosa consiste la controproposta del Fmi? Il concetto fondamentale è che i lavoratori e le loro famiglie devono pagare di più e i capitalisti di meno.

Sulle pensioni, l'innalzamento dell' età pensionabile deve essere anticipata al2015 (rispetto al 2018 proposto da Tsipras). L'abolizione dell'integrazione di solidarietà per le pensioni minime deve essere anticipata al 2017 (rispetto al 2020). La troika propone anche un aumento più pesante dei contributi pensionistici.

Sull'Iva, la troika chiede aumenti su generi alimentari di base,come latte, olio e formaggio, che deve salire dal 13 al 23%. Inoltre la troika insiste che ristoranti e hotels devono pagare il 23% di Iva, una misura che avrebbe effetti pesanti sul turismo con l'estate all'inizio.
Ma la parte più importante del diktat della troika è la cancellazione della tassa una tantum del 125 sui profitti superiori al mezzo milione di euro realizzati dalle aziende private,e la riduzione della tassa sui capitali dal 29 al 28%.

Queste proposte sono totalmente scandalose. Sono accompagnate da un atteggiamento arrogante e autoritario. Mentre erano in viaggio per Brussels il 24 giugno Tsipras ha twittato: "Il rifiuto ripetuto di proposte equivalenti da parte di certe istituzioni non è mai avvenuto prima -nè in Portogallo nè in Irlanda. Questo atteggiamento sembra indicare che non c'è interesse in un accordo o che si preferisce appoggiare precisi interessi."

La troika è perfettamente cosciente che la proposta del 22 giugno del governo greco era il massimo che Tsipras potesse offrire senza commettere un suicidio politico. Non era nemmeno sicuro che avesse potuto essere approvata in parlamento

La ragione per le ulteriori richieste da parte della troika è solo una: spaccare Syriza e distruggere il governo. Da settimane si parla della necessità di creare un governo di unità nazionale, che potesse imporre più facilmente politiche di austerità. E infatti, il giorno stesso delle controproposte della troika, Theodorakis, il leader del partito filo europeista «to potami» si è recato a Bruxelles per incontrare il commissario europeo Moscovici, un fatto piuttosto inusuale per un esponente di un partito all'opposizione in un paese dell'Ue. Theodorakis ha affermato di essere disponibile a votare ogni proposta fatta dal governo col sostegno dell'Ue e di essere contrario ad elezioni anticipate.
Samaras, l'ex primo ministro e leader di Nuova democrazia è stato ancora più diretto, proponendo un governo di unità nazionale che escludesse Tsipars (e se stesso) se il governo attuale non fosse riuscito a fare approvare in parlamento un accordo con la troika.

La classe dominante greca ed europea vogliono spaccare Syriza, togliendo di mezzo l'ostacolo della sinistra all'interno del gruppo parlamentare. In questa manovra il presidente della repubblica,il conservatore Pavlopoulos, potrebbe avere un ruolo chiave.
Tale manovra ha un nome preciso. Si chiama golpe. Non un golpe militare,ma di tipo parlamentare, con lo scopo di rimuovere un governo democraticamente eletto con l'obiettivo di farla finita con l'austerità e il memorandum.
Bisogna sottoporre Syriza a una sconfitta umiliante, in modo da mandare un chiaro messaggio ai lavoratori greci e di altri paesi (soprattutto a quelli spagnoli) che i governi anti austerità non possono che fallire.

Tsipars in questa situazione è vittima dei propri errori. Nei cinque mesi precedenti, ha fatto una concessione dopo l'altra senza ottenere nulla in cambio. La speranza della direzione di Syriza che la troika avrebbe concesso una riduzione del debito si è rivelata un'illusione.

E' giunto il momento di cambiare rotta. Tsipras è ancora in tempo per rivolgersi al popolo greco e fare un discorso di questo tipo: « Abbiamo fatto concessioni, non abbiamo rispettato il nostro programma per arrivare a un accordo, ma la troika vuole che a pagare siano solo i lavoratori, lasciando intatti i profitti dei capitalisti. Non possiamo accettarlo. Dobbiamo ripudiare il debito e prendere il controllo dell'economia, facciamolo, rivolgendo un appello di solidarietà ai lavoratori europei e di tutto il mondo.» Se lo facesse, otterrebbe un appoggio incredibile, ma la sua politica di questi ultimi mesi rende questo cambiamento di rotta piuttosto improbabile.
Cosa dice la Piattaforma di sinistra, la principale opposizione all'interno di Syriza? Alcuni suoi esponenti si sono schierati contro l'accordo, ma i suoi principali dirigenti non si sono ancora espressi. Lafazanis, la figura più riconosciuta e ministro del governo ha detto che prima di esprimere un parere vuole conoscere il testo finale dell'accordo.
L'unica tendenza che ha avvertito dei pericoli insiti nella trattativa con la troika è stata la Tendenza comunista, che sfortunatamente è ancora una piccola tendenza,con solo due compagni nel cc del partito.
Tuttavia, non è ancora troppo tardi. L'unica via d'uscita è nella lotta e la mobilitazione di piazza ed oggi, dopo cinque anni di esperienze dure, la maggioranza dei greci comprende chi è da incolpare per questa situazione.

Secondo un sondaggio pubblicato ieri da left.gr, il 69% dei greci da la colpa alla troika per la mancanza di un accordo e solo il 22% da la colpa al governo. è interessante come il 63% degli intervistati non abbia paura di una grexit, un grosso cambiamento rispetto a prima. Solo il 12% ritiene che la situazione migliorerebbe con un nuovo pacchetto di misure di austerità, mentre il 17% pensa che ci vorrebbe una Grexit. Ma la maggioranza, il 71%, crede che nessuna delle due sarebbe una soluzione.
L'alternativa da offrire, come spiegato dalla Tendenza comunista, deve essere socialista, un alternativa che contempli la proprietà collettiva dei mezzi di produzione e di distribuzione sotto il controllo democratico della classe lavoratrice e le combini con un appello internazionalista ai lavoratori di tutta Europa.

La posta in gioco è enorme. Una sconfitta in Grecia rappresenterebbe una sconfitta in tutta Europa. L'inizio di una controffensiva in Grecia incoraggerebbe i lavoratori e i giovani in tutto il continente nella loro lotta contro l'austerità e la crisi capitalista

 

Puoi leggere l'articolo completo, in inglese, su www.marxist.com

Joomla SEF URLs by Artio