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Articolo scritto il 22/4/1939. Apparso il 9/5/1939 in “Socialist Appeal” col titolo “The problem of the Ucraine”.

Di seguito riportiamo due articoli sull’Ucraina scritti da Trotskij 50 anni fa. lo scopo di questi scritti era chiarire quali parole d’ordine erano più adeguate per intervenire nell’Ucraina che allora era divisa tra più stati, anche se la maggior parte apparteneva all’URSS. Trotskij partendo dalla constatazione che in Ucraina, anche in quella sovietica, sono cresciute a dismisura le tendenze nazionaliste, propone con decisione lo slogan per un’Ucraina indipendente e socialista. Spiega come l’Ucraina può unificarsi ed essere libera solo sulla base di una rivoluzione socialista e critica chi, dicendo di voler difendere l’URSS, non accetta il diritto dell’Ucraina a separarsi dall’URSS stessa. La scelta di questa parola d’ordine dipende dall’analisi delle condizioni oggettive, di quanto è grande la frustrazione delle masse ucraine nei confronti di Mosca. Non si tratta di difendere un principio morale, ma di trovare il percorso più facile per coinvolgere le masse ucraine nella lotta per il socialismo evitando che cadano nella trappola del nazionalismo borghese.

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Nel XVIII secolo, anche se la Spagna aveva raggiunto l’unità dello Stato due secoli prima, c’erano meno scambi commerciali nella penisola che nel XVI secolo! La preponderanza della nobiltà latifondista e l’influenza reazionaria della chiesa cattolica avevano impedito qualsiasi tentativo dell’incipiente borghesia di realizzare una riforma economica e sociale. I rapporti tra le diverse province erano limitati, le strade erano trascurate e in alcuni casi abbandonate. Questa situazione ha permesso la coesistenza di uno Stato centrale e di tanti particolarismi locali.
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La questione dell’Irlanda del Nord è da sempre in primo piano per molti attivisti di sinistra e del movimento operaio italiano. L’oppressione plurisecolare dell’imperialismo inglese sull’isola, le migliaia di morti degli ultimi trent’anni, l’ennesimo processo di pace che sta andando in fumo, pongono interrogativi cui cercheremo di fornire una risposta in questo scritto.

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L’arresto di Abdullah Ocalan, presidente del Pkk, e la condizione del popolo curdo

L’arresto di Abdullah Ocalan, presidente del Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan), ha portato all’attenzione di tutto il mondo il tema dell’oppressione del popolo curdo. Il governo turco ha tentato di dipingere Ocalan come un terrorista sanguinario, responsabile della morte di migliaia di turchi. È vero che molti soldati e civili turchi sono morti nei quindici anni di guerra contro il separatismo curdo. Ma non per responsabilità di un uomo. È il risultato dell’oppressione nazionale dei curdi da parte della classe dominante turca, la stessa classe che opprime tutti i lavoratori in Turchia, che siano curdi o turchi. Migliaia di curdi sono morti nelle operazioni dell’esercito turco nella Turchia sud orientale.

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La lotta all’imperialismo e la difesa del diritto all’autodeterminazione dei popoli

 Le ragioni storiche della polveriera balcanica

Verso l’anno 1000 il Kosovo era una regione contesa da serbi e bulgari; nel 1018 venne conquistato dall’Impero d’Oriente, ma dopo numerose guerre i serbi lo riconquistarono trasferendo lì il cuore dello Stato, fino alla battaglia di Kosovo Polje (1389), che vide sconfitto l’esercito serbo e che aprirà ai turchi le porte dei Balcani per oltre mezzo millennio. Gli equilibri etnici rimarranno gli stessi per secoli fino alla fine del 1600 quando fallì l’offensiva turca contro la città di Vienna. I serbi, alleati degli austriaci, fuggirono dal Kosovo per timore di rappresaglie, lasciando via libera ai popoli dell’Albania settentrionale che emigreranno nella regione occupando le pianure abbandonate dai serbi. Il grosso dell’immigrazione albanese nel Kosovo avverrà tra la metà del XVIII secolo e la metà del XIX.


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Il marxismo e il problema delle nazionalità oppresse

Lo Stato nazionale moderno è stato creato dalla borghesia nascente, che nella lotta per un mercato il più ampio e aperto possibile ha travolto le barriere del feudalesimo, ha unificato le nazioni e istituito nuove frontiere per difendere il proprio mercato contro i prodotti delle altre borghesie.

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