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Una lotteria. Solo così possono essere chiamati i 3 giorni di clickday per l’assegnazione di 98.080 permessi di soggiorno. Fortunato chi arriva prima (visto che le richieste vengono considerate in base all’ordine di arrivo), gli altri rimangono a bocca asciutta e i posti sono andati esauriti dopo un solo minuto.

L’ipocrisia di questi decreti flussi che giocano sulla vita degli immigrati è palese: i posti sono pochissimi se si considera che in Italia manca una sanatoria da 10 anni ed è chiaro che, proprio per questo, la maggior parte di chi presenta domanda non è residente all’estero, come vorrebbe il decreto, ma impiegato in nero nel nostro paese.

 

Veniamo ai dati che possono fornire interessanti spunti di analisi: sono state circa 400mila le domande, di cui 238.722 per lavoro domestico, a fronte di 98.080 posti, di cui solo 86.580 riservati ai nuovi ingressi (quindi ai nuovi permessi). I paesi che hanno presentato più domande sono: Marocco (circa 52.500), Bangladesh (52mila circa), India (42mila) e Egitto (circa 26mila). Come si vede le domande dei primi due da sole esauriscono i posti disponibili: una miseria insomma. Le città italiane con più richieste sono state Milano (44.250), Roma (26.600) e Brescia (quasi 21mila); la Lombardia da sola copre un quarto delle richieste con 116.304 domande presentate.

è chiaro come il numero dei posti non sia in grado di rispondere all’esigenza di regolarizzazione dei clandestini in Italia e non è un caso, naturalmente, vista la volontà della borghesia di avere a disposizione manodopera iper sfruttabile. Emerge un altro dato interessante: vi è un numero elevatissimo di domande per lavoro domestico, questo perché è un canale “sfruttato” dagli immigrati per regolarizzare i parenti (supplendo così ai ricongiungimenti familiari, diventati ormai impossibili) ed è un modo più semplice per l’immigrato di trovare un datore di lavoro che lo possa assumere.

D’altro canto l’esiguità dei posti, la criminalizzazione del clandestino, l’impossibilità di altri canali di regolarizzazione gettano nella disperazione parecchi immigrati che diventano facile bersaglio di truffatori malavitosi. Problema che è drammaticamente venuto alla luce con le proteste di Brescia e Milano contro la sanatoria truffa per colf e badanti. Per fare un esempio, a un ragazzo egiziano, che aveva presentato con la sanatoria del 2009 una domanda dietro pagamento di denaro poi non accettata, è stato proposto di convertire quella domanda in un permesso di attesa occupazione, in cambio di 3mila euro. Ora, cosa sarebbe avvenuto se il ragazzo avesse accettato? Un avvocato sarebbe andato in posta, compilato il kit, consegnato la ricevuta al ragazzo, che avrebbe ricevuto la convocazione per le impronte digitali. Però in questo caso non sarebbero state la premessa del rilascio del permesso di soggiorno, ma la premessa per l’identificazione e l’espulsione. Tutto ciò in realtà sembra un affare per la malavita, che il ministro Maroni dice tanto di combattere, come dice di voler combattere la clandestinità, quando dai dati sopra elencati emerge che l’unica aspirazione del ministro, e con lui del governo e della borghesia, è quella di lasciare sempre un maggior numero di immigrati senza documenti, facilmente ricattabili e sfruttabili, privi di diritti. Il decreto flussi è proprio funzionale a questo.

In questi giorni tra l’altro, di fronte all’arrivo di un’ondata di profughi dal Nord Africa si palesano l’ambiguità e l’ipocrisia che caratterizzano la questione dell’immigrazione: Maroni dichiara l’emergenza umanitaria, senza di fatto pensare a come accogliere a lungo termine gli stranieri, anzi auspicandone il rimpatrio appena le condizioni lo permetteranno, gridando all’Europa “cattiva” che non si fa carico dei problemi. Maroni così prepara la campagna elettorale, da una parte apre la strada a una campagna razzista, dall’altra si presenta come il “buono” che ha cercato in tutti i modi di risolvere il problema, ma che è stato lasciato solo.

È chiaro che non si potranno risolvere le questioni legate all’immigrazione senza portare avanti parole d’ordine come: sanatoria per tutti, l’estensione del permesso di soggiorno per chi perde il lavoro, diritto di voto a chi vive e lavora nel nostro paese, cittadinanza a chi nasce e studia in Italia, concessione dello status di rifugiato a chi sta arrivando dal Nord Africa.

Queste parole d’ordine devono entrare in maniera imprescindibile nella piattaforma dello sciopero generale che diventa sempre più indispensabile: il ricatto a cui sono sottoposti gli immigrati, non è che un aspetto dell’offensiva che la borghesia sta portando avanti contro la classe lavoratrice attraverso l’attacco al Contratto nazionale, i tagli allo stato sociale e l’alimentare una guerra tra poveri. Solo uniti si può vincere.

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