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Forum delle donne: un bilancio negativo

La questione femminile ha sempre occupato un posto centrale nella teoria e nella pratica del marxismo. Le donne lavoratrici, dal momento che subiscono un’oppressione di genere insieme ad un’oppressione di classe, sono la parte più sfruttata del proletariato e possiedono quindi un enorme potenziale rivoluzionario che noi marxisti dobbiamo capire e saper cogliere se vogliamo radicare le idee comuniste e rivoluzionarie nella società.

 


L’emancipazione femminile in Russia prima e dopo la rivoluzione

 

La rivoluzione d’ottobre del 1917 rappresentò un momento importante della lotta per l’emancipazione femminile nella storia della Russia. Il riferimento a questa esperienza permette di comprendere più chiaramente gli sviluppi che il movimento per la liberazione della donna ha avuto fino ai giorni nostri, ma soprattutto, in base all’esperienza della favolosa lotta condotta dalle donne bolsceviche, fornisce importanti indicazioni sul percorso migliore per il superamento dell’oppressione femminile.

Una prospettiva comunista

 

Introduzione

 

8 marzo 1908: le operaie della fabbrica tessile Cotton di New York, in Washington square sono in lotta da tempo per migliori condizioni di vita e di lavoro. Si combatte per una diminuzione dell’orario di lavoro a parità di salario, contro le condizioni di nocività nella fabbrica, contro il pesante carico di lavoro.

 

Particolarità storiche della rivoluzione latinoamericana
Se c’è un zona nel mondo dove lo stalinismo ha giocato un ruolo particolarmente nefasto questa è senza dubbio l’America Latina. Durante la seconda guerra mondiale l’Urss usò i Partiti comunisti come agenzie estere della propria diplomazia e subordinava alla difesa dei privilegi della casta burocratica la lotta mondiale contro il capitalismo. In questo modo venivano definiti “progressisti” tutti quei rappresentanti della classe dominante che si contrapponevano alla Germania nazista e che nella maggioranza dei casi erano alleati dell’imperialismo americano

A un anno dall’Argentinazo

La crisi argentina è un monito per i lavoratori di tutto il mondo di quali drammatici rivolgimenti possa portare nella vita di milioni di persone la sopravvivenza del sistema capitalista su scala mondiale.

Il collasso del capitalismo argentino ha aperto la porta ad un processo rivoluzionario in cui le masse lavoratrici sono diventate protagoniste attraendo l’attenzione e la simpatia dei lavoratori di tutto il mondo.

 


Il 2 febbraio, sessanta giorni dopo l’inizio della serrata padronale, il cosiddetto Coordinamento democratico dichiara la fine della prova di forza contro il governo Chávez. Quest’azione, che puntava a provocare il caos nel paese per ottenere le dimissioni di Chavez e nuove elezioni, non è mai riuscita a paralizzare il Venezuela, perché, tranne i grossi centri commerciali, alcune grandi aziende della distribuzione alimentare e la Pdvsa (l’azienda che gestisce la produzione e la distribuzione del petrolio), il resto del paese non è mai stato bloccato, nonostante i rozzi tentativi di giornali e tv di dimostrare il contrario. L’opposizione, organizzata attorno alla Confindustria locale (la Fedecameras) e ai burocrati del sindacato Ctv, ha provato ad uscire a testa alta da questa prova di forza, con una gran raccolta di firme contro Chávez, un tentativo di mascherare il loro fallimento.
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