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I dati pubblicati pochi giorno fa dalla stampa dicono che solo 100mila lavoratori su una platea di 11 milioni hanno aderito ai fondi pensione tra il primo gennaio e fine marzo. Molto pochi se si pensa che siamo a più di metà del percorso entro il quale i lavoratori assunti prima del 31 dicembre 2006 dovranno decidere cosa fare del proprio Tfr. Il fatto ha gettato non poco scompiglio tra le fila dei fervidi sostenitori della previdenza complementare.

Ecco allora che una nuova campagna mediatica ci sta investendo come un fiume in piena attraverso radio, televisioni, opuscoli e nuove tornate assembleari nei luoghi di lavoro. Non c’è quotidiano di portata nazionale che non abbia pubblicato un opuscolo e decine di articoli di elogio della pensione integrativa privata. Tutti impegnati non in una lucida analisi, anche dei rischi, ma ad evidenziare rendimenti e vantaggi fiscali. Si possono seriamente considerare questi strumenti d’informazione realmente obbiettivi, quando ognuno di questi opuscoli abbonda di pubblicità di assicurazioni, banche e finanziarie tra le più importanti del paese? Non di manuali informativi si tratta ma di pura e semplice propaganda pro fondi.

Mentre scriviamo non è ancora giunto a casa dei lavoratori l’opuscolo annunciato dall’Inps, ma non facciamo fatica a immaginare quale sarà il contenuto. Basta chiamare il numero verde del governo istituito appositamente per l’occasione e tanto pubblicizzato notte e giorno su tutti i canali televisivi. Chi pensava di poter sottoporre domande specifiche e trovare risposta a qualche dubbio rimarrà deluso: risponde una voce registrata che invita a schiacciare vari tasti del telefono accompagnandoci fino alla situazione che rispecchia la nostra specifica posizione lavorativa, a quel punto invece di essere messo a contatto con un operatore parte lo spot trasmesso dalle televisioni!

Proprio per questo intendiamo continuare e approfondire la nostra campagna che invita i lavoratori a non aderire ai fondi e a tenersi ben stretto il proprio Tfr. Il volantino base sul quale abbiamo incentrato la campagna, Dieci domande su Tfr e fondi pensione (scaricabile dal nostro sito www.marxismo.net) ha trovato grande attenzione. In molte aziende è stato lo strumento con cui molti lavoratori sono andati dai propri referenti sindacali

a chiedere conto del perché nelle assemblee temi come rischio

o speculazione non sono stati affrontati mai o quasi. Diversi lavoratori, delegati, circoli del Prc o strutture della sinistra

sindacale come la Rete 28 aprile lo hanno assunto e utilizzato ampiamente.

L’obbiettivo di coprire cento tra luoghi di lavoro e punti di passaggio è stato raggiunto e continuano ad arrivare nuove proposte di fabbriche, stazioni e mercati da coprire. Più la campagna prosegue più i lavoratori ci chiedono di andare davanti alle loro fabbriche o di avere un po’ di volantini per poterli distribuire.

Capita che i lavoratori dopo aver preso il volantino tornano sui loro passi per acquistare

il giornale che offre ulteriori approfondimenti.

Spesso ci chiedono se chi ha aderito può uscire dal fondo pensione non essendo stato informato sufficientemente dei rischi. Purtroppo la risposta è No, chi aderisce non può più uscirne se non perché in cassa integrazione, mobilità o disoccupato da più di 48 mesi, o perché ha subito un’invalidità permanente. Non poca è stata la rabbia registrata in importanti fabbriche come la Carrier o la ST Microeletronics, nella cintura industriale di Milano dove da anni il sindacato propaganda i fondi pensione e dove la maggioranza dei lavoratori ne ha uno.

All’Ansaldo di Napoli il segretario del circolo di fabbrica del Prc ci ha dato una copia del giornale che producono all’interno interamente dedicato al Tfr, con l’accordo di scambiarci il materiale. All’Atm di Milano (trasporto pubblico locale) durante una diffusione a tappeto nei vari depositi in concomitanza con uno sciopero alcuni delegati ci hanno chiesto copie del volantino da distribuire insieme al modulo per la destinazione del Tfr con l’indicazione di non aderire ai fondi. Al porto di Gioia Tauro in provincia di Reggio Calabria, dopo essere intervenuti in più occasioni quest’inverno nella dura vertenza che li ha visti confrontarsi con numerose ore di sciopero non solo col padrone ma anche col vertice di Cgil, Cisl e Uil, che aveva firmato un accordo bocciato dai lavoratori, i compagni oltre a diffondere 200 volantini hanno venduto anche 10 copie di Falcemartello e sono stati invitati a tornare.

Vogliamo continuare a fare quanto possibile per poter arrivare al maggior numero di lavoratori e dare un’altra prospettiva di cosa sono realmente i fondi pensione. Questi primi mesi di campagna ci dicono che nei luoghi di lavoro non c’è entusiasmo per i fondi pensione, e che i lavoratori preferirebbero vedere i funzionari sindacali e i delegati mettere più impegno nelle questioni che direttamente li coinvolgono, l’organizzazione del lavoro, i turni, i salari ecc.

L’appello che rivolgiamo a tutti, lavoratori, delegati, giovani, è di darci una mano per portare avanti questa campagna, di contattarci per organizzare iniziative e assemblee su questa questione e prepararci insieme per le prossime battaglie che già incominciano a profilarsi all’orizzonte coi tavoli di concertazione in cantiere che nulla di buono preannunciano.

 

23/04/07 

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