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Il 17 Novembre è stato il termine per la presentazione delle bozze dei documenti per la conferenza nazionale dei Giovani comunisti: su queste bozze vanno poi raccolte 200 firme entro il 28 Novembre. Siamo quindi arrivati ad un momento cruciale per poter finalmente conoscere le posizioni in campo ed iniziare una discussione  aperta e democratica.

 Tuttavia, ancora una volta, non è così. A 3 giorni di distanza dal termine di presentazione non è ancora chiaro quali siano i documenti e i loro firmatari. L’unico documento pubblico e sul quale è da settimane avviata la raccolta firme è “Lottare, occupare, resistere”,  quello promosso dai membri uscenti del coordinamento nazionale che fanno riferimento alla sinistra del partito.

In queste settimane è stato detto agli iscritti che esiste un “documento unitario” e un “documento di FalceMartello”. Facciamo solo notare un paio di cose. Primo: chi ha detto finora di aderire ad un documento unitario che non esiste e di cui non ha visto nemmeno il testo, dovrebbe spiegarci su cosa è stata raggiunta l'unità. Secondo: se l'unica proposta pubblica è stata finora il documento “lottare, occupare e resistere”, sarebbe stato buon uso spiegare su cosa si dissentiva da tale testo e per quale ragione lo si riteneva non emendabile.

Proviamo a dare umilmente una nostra spiegazione. Per oltre 2 mesi è stata diffusa da Nord a Sud l’idea che ci sarebbe stato un documento unitario che avrebbe raccolto tutte le aree della maggioranza nazionale: questa unità avrebbe magicamente ricostruito i GC dalle ceneri! Per settimane abbiamo atteso invano che questo documento si materializzasse per valutarne i contenuti. Attesa appunto vana. L’infinita discussione che c’è stata tra le aree che avrebbero dovuto scriverlo non ha mai riguardato veramente  né le idee né le proposte. Come abbiamo scritto a settembre, abbiamo assistito per settimane ad una estenuante trattativa sugli equilibri del futuro gruppo dirigente che, tra veti contrapposti e interventi della Segreteria nazionale, ha ritardato l’approvazione del regolamento e, quindi, dei tempi della conferenza.

Ci siamo sottratti a questa discussione fatta alle spalle della base, in cui gli iscritti sembravano solo numeri da trasformare in percentuali e le aree si autorappresentavano nel coordinamento nazionale prima ancora di aver fatto una sola conferenza! Noi abbiamo preferito concentrarci sulla stesura dell’appello, sulle idee e le proposte per rilanciare l’organizzazione, sul confronto pubblico e aperto tra i gc. Non appena nella maggioranza si è trovato un qualche accordo sotto banco e si è dovuti passare a scrivere qualcosa… il banco è saltato. A riprova di quanto dicevamo, il risultato è che non  solo non c’è mai stato un documento unitario ma che, a quanto sappiamo, mai ci sarà.

Non è necessariamente un male: se ci sono posizioni diverse è di gran lunga preferibile che vengano presentate nelle conferenze e che siano i Gc a valutarle, piuttosto che mantenere una finta unità dove oltre alla retorica non c’è accordo su nulla. Questa unità può mettere insieme un gruppo dirigente, ma non può né evitarne  gli scontri interni, né far si che funzioni. Non è un caso se la trattativa sul documento unitario sia naufragata in una notte di metà novembre tra reciproche  recriminazioni e scontri verbali: quando l’unità la fanno i vertici con una discussione chiusa e senza che la base abbia alcuna voce in capitolo, non può che accadere questo.  Si sa cosa non c’è, non cosa c'è: non sono ancora stati pubblicati altri documenti né sappiamo chi stia raccogliendo le firme né su quale testo. Si continua a trattare, con la Segreteria nazionale intenta disperatamente a ricucire le ferite. Che il documento “unitario” si divida in 2 o 3 (con ogni parte  pronta a giurare sulla propria buona fede nell’aver cercato l’unità e di aver voluto pensare solo a ricostruire i GC),  non cambierà la storia di questi mesi. 

Ad un anno dall’apertura della più grave crisi dell’organizzazione, la maggioranza continua a lasciare i GC nell’incertezza ed a comportarsi come un corpo estraneo e al di sopra della base. Non siamo più disposti a tollerare, i Gc hanno atteso fin troppo. Abbiamo presentato il nostro appello per farla finita con questa gestione e rilanciare i Giovani comunisti con idee e metodi completamente diversi dal passato.

Tiriamo dritti per la nostra strada e diamo appuntamento a tutti i compagni nelle lotte che si stanno svolgendo in questi giorni. I fatti di Eutelia e dell'Alcoa confermano l'intuizione del nostro documento: l'idea di lottare, occupare e resistere è oggi una dura necessità per migliaia di lavoratori. Da qua possiamo partire per invertire i rapporti di forza.

Vi diamo appuntamento anche nelle assemblee di presentazione dei documenti della Conferenza. Ne promuoveremo e invitiamo a promuoverne il più possibile per permettere un'approfondita discussione tra gli iscritti. Insomma ci troverete là dove si parla di politica.

Di seguito, la lettera che abbiamo inviato oggi al commissario dei Giovani Comunisti
 
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Roma 20 novembre 2009

Al commissario dei Giovani Comunisti Gianluca Schiavon,

La situazione della Conferenza nazionale dei Giovani Comunisti sta superando i limiti del ridicolo e della decenza. Sono passati tre giorni dalla scadenza per la presentazione delle bozze dei documenti e, ad eccezione del nostro testo “Lottare, occupare, resistere”, nulla viene pubblicato. Non sono interessato a inseguire le voci di corridoio per capire cosa ne sarà della conferenza;  i nostri iscritti hanno diritto a un minimo di trasparenza e rispetto ed a sapere cosa avviene nelle "segrete stanze".
Per oltre 2 mesi sono state portate avanti trattative per un presunto documento unitario, che avevano come tema portante non le proposte per la ricostruzione dei gc, bensì la formazione del futuro gruppo dirigente dell’organizzazione. A questa modalità di discussione fatta completamente al di sopra della base, si è sottratta solo l’area che rappresento. Questo documento unitario su cui tanta retorica è stata sparsa non è mai esistito perché mai c’è stato un accordo tra le aree che avrebbero dovuto sostenerlo e, da quanto vengo ora a sapere, non esisterà mai.
L’unico risultato è stato quello di far slittare i tempi della conferenza e di ritardare ulteriormente il momento in cui la parola sarebbe finalmente tornata alla base. Tuttavia, non sono ancora stati resi noti i documenti realmente consegnati né i loro firmatari. Una situazione di incertezza nella quale tutto viene ancora nascosto agli iscritti e alle iscritte dei Giovani comunisti.
Tralascio ogni ulteriore considerazione politica, che mi riservo di fare nelle sedi più adatte e pubbliche, e ti invito a prendere le tue responsabilità facendo tre cose molto semplici e peraltro dovute.
1) Rendere noto in forma ufficiale quanti e quali testi ti sono stati consegnati, rendendo noto al contempo chi ne sono i primi firmatari.
2) Pubblicare i medesimi sul sito dei Gc;
3) Convocare in tempi rapidi una riunione del comitato di gestione.

Saluti comunisti,

Paolo Cipressi
(Comitato di gestione nazionale dei Giovani Comunisti)
 

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