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Dopo giorni di violente manifestazioni dell’opposizione in varie città del Venezuela, il 12 febbraio si annunciava come il D-Day, il giorno fatidico, dell’offensiva per rovesciare il governo democraticamente eletto di Maduro. In varie città ci sono state manifestazioni dell’opposizione, il cui svolgimento è stato permesso senza alcuna repressione.

Ci sono state anche manifestazioni più grandi della gioventù rivoluzionaria a celebrazione del bicentenario della battaglia di La Victoria, durante la Guerra di Indipendenza.

 

venezuela feb2014Alla fine della manifestazione studentesca dell’opposizione a Caracas (che lo stesso quotidiano dell’opposizione El Nacional descrive come partecipata da appena 1500 persone) un piccolo ma ben organizzato gruppo di teppisti violenti ha attaccato la polizia e l’edificio che ospita gli uffici del Procuratore Generale. Erano a viso coperto e hanno usato pietre e molotov fatte in casa, coordinando le loro azioni mediante walkie-talkie. Hanno distrutto molte auto di rappresentanza e la facciata dell’edificio.

 

Durante gli scontri sono state uccise due persone. Uno di loro era il militante rivoluzionario Juan Montoya “Jauncho” del quartiere 23 Gennaio, l’altro, Basil Da Costa, era uno studente dell’opposizione. Il modo in cui entrambi hanno ricevuto un colpo d’arma da fuoco in testa ricorda le vittime dei cecchini dell’11 aprile 2002, che furono usate come scusa per giustificare il colpo di stato.

 

Mentre scriviamo, piccoli gruppi violenti della gioventù d’opposizione continuano a creare disordini, attaccare e assediare vari edifici pubblici a Caracas e in altre città.

 

I responsabili di tutto questo sono i leader dell’opposizione Leopoldo Lopez e M. Corina Machado che stanno istigando le manifestazioni violente col chiaro obiettivo di destabilizzare il governo democraticamente eletto.

 

L’opposizione è profondamente divisa tra chi rifiuta di riconoscere le tre sconfitte elettorali subite tra il 2012 e il 2013 e vuole organizzare l’immediato rovesciamento del governo Maduro e chi invece pensa che il deterioramento della situazione economica (dovuto al sabotaggio economico) permetterà loro alla fine di sconfiggere la Rivoluzione Bolivariana alle urne.

 

Senza dubbio i media internazionali “riporteranno” questi avvenimenti in modo unilaterale , proponendo la storia di “una coraggiosa e pacifica opposizione giovanile che si trova ad affrontare un regime feroce e repressivo”.

 

Chiediamo al movimento operaio internazionale, agli attivisti delle organizzazioni di solidarietà e all’opinione pubblica progressista di rimanere vigili e all’erta, per contrastare le menzogne dei media e fare tutto quanto in proprio potere per mobilitare la solidarietà con la rivoluzione Bolivariana in questo momento decisivo.

 12 febbraio 2014

 

Visita il sito della campagna internazionale Giu le mani dal Venezuela

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