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Pubblichiamo un volantino scritto e diffuso dai marxisti russi, del sito Vrag kapitala (Nemico del capitale), sullo scontro in atto in Crimea. In questo momento di massiccia propaganda nazionalista, che ha un carattere del tutto reazionario, sia in Ucraina che in Russia, il dovere dei rivoluzionari in questi paesi è quello di difendere una prospettiva di classe e internazionalista.

 

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Fermiamo i guerrafondai!

 

sebastopol 1mar
Manifestazione filo-russa a Sebastopoli

Osservando sugli schermi televisivi, il momento in cui giovani in mimetica e senza segni di riconoscimento  sono saltati giù dai camion e Kalashnikov alla mano si sono schierati attorno agli obiettivi militari, il mondo  ha avuto i brividi. Quando il segreto di Pulcinella si è svelato – il Ministero degli Esteri russo ha riconosciuto che “gli sconosciuti” erano marinai della flotta del Mar Nero, il mondo ha tremato di nuovo. Quando il Consiglio della Federazione e la Duma si sono appellati a Putin per aiutare i russi in Crimea, cioè,  traducendo i bizantinismi della diplomazia in russo, occupare la penisola, il mondo ha barcollato.

Non ha grande importanza sapere se Putin proverà o meno a conquistare o meno la Crimea a suo rischio e pericolo, oppure se siamo di fronte a un criminale accordo imperialista, dove la NATO riceverà l'Ucraina, e la Russia la Crimea. Ad ogni modo, è la guerra. È la guerra in Crimea, dove nelle gole montuose i guerriglieri tatari faranno esplodere i blindati, e in risposta la flotta cancellerà dalla faccia della terra i loro villaggi. È la guerra, se non la carneficina, in Ucraina occidentale, è la guerra nell'Est, dove i russi (inevitabilmente devoti a Putin) prendono le armi. È la possibile guerra tra la Russia e l'Ucraina, dove l’esercito ucraino ben equipaggiato e numeroso non sarà semplice carne da macello. È la completa destabilizzazione e “balcanizzazione” dell'Europa orientale con terribili conseguenze umanitarie: milioni di sfollati nelle stazioni e negli aeroporti; è la vigilia della guerra mondiale.

Se ci sarà l'occupazione della Crimea, sì, la colpa sarà principalmente di Putin. Ma non sono colpevoli anche Obama e la Merkel, che hanno gettato benzina sul fuoco della vita politica ucraina? Non sono colpevoli di questa situazione i politicanti ucraini, da decenni incapaci di adottare e ora ridicolmente di abrogare, una elementare e democratica legge di tutela delle lingue delle minoranze nazionali?. Oppure, forse, non sono colpevoli i funzionari corrotti, che assieme agli imprenditori-banditi hanno lucrato sulle località turistiche della costa?

Noi riconosciamo il diritto dei popoli all'autodeterminazione, ma non pensiamo in termini dogmatici. Se al referendum del 30 marzo gli abitanti della Crimea voteranno per l' “indipendenza”, saranno loro stessi a votare per la guerra, nella quale toccherà combattere non solo a loro. Voteranno per la probabile carneficina dei russi a Leopoli e dei tatari di Crimea a Bakhchisaray, per la guerriglia urbana a Odessa e a Dnipropetrovsk. Voteranno per la divisione della classe operaia, di quegli stessi lavoratori che saranno mandati a combattere tra loro per gli interessi dei grandi imperi e delle piccole borghesie compradore. Gli abitanti della Crimea hanno il diritto di scatenare la guerra e di condannare alla sofferenza milioni di persone? No!

Noi marxisti siamo per l'unità della classe operaia. Siamo a favore di quest'unità semplicemente perché è la condizione necessaria per la ricostruzione socialista della società. Spesso i confini dividono la classe operaia ma la storia conosce esempi anche di come quei confini hanno unito i lavoratori. É una questione concreta: il proletariato industriale d'Ucraina e di Russia è sempre stati legato da vincoli fraterni. Chiunque voglia dividerlo è un criminale dal punto di vista dell'avanguardia proletaria. Non importa chi sia a volerlo: l'intellettuale nazionalista ucraino a difesa della propria lingua; il patriota russo preoccupato per i destini dei propri fratelli; i consiglieri “geopolitici” seduti comodamente in poltrona nei propri uffici al centro di Mosca e di Londra, che disegnano schemi di divisione dei mercati e delle materie prime a favore degli imperialisti; i banchieri e gli industriali, che realizzano poi questi piani – sono tutti nemici della classe operaia! Chi coscientemente, per profitti miliardari, chi semplicemente come tirapiedi nazionalista in cerca di qualche briciola al tavolo del grande gioco degli imperialisti, sono tutti degni del disprezzo e dell'odio dei lavoratori coscienti.

La Russia è un grande paese: decine di milioni di persone possono trovare casa e lavoro. Perché avere la cittadinanza russa è diventato con Putin quasi impossibile per milioni di lavoratori qualificati, medici, insegnanti, anche originari della Crimea? Perché gli immigrati non posso ricevere per anni nemmeno un sussidio statale, che è meno costoso di un singolo colpo di cannone della Flotta del Mar Nero? Pensateci, quando ascolterete ancora una volta la demagogia sulla necessità di difendere i russi in Crimea.

  • Fuori le truppe russe dalla Crimea!
  • Per la piena autonomia nazionale, culturale e economica della Crimea!
  • Per i diritti delle minoranze nazionali!
  • Per un'Ucraina indipendente, pacifica, neutrale!
  • No alla guerra! Fermiamo l'imperialismo!

1 marzo 2014

 

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