Breadcrumbs

Più di 270 marxiste e marxisti sono ora tornati nei loro rispettivi paesi (più di 30!) dopo aver partecipato alla Scuola Mondiale della Tendenza Marxista Internazionale, che si è tenuta a Bardonecchia, in Italia, la scorsa settimana. La scuola ha discusso delle attività della tendenza e dimostrato la forza delle idee rivoluzionarie mediante il suo alto livello politico, il numero di giovani entusiasti che hanno partecipato e l'eccellente applicazione della teoria marxista ai movimenti di massa che si sviluppano il tutto il mondo oggi.

 

Come è stato spiegato da molti oratori, incluso Alan Woods nella sua introduzione alla discussione di prospettive per la rivoluzione mondiale, stiamo entrando nel periodo più turbolento della storia del capitalismo. Mai prima d'ora si è assistito ad una crisi così profonda, che costringesse tutto il mondo ad adottare misure d'austerità che altro non hanno fatto che allargare il divario tra ricchi e poveri ed aumentare la miseria per lavoratori, giovani e pensionati. Come conseguenza diretta del peggioramento delle condizioni di vita delle masse in nome del profitto, proteste, scioperi e manifestazioni hanno coinvolto dozzine di Paesi, comprese le proteste di massa in Grecia contro la Troika, manifestazioni negli Stati Uniti contro il razzismo di Stato, e manifestazioni contro l'austerità in Gran Bretagna. Questi sono solo alcuni esempi delle azioni che le masse sono state costrette ad intraprendere dato che i costi della crisi, causata dalle contraddizioni implicite nel capitalismo, sono stati fatti cadere sulla sola classe lavoratrice.

La scuola è cominciata con un minuto di silenzio per ricordare due compagni che ci hanno lasciato, Camilo Cahis (Canada) e Chico Lessa (Brasile). Questi compagni hanno compiuti grandissimi sacrifici per costruire la TMI nel corso della loro vita, ed abbiamo deciso di ricordare ed onorare i loro sforzi. Come hanno sostenuto molti compagni, il modo migliore per onorare la memoria di questi compagni è continuare a combattere con la loro stessa intensità e dedizione nella lotta per la rivoluzione socialista e la costruzione della Tendenza. E precisamente questo era lo scopo della Scuola Mondiale della TMI: istruire i compagni nelle migliori tradizioni ed idee del marxismo in modo che essi possano continuare a costruire e lottare per l'unica soluzione alla povertà, all'oppressione ed allo sfruttamento, la rivoluzione socialista.

world-school-20151Nel corso della settimana, le discussioni politiche hanno spaziato da analisi sulla situazione globale a dibattiti sulla filosofia marxista, la situazione politica in Grecia, la crisi nel Medio Oriente ed altro ancora.

Lenin scrisse che “non ci può essere movimento rivoluzionario senza teoria rivoluzionaria”, una frase la cui verità è testimoniata dai numerosi processi rivoluzionari che sono falliti, sono stati dirottati o sono rimasti incompleti a causa della mancanza di una direzione rivoluzionaria dotata delle idee necessarie all'abolizione del capitalismo ed a porre il potere nelle mani delle masse. È quello che si è visto recentemente in Egitto, Tunisia e molti altri paesi durante la Primavera Araba.

I marxisti ritengono che le proprie teorie ed idee debbano essere un prodotto dell'analisi della realtà e delle condizioni materiali, e che non possiamo imporre idee preconcette od astrazioni sulla realtà stessa. Ma allo stesso tempo, le idee rivoluzionarie stesse possono essere estremamente potenti nel cambiare il mondo, dato che – come ha scritto Marx – “la teoria diventa essa stessa una forza materiale non appena raggiunge le masse”. Conseguentemente, la maggior parte delle discussioni durante la scuola si è concentrata sui fondamentali della teoria marxista – filosofia, economia ed altre questioni teoriche – necessari per capire il mondo attorno a noi; capire il mondo per poterlo cambiare.

 

Socialdemocrazie in crisi: partiti di massa e nuove formulazioni

Le discussioni della settimana avvenivano nel contesto di una situazione senza precedenti nella politica britannica: l'enorme supporto guadagnato dalla campagna per Jeremy Corbyn alle primarie del Partito Laburista testimonia come il candidato sia visto come un portavoce della rabbia e dei sentimenti anti-austerità che crescono fra i lavoratori ed i giovani. Nonostante sia riuscito a partecipare al ballottaggio per le primarie quasi per caso, Corbyn ha ora guadagnato un appoggio di massa grazie al suo programma contro l'austerità, che trova una eco notevole tra i lavoratori inglesi.

Una intera giornata di dibattito è stata dedicata all'analisi di questi nuovi movimenti e formazioni politiche di massa che sono irrotte sulla scena politica negli scorsi anni, e discutere le implicazioni per i vecchi partiti di massa della classe lavoratrice, socialdemocratiche e tradizionali. Eventi recenti hanno scosso partiti di questo tipo fino al midollo, come il PASOK in Grecia od il PSOE in Spagna. Questi partiti hanno cessato di rappresentare l’ambiente sempre più radicale fra i lavoratori e i giovanie quindi, con la creazione di un vuoto di espressione politica, nuove alternative di sinistra a questi partiti svuotati hanno cominciato a germogliare altrove: gli esempi di Podemos in Spagna e SYRIZA in Grecia sono lampanti.

È chiaro che non si sono più poltrone “sicure” nei parlamenti per questi partiti tradizionali; risulta ormai chiaro che questi partiti non sono in grado di conquistare riforme e cambiamenti positivi all'interno dei limiti imposti dal sistema capitalista. Invece, i partiti riformisti portano avanti tagli su tagli ed offrono solo controriforme. Come risultato, i lavoratori ed i giovani sono ora attratti da campagne radicali che promettono la fine dell'austerità ed il miglioramento delle condizioni di vita, invece che promesse di misure di austerità più leggere.

Il compagno Fred Weston, che ha introdotto la discussione, ha spiegato che come marxisti non offriamo un puro e semplice supporto acritico ad uno specifico partito o movimento; appoggiamo quelli come SYRIZA, Podemos o la campagna per Corbyn, rimarcando però come queste riforme possano essere veramente ottenute soltando rompendo col capitalismo e portndo avanti politiche socialiste.

È altresì chiaro che il fallimento di certe organizzazioni di massa tradizionali non è solo un fenomeno limitato ad una sola nazione, ma sia invece un fenomeno che ha coinvolto paese dopo paese, come Grecia, Spagna ed Italia. La lotta di classe non ha portato necessariamente ad uno sviluppo di una forte corrente di sinistra in queste organizzazioni tradizionali, come è successo in passato; quindi, l'espressione politica delle masse ha trovato nuvoi canali in forme diverse di rappresentazione. Ciò che la campagna per Corbyn e raggruppamenti come Podemos hanno in comune è che esprimono ciò che milioni di persone in questi paesi desiderano: un'alternativa alla  triste realtà attuale del capitalismo.

Il dibattito ha sottolineato la dinamicità dell'analisi marxista e la necessità per i marxisti di intervenire nei movimenti di massa e nelle espressioni politiche delle masse; appoggiare gli sviluppi progressisti e metterli in discussione; ma anche offrire appoggio critico e sottolineare come le politiche riformiste non siano sufficienti per creare un cambiamento significativo nelle vite delle persone. L'unico modo di effettuare questi cambiamenti è attraverso una rivoluzione socialista, che porti i lavoratori a prendere il potere. Gli eventi stanno mettendo alla prova i partiti riformisti, e le masse stanno imparando in fretta che riformare il capitalismo non è una vera opzione, come stiamo vedendo in Grecia con il recente tradimento di Tsipras.


La questione nazionale ed il terremoto politico scozzese

I recenti avvenimenti in Scozia hanno fornito un ulteriore esempio della disintegrazione dell'appoggio di cui una volta godevano i partiti di massa; alle ultime elezioni, seggi tradizionalmente “garantiti” del partito laburista sono stati conquistati in maggioranza dall'SNP. Il recente referendum ha portato praticamente tutta la popolazione scozzese all'urna rispetto alla questione dell'indipendenza scozzese. Questo ha creato un clima di accesa discussione fra i lavoratori, politicizzando persone di tutte le età e contesti, e portando alla ribalta accesi sentimenti anti-austerity ed anti-establishment.

Questo umore popolare si è cristallizzato nella campagna per l'indipendenza guidata dal SNP, ma è durata fino alle elezioni generali di qualche mese fa, in cui l'SNP ha conquistato quasi tutta la Scozia. Con un tale numero di persone in Scozia che reclamano l'indipendenza, è necessario per i marxisti analizzare e capire la questione nazionale in questo paese. Tre diversi dibattiti alla Scuola Mondiale hanno esplorato la questione di nazione e nazionalismo, inclusa una sessione dedicata in modo specifico alla Scozia – sessione in cui la compagna Rachel Gibbs ha fornito un brillante e dettagliato racconto degli eventi che sono successi durante il referendum scozzese e gli eventi successivi, nonché delineato il ruolo che devono avere ora i marxisti. La questione è stata anche discussa in relazione alle lotte dei neri negli Stati Uniti, con una introduzione del compagno John Peterson.

La sessione sulla questione nazionale è stata introdotta dal compagno Francesco Merli, che ha riportato le idee di Marx e Lenin rispetto alla questione nazionale, ed ha delineato la nascita ed il ruolo storico dell'idea di stato-nazione. Frencesco ha sottolineato come il diritto delle nazioni all'autodeterminazione non sia mai una questione assoluta, e che nonostante sia nostro obiettivo costante lavorare all'unità della classe lavoratrice, esistono dei casi in cui la separazione rappresenta uno sviluppo progressista. Esiste quindi una contraddizione intrinseca alla natura della questione nazionale. Da una parte, la necessità di unificare la classe lavoratrice come corpo unito attraverso l'internazionalismo rivoluzionario e la rottura delle divisioni nazionali; dall'altra, la necessità di combattere per il diritto delle nazioni oppresse a separarsi da una classe dominante oppressiva. Il diritto all'autodeterminazione è in ultima analisi un diritto democratico, non una rivendicazione socialista, e dovrebbe quindi essere usato per emancipare, conquistare ed aggregare sezioni della classe operaia ad un programma socialista rivoluzionario.

Ciò che è stato enfatizzato in tutti i dibattiti è l'idea che non esista una scorciatoia, una posizione assoluta o rigida che possa essere applicata a tutte le situazioni riguardanti la questione nazionale; quindi, la comprensione del metodo di Marx, Engels, Lenin e Trotsky su questo tema è essenziale affinché i marxisti interpretino sviluppi politici come quelli scozzesi.

 

Crisi in medio oriente: cause e soluzioni

Una delle discussioni più interessanti della settimana è stata quella sulla crisi in Medio Oriente, introdotta dal compagno Hamid Alizadeh. Nella sua introduzione, il compagno ha cominciato descrivendo i problemi storici ed esistenti riguardanti la regione, ed analizzando il ruolo che le forze imperialiste hanno giocato per la nascita dello Stato Islamico ed altri gruppi fondamentalisti.

La situazione nella regione non riserva molte speranze ai giovani, che costituiscono spesso la maggioranza della popolazione di molti paesi mediorientali: disoccupazione a livelli da record e prospettive per il futuro inesistenti. La regione ha attraversato molte rivoluzioni durante la Primavera Araba, con movimenti di massa senza precedenti in Egitto, Tunisia e Libia. Questi movimenti hanno dimostrato il potere che sta nelle mani del popolo, potere di effettuare cambiamenti e rimuovere governi; ma queste rivoluzioni sono incomplete – i lavoratori e le lavoratrici non hanno preso il potere attraverso una direzione rivoluzionaria. Questo ha permesso alle forze controrivoluzionarie di riempire il vuoto di potere lasciato dalle dittature precedenti. Come conseguenza di tutto ciò, si sviluppa demoralizzazione (specie tra i giovani) ed il movimento ora attraversa una fase di riflusso. Ma questi processi rivoluzionari ancora non sono terminati ed i lavoratori stanno imparando da queste esperienze.

C'è una nuova fase di instabilità nel Medio Oriente, considerando l'influenza che ora ha l'Iran in rapporto a quella dell'imperialismo statunitense. Quest'ultimo ha raggiunto probabilmente i limiti del suo potere, politicamente ed economicamente. Nello stesso modo in cui la possibilità di intervento statunitense si è ridotta per l'indebolimento del capitalismo americano, anche altri paesi della regione hanno visto ridursi il loro potere e la loro capacità di influenzare gli eventi.

L'Arabia Saudita è un esempio eccellente di paesi in questa situazione: la sua economia, tendenzialmente dipendente dalla produzione petrolifera, è stata indebolita dalla produzione statunitense. Questo non minaccia solo l'economia saudita, ma pure le sue relazioni con gli USA e la sua posizione di potere nella regione. La famiglia reale saudita non ha una vera legittimità, essendo stata installata come una marionetta. Questa mancanza di legittimità è inasprita da crescenti diseguaglianze sociali e tensioni religiose. E nonostante il fatto che non ci sia stata una rivoluzione in Arabia Saudita, le onde della Primavera Araba si sono sentite anche lì, con proteste di massa e scioperi. Come tutti gli altri paesi del mondo, nessuna nazione esiste in un vuoto pneumatico, slegata dagli eventi che succedono al di fuori dei propri confini, e la lotta di classe che cresce dappertutto cresce anche in Arabia Saudita e nel Medio Oriente tutto.

Gli Stati Uniti ed altre cosiddette potenze mondiali si rivolgeranno ora all'Iran per ottenere un aiuto nello stabilizzare la regione, dove gli USA non possono più intervenire egemonicamente come un tempo. Tuttavia, questo rappresenta un problema per l'imperialismo statunitense, dato che i suoi rapporti con altri alleati nella regione, come Israele, hanno notevolmente sofferto come conseguenza di questa collaborazione Iran-USA.

Chiaramente, la necessità più impellente è la necessità di una direzione e di una leadership rivoluzionaria nel Medio Oriente; leadership la cui assenza ha portato a demoralizzazione, riflusso ed al protrarsi di regimi detestati. Per esempio, nonostante incentivi come l'istituzionalizzazione della giornata di elezioni come giornata festiva, la garanzia della gratuità dei trasporti pubblici e la minaccia di multe agli astenuti, l'affluenza è stata solo del 47% nelle ultime elezioni in Egitto.

La classe dominante è chiaramente nel panico e come conseguenza l'intera regione è stata trascinata nella barbarie nei suoi tentativi di mantenere la propria posizione. Ma la crisi protratta del capitalismo porterà alla rinascita di lotte operaie. Le vere tradizioni storiche della regione non sono quelle della barbarie o del fondamentalismo islamico, ma quelle del socialismo e della lotta per l'uguaglianza; saranno queste le idee che in ultima analisi prevarranno.

 

Studenti e giovani

Le discussioni sul lavoro studentesco sono state introdotte da compagni studenti dal Brasile, dall'Italia e dal Regno Unito. I compagni brasiliani hanno raccontato come abbiano lavorato attraverso comitati di studenti per opporsi alle croniche condizioni sfavorevoli e mancanza di strutture nelle scuole. I compagni si stanno collegando a problemi materiali della gioventù brasiliana ed hanno lanciato una campagna per collegare la necessità di disporre di scuole dignitose alla necessità di rovesciare il capitalismo, coinvolgendo così i giovani nella lotta per una trasformazione radicale della società.

Gli italiani hanno esposto un processo simile di lavoro nelle scuole per far eleggere giovani studenti e compagni come rappresentanti studenteschi all'interno delle scuole. Allo stesso modo dei brasiliani, questo ha permesso ai compagni di connettere le richieste di riforme concrete alle rivendicazioni socialiste e la lotta per una economica pianificata e democraticamente controllata che possa fornire la base materiale di queste rivendicazioni.

I compagni britannici hanno condotto un lavoro fra gli studenti universitari formando gruppi di discussione e formando gli studenti alle idee del marxismo. È stato portato molto materiale anche da parte dei compagni degli altri paesi, che hanno tutti dimostrato diversi punti di forze ed abilità da cui tutti hanno potuto trarre lezioni per rafforzare gli interventi tra gli studenti ed i giovani. La teoria è fondamentale: ma deve essere una guida per l'azione, coi compagni che rivolgono la conoscenza che hanno acquisito nelle discussioni teoriche verso il movimento operaio ed i movimenti giovanili di massa in modo di conquistare sempre più persone alle idee della rivoluzione.

 

I compiti davanti a noi

La scuola è terminata con un rapporto organizzativo di Jorge Martin, che ha fornito i dettagli della crescita e dei progressi di tutte le sezioni della TMI. È stato particolarmente entusiasmante sentire i rapporti delle attività dei compagni da tutto il mondo, dal Venezuela alla Svizzera, dal Pakistan al Canada, che testimoniavano come esista una domanda crescente nella società per una spiegazione della crisi del capitalismo e per una alternativa all'austerità paralizzante ed alla povertà che offre il capitalismo.

Alan Woods ha chiuso i lavori con un entusiasmante discorso in cui ha incoraggiato i membri della Tendenza a continuare a costruire le forze del marxismo, e continuare ad innalzarne la bandiera – la bandiera del socialismo – in modo che possiamo costruire una organizzazione rivoluzionaria che giochi un ruolo integrale nella liquidazione degli orrori del capitalismo e possa stabilire una società che dia uguaglianza e condizioni di vita dignitose a tutti gli abitanti del pianeta.

Non c'è mai stata un epoca più importante in cui combattere per le idee di Marx, Engels, Lenin e Trotsky; questa è l'ora in cui formare noi stessi e i compagni attorno a noi su come combattere oppressione se sfruttamento; questa è l'ora di andare avanti e spiegare a tutti coloro che cercano un'alternativa all'austerità che questa esiste – è la rivoluzione socialista, per la quale dobbiamo organizzarci e lottare!

Joomla SEF URLs by Artio