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Conferenza Giovani Comunisti

Dopo 2 anni di paralisi politica e organizzativa, senza che sia stato eletto un coordinatore, riunito un attivo degli iscritti, convocato un coordinamento, nell’arco di una sola settimana si è svolta la conferenza straordinaria dei Giovani Comunisti di Milano.

La scelta di convocare questa conferenza è stata presa ad ottobre dal Coordinamento Nazionale. In questi due anni noi siamo stati tra i compagni più intransigenti nel chiedere il superamento di questo impasse proponendo la convocazione di attivi dove i compagni potessero ricominciare a discutere tra loro l’attività da svolgere, coordinandosi sulla base di proposte comuni e prospettive politiche chiare.

L’obiettivo era quello di riattivare la struttura dei giovani comunisti in una città come Milano, ricca di potenzialità politiche per la costruzione di un’organizzazione comunista. Abbiamo provato a sensibilizzare il federale e i circoli con interventi costanti e presentando anche una raccolta firme insieme ad altri compagni.

Dopo una così lunga insistenza, purtroppo al Coordinamento di ottobre siamo stati posti di fronte a una scelta non facile: votare a favore di una conferenza straordinaria in tempi strettissimi, con il congresso alle porte; o rimanere nella più assoluta paralisi fino a dopo il congresso, dopo le elezioni, forse addirittura dopo l’estate.

Abbiamo quindi accettato lo svolgimento di questa conferenza straordinaria come ultima via democratica per risollevare i giovani comunisti di Milano da una immobilità di cui l’intera responsabilità è da attribuire alla maggioranza del partito e dei GC.

Peccato però che questa non sia stata certo una conferenza all’insegna della partecipazione e della democrazia. L’Esecutivo Nazionale, garante del corretto svolgimento della conferenza, ha concentrato le 5 conferenze di zona nell’arco di una sola settimana e ha comunicato date e luoghi solo qualche giorno prima della prima riunione. Gli stessi quattro documenti presentati, non sono stati distribuiti in forma cartacea ai compagni (se non poche copie) per un esplicito rifiuto della federazione che non ha voluto in nessun modo anticipare i soldi della stampa e delle spedizioni postali. I documenti sono stati anche messi sul sito della federazione di Milano in un posto pressoché introvabile, dove tra l’altro è presente un link che rimanda a un sito dei gc milanesi inesistente. Se un compagno è molto determinato e non si rassegna facilmente, forse dopo aver aperto svariate sezioni del sito, riesce a trovare i documenti conferenziali. Sempre ovviamente che abbia facile accesso ad internet e che qualcuno l’abbia avvertito di cercare i documenti su web..

Ancora una volta si dimostrano le difficoltà politiche e organizzative di questo partito in cui anche accordi formalmente democratici presi unitariamente, vengono poi stravolti nella pratica da metodi discutibili e da un apparato debole, figlio della stessa linea politica perseguita in questi anni.

Con queste premesse si può ben immaginare che il dibattito e i risultati politici di questa conferenza sono stati fortemente depotenziati dalla fretta e dalla gestione approssimativa. Al dibattito sono stati presentati 4 documenti.

Il primo, proposto dall’area bertinottiana, ha preso 71 voti (52,6%). Leggendo questo documento ci si rende subito conto di come questa nuova maggioranza sia degna di succedere alla precedente disastrosa gestione; ha assimilato molto bene pratiche e teorie che hanno già condotto fuori dal partito molti di coloro che le hanno applicate e che oggi stanno con Casarini contro di noi: contaminazione, disobbedienza “come fine e non come mezzo”, gruppi di affinità, reti, non violenza “come pratica di lotta che spiazza il potere”, no “alle teorie astratte da applicare ad una realtà in trasformazione”, sì a “usufruire i fondi degli enti locali e del programma Gioventù della Comunità Europea”… In sintesi: navighiamo a vista e ne siamo fieri! In tutta questa accozzaglia di idee e teorie (ebbene compagni: le vostre sì sono teorie astratte!), i simpatizzanti dell’area Erre hanno deciso di non differenziarsi politicamente in nessun modo.

Il secondo documento presentato è stato quello dei compagni dell’Ernesto: hanno preso 24 voti (17,8%), sostanzialmente come alla scorsa conferenza, le loro posizioni sono conosciute per cui non credo ci sia molto da aggiungere.

Il terzo documento era il nostro: Giovani comunisti; la strada per il radicamento (che puoi rintracciare su www.marxismo.net), abbiamo ricevuto 32 preferenze (23,7%). Siamo stati praticamente l’unico documento ad essere riuscito attraverso il dibattito ad ottenere consensi nuovi intorno a sé e ad essere votato non solo da compagni già convinti in precedenza delle nostre idee. Il merito va sicuramente anche al buon lavoro di radicamento svolto in questi ultimi anni nelle scuole, università e luoghi di lavoro. Tutto questo ci permette ancora una volta di confermarci come l’opposizione più consistente a Milano.

Lo stato di abbandono dei Giovani Comunisti a Milano negli ultimi anni e la mal gestione da parte dell’Esecutivo Nazionale di questa conferenza straordinaria, hanno portato un gruppo di 4-5 compagni che da tempo operano come area locale nel circolo Battaglia a presentare un proprio documento, il quarto. I compagni hanno preso 8 voti (5,9%). Il documento risulta pieno di buoni propositi e auspici, ma spesso non spiega come attuarli: “cercare di coinvolgere tutti i compagni e metterli nelle condizioni di interagire nell’attività politica, non di subirla”, “i gc intendono smascherare questa operazione di distruzione dell’istruzione pubblica e della formazione, e lottare apertamente contro questa”, si augura che “questa conferenza lanci un segnale d’allarme” rispetto a un’alleanza con il Centro Sinistra considerata “assolutamente vacua ed insostenibile – o fittizia”.

Abbastanza sorprendente che una dirigente nazionale di Progetto Comunista, Fabiana Stefanoni, abbia deciso di sottoscrivere questo documento che tra le altre cose non cita neanche di striscio il Polo autonomo di classe e in molti punti è ben lontano anche solo dall’avvicinarsi alle posizioni politiche della compagna. Ad esempio si può citare l’analisi pessimista che viene fatta delle lotte operaie: “In Italia le masse popolari, socialmente e ideologicamente frammentate, frantumate in un universo atomistico di interessi apparentemente del tutto indipendenti, sono attualmente estranee all’azione politica e passive”. Tutto questo veniva scritto mentre nel sud Italia scoppiava la lotta dei forestali.

Evidentemente Progetto Comunista piuttosto che presentare direttamente le proprie idee in un documento (pur avendone il diritto e la possibilità), ha ritenuto più conveniente rinunciare alle proprie posizioni politiche e sottoscriverne altre, per poi presentare il documento come “un testo che viene dalla base”. Ma come si sa i demagoghi possono ingannare qualche compagno onesto in buona fede ma alla lunga non vanno lontano e ci pare infatti che il contributo che Progetto Comunista ha dato a questo documento sia molto più che infimo.

Secondo il responsabile nazionale dell’organizzazione Sergio Boccadutri e l’attuale coordinatore nazionale Michele de Palma nell’estate 2005 si dovrebbe tenere la conferenza nazionale dei Giovani Comunisti: da parte nostra speriamo si svolga con metodi decisamente più democratici di quella di Milano, sempre ovviamente che un’altra conferenza nazionale ci sarà veramente in estate visto che l’ultima conferenza l’abbiamo aspettata quasi 5 anni e da allora all’estate ne saranno passati altri 3, quando lo Statuto dice che le Conferenze Nazionali dei Giovani Comunisti dovrebbero farsi ogni due anni!

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