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Anche quest’anno si è svolto il tradizionale campeggio nazionale dei Giovani comunisti che dal 2009 viene organizzato insieme alla Federazione giovanile dei comunisti italiani. Stavolta però l’ultimo coordinamento nazionale dei Gc aveva considerato secondaria questa iniziativa estiva rispetto a un investimento prioritario sull’anniversario del G8 di Genova, date le esigue risorse economiche dell’organizzazione. A questa decisione era seguita una comunicazione con una conferma del campeggio ma senza informazioni specifiche, e poi il silenzio. Dopo una lunga attesa in cui nessuna federazione sapeva se il campeggio si sarebbe fatto oppure no, a tre giorni dal suo inizio compare sul sito nazionale dei Gc un post con il programma di Alternativa Ribelle 2011.

Purtroppo, a remare contro la partecipazione delle varie federazioni, oltre al ritardo delle comunicazioni si è sommata la scelta del luogo, il Salento, oggettivamente affascinante dal punto di vista balneare e paesaggistico, ma non facilmente raggiungibile dal nord e centro Italia con poco preavviso.

I temi in discussione erano tanti, ma registriamo che l’impostazione “seminariale” ha lasciato molto poco spazio al dibattito dei compagni, perdendo un’occasione di confronto politico su temi fondamentali, un confronto prezioso per prepararsi ad intervenire nel movimento giovanile ed operaio in autunno.

Grande assente di questa edizione è stata la pianificazione di un reale momento di confronto tra i militanti sul bilancio del lavoro svolto fin’ora e le prospettive per il prossimo autunno; l’attivo non programmato è stato poi convocato all’improvviso: questo ha dato sì un momento di confronto, ma inevitabilmente con una presenza scarsa e senza un chiaro argomento di discussione.

Nonostante questi problemi organizzativi, anche questa volta abbiamo però trovato una base generosa che ha partecipato all’iniziativa attendendo risposte dalla sua direzione, cercando un momento di analisi e di crescita politica. Compagne e compagni bramosi di discussioni sulla fase e su questioni teoriche come testimoniato dalla nutrita richiesta di libri, opuscoli e riviste che abbiamo ricevuto ogni volta che allestivamo il nostro banchetto.

Su questo sfondo un spettro si aggirava per Frassanito, ma non era certo paragonabile a quello di cui parla il Manifesto, era più un ectoplasma, ovvero l’associazione Gc-Fgci Ribalta che nei fatti tradisce le promesse e le aspettative dell’assemblea romana, avendo sedimentato dalla sua proclamazione poco o nulla sui territori e molto meno nella percezione dei Gc stessi.

Resta però agli atti un documento conclusivo del campeggio che potete leggere sul sito dei Gc, a firma Ribalta. Leggendolo, pur essendo difficile non essere d’accordo con l’analisi, ci pare che le proposte politiche e programmatiche siano un po’ deboli, e che per dare spazio agli elementi “unitari” si eludono strategicamente quelli “critici” uno fra tutti il No secco all’accordo del 28 giugno, firmato da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, come discriminante fondamentale della piattaforma. Nei fatti manca l’indicazione degli strumenti con cui intervenire nel movimento, nella piattaforma si legge: “(…) lavoreremo affinché il movimento studentesco – il cui collegamento organico con le lotte dei lavoratori e, in senso lato, con il conflitto sociale assume come detto un rilievo strategico – intrecci e attraversi le altre forme di conflitto e di mobilitazione che si determineranno. La questione determinante, oggi, è porre l’obiettivo di costruire un’ampia convergenza di tutte le soggettività dell’alternativa e di unire, con una piattaforma politica, le diverse forze della sinistra ad oggi deboli e divise (…)”.

Proposta condivisibile, se non fosse così generica (quali forze? quale piattaforma?) quanto insufficiente nel prossimo periodo. C’è un passaggio sulla mobilitazione internazionale del 15 ottobre sulla quale nessuna proposta organizzativa è stata fatta su come arrivarci. Pensando che un campeggio, oltre al piacere di incontrare compagni di altre zone, debba aiutare i compagni a ricominciare il lavoro politico una volta tornati nelle zone, approfittiamo dell’occasione per proporre ai coordinamenti provinciali dei Gc e della Fgci di sottoscrivere l’appello “Dobbiamo Fermarli! 5 proposte per un fronte comune contro il governo unico delle banche”, di cui parliamo a pagina 8 di questo giornale. Le lotte che abbiamo davanti metteranno alla prova i Gc e il nostro partito, non possiamo farci trovare impreparati.

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