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Una nuova scadenza si avvicina nella trattativa infinita tra la Grecia e le istituzioni internazionali. Entro fine maggio, intimano Merkel e Hollande, bisogna trovare un'intesa per sbloccare 7,6 miliardi di aiuti ad Atene. “Nuova intesa” che suona come un nuovo ricatto: a seguito del primo accordo risalente al 20 febbraio con l'Eurogruppo, nessun passo in avanti è stato compiuto a favore delle masse in Grecia.


Il governo di Atene ha continuato ad onorare l'accordo saldando le rate del debito con la troika (ora denominata “istituzioni internazionali”), puntuale come un orologio svizzero, mentre da quest' ultima arrivano promesse... di nuovi prestiti per ripagare i debiti pregressi!

grecia rotturaInsomma, la possibilità di un “compromesso onorevole”, citato più volte da Tsipras, diviene sempre più remota mentre la discussione riguardo a un deciso cambiamento di rotta all'interno di Syriza si fa sempre più viva. Una discussione rilanciata non solamente dalla sinistra del partito, come successo al Comitato centrale di fine febbraio scorso quando il 40% del gruppo dirigente si era espresso contro l'accordo con l'Eurogruppo, ma anche dall'interno della stessa maggioranza.
Significativa è la dichiarazione di Tasos Koronakis, il segretario del partito, che parla di “linee rosse che non devono essere oltrepassate”, aggiungendo, “La sovranità popolare e il mandato democratico devono essere rispettati. La pazienza del popolo greco e la sua buona volontà di non devono essere scambiate per volontà di cedere ad un ricatto senza precedenti.” Alla fine della dichiarazione Koronakis fa appello ai popoli d'Europa a moboilitarsi, ma l'obiettivo di questa mobilitazione rimane sempre quello di ottenere maggiori concessioni da parte dei creditori.
La possibilità di una rottura non è quindi considerata da parte del segretario del partito.
Un'eventualità che sta invece prendendo piede anche fra settori di maggioranza.
Un appello dal titolo “Rottura con i creditori, ora” sta infatti circolando, firmato da Yannis Milios, ex responsabile economico del partito (già in dissenso con la maggioranza subito dopo l'accordo di febbraio), ma soprattutto da tre membri (su tredici) dell'ufficio politico: Antonis Davanelos, Sofia Papadogianni e Panos Lamprou, quest'ultimo proveniente dalla componente “eurocomunista” del partito.
L'appello ha trovato spazio anche sul Financial Times. Ne riportiamo alcuni estratti:
“Syriza non può diventare un partito dell'austerità e questo governo non può portare avanti il memorandum”(...)
“L'unica scelta che abbiamo di fronte è una rottura con i creditori: la sospensione del pagamento del debito, l'imposizione di misure che restringano il libero movimento dei capitali, la messa sotto controllo delle banche da parte dello stato, la tassazione dei capitali e della ricchezza per finanziare misure di sostegno alla gente comune... fino ad arrivare anche alla rottura con l'euro”.

Questo appello costituisce sicuramente un passo avanti. Bisogna tuttavia ricordarsi come i deputati della sinistra del partito e i firmatari dell'appello abbiamo votato a favore di ogni singolo provvedimento portato in parlamento dal governo, compreso il decreto del 20 aprile che impone alle autorità locali di versare le proprie riserve di valuta nella casse della Banca centrale.
Inoltre l'appello chiede sì una rottura con i creditori, ma non una rottura con il sistema che ha generato il debito, vale a dire con il capitalismo.
La Tendenza comunista di Syriza è l'unica componente del partito che fin dall'inizio ha criticato la nascita del governo di coalizione, non ha avuto alcuna illusione sulle trattative con la troika e propone un programma di alternativa rivoluzionaria per Syriza.
I compagni propongono oggi, nonostante le differenze, alle altre opposizioni un fronte unico per un cambiamento della linea politica del partito, per la rottura dell'accordo del 20 febbraio e per la completa applicazione del programma di Salonicco.
La tendenza comunista ha proposto allo scopo un appello “Rispettare il mandato popolare” che ha già raccolto oltre 400 firme di militanti del partito per un cambiamento di linea politica dello stesso.
Per rispettare il mandato popolare e applicare il programma di Salonicco, spiegano i compagni, “Bisogna sospendere i pagamenti ai creditori... abolire il memorandum, appoggiando la proposta di legge già depositata in Parlamento dal gruppo parlamentare del Kke. (…) Non essere disponibili a firmare nuovi memorandum (…), attuare tutti gli impegni elettorali di Syriza finanziandoli con misure radicali contro il grande capitale e le grandi ricchezze.

Auguriamo ai compagni della tendenza marxista ogni successo, e restiamo, come sempre, a fianco del proletariato greco im pegnato in questa battaglia decisiva.

 

Visita il sito della Tendenza comunista di Syriza.

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