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podemos naniLa classe dominante spagnola e i suoi rappresentanti politici di destra hanno ricevuto un colpo molto duro che li ha lasciati del tutto sconcertati e perplessi. Prevedono uno scenario da incubo per i loro interessi, con la prospettiva che quattro delle cinque maggiori città del paese, compresa la capitale, Madrid, vengano governate da PODEMOS e forze alleate ad esso.

La disperazione è tale che due dei burattini più spregevoli della casta corrotta del PP, il sindaco uscente di Valencia, Rita Barberá, e lacandidata a sindaco sconfitta a Madrid e presidente del PP locale, Esperanza Aguirre, hanno lanciato un appello per un patto di unità nazionale tra PP, PSOE e CIUDADANOS contro “l’estremismo" al fine di impedire a PODEMOS e ai suoi alleati di esprimere sindaci in queste città, nel modo più indecente che si possa immaginare.

La direzione del PSOE, che ha letto i risultati con una preoccupazione e una perplessità non minore, ha dimostrato almeno di mantenere un po’ di senno: e, con un sorriso forzato, ha rifiutato di bere da questo calice avvelenato.

La ragione che spinge il PSOE e i suoi dirigenti al rifiuto è comprensibile anche per un bambino di cinque anni: se devono morire, che sia per morte naturale, non per suicidio. L'indignazione popolare che accompagnerebbe  la decisione di bloccare la proclamazione dei sindaci delle forze di sinistra più votate in queste grandi città, per un accordo spurio tra politici disprezzati e odiati, potrebbe causare una mobilitazione sociale così forte che sarebbe impossibile per il PP restare al governonazionale per la durata dell'estate.

 

Che cosa rappresentano i risultati del 24 maggio

I risultati delle elezioni 24 maggio hanno aperto una seconda fase nella burrascosa situazione politica spagnola, dopo l’irruzione di PODEMOS alle elezioni europee di un anno fa e il suo sviluppo vertiginoso nei mesi successivi. La prima fase si era conclusa prima di queste elezioni, col riconoscimento di PODEMOS come il nemico principale della classe dominante spagnola e del sistema politico su cui essa si basa. Gli attacchi feroci a cui è stato sottoposto PODEMOS e i suoi dirigenti nel corso di quest'anno da parte dei media borghesi e dei partiti politici del regime, hanno  confermato questa situazione e hanno tracciato la linea di demarcazione del campo di battaglia.

Ora, attraverso le cosiddette “candidature di unità popolare”-di cui è la forza principale- PODEMOS e le forze alleate avranno, salvo eventualità impreviste, il governo della capitale dello Stato -Madrid- e della seconda città più grande del paese, Barcellona. Capoluoghi di provincia e città spagnole di grande importanza, come Saragozza, La Coruña, Oviedo, Cadice e Santiago de Compostela, saranno governate da PODEMOS attraverso queste candidature di unità popolare. Si guardi ovunque, non ci sono precedenti nella storia contemporanea dello sviluppo, nel giro di un anno, di eventi di questo calibro.

Il fatto che 4 delle 5 più importanti città del paese, così come in altre città di medie dimensioni - il PSOE sia stato superato dalle forze alla sua sinistra, segna un salto di qualità nei rapporti di forza nelle grandi città che riflette il graduale declino del PSOE come la forza politica dominante della classe operaia.

La causa dello sviluppo esplosivo di questi eventi non risiede nella genialità strategica di un leader o nella cospirazione attuata da poteri occulti, ma nella natura rivoluzionaria del nostro tempo, espressa in cambiamenti radicali nella coscienza politica di milioni di persone che sono state scosse e gettate violentemente fuori dalla routine sociale dagli effetti della pressione incessante della peggiore crisi economica e sociale di cui si abbia memoria.

Ai dati anteriori vale la pena aggiungere la conquista della terza città più grande del Paese, Valencia, da un'altra forza alla sinistra del PSOE, Compromis, che proviene essenzialmente da una vecchia scissione di IU a Valencia. Un altro capoluogo di provincia come Zamora, una roccaforte tradizionale della destra,  sarà governata da IU. Ma c'è di più. PODEMOS è stata la forza più votata nelle città della cintura rossa di Madrid, come Parla e Rivas-Vaciamadrid, si è piazzato al secondo posto in città come Fuenlabrada, San Fernando de Henares e Coslada. Inoltre, PODEMOS ha superato il 20% dei voti in numerose città della Comunità di Madrid. Nelle Isole Canarie, ha vinto a Las Palmas, ed è arrivato secondo a Tenerife. Nella regione di Aragona, è la seconda forza a Saragozza, Huesca, Teruel, davanti al PSOE, ed è la terza forza regionale con appena una differenza di 0,90% al di sotto del PSOE (20.51% contro 21.41%) a causa del voto nelle zone di campagna. Nelle isole Baleari, è arrivato secondo a Palma de Mallorca, dietro il PP. In Asturias, ed è arrivato secondo a Oviedo, Gijon, Aviles e Langreo. In Euskadi (paese basco), è risultato il terzo partito per numero di voti– davanti al PSOE e al PP - nelle elezioni provinciali, e ha anche superato il PSOE nella Navarra.

 

La sconfitta della destra

Il PP ha ottenuto alle elezioni comunali il 27% dei voti, il peggior risultato della sua storia, perdendo 2,4 milioni di voti e comuni simbolo come Madrid e Valencia; e feudi tradizionali come Valladolid, Alicante e Palma di Maiorca. Sarà inoltre sfrattato dalla guida di metà dei capoluoghi di provincia dell'Andalusia: Huelva, Siviglia, Cordoba e Cadice; così come da Vitoria, nei Paesi Baschi, o Badalona in Catalogna. Nella sua tradizionale roccaforte della Galizia, non governerà più in nessun capoluogo di provincia. Inoltre, nelle elezioni regionali tenutesi in 13 regioni, perderà sei delle 11 comunità autonome dove governava: Extremadura, Valencia, Isole Baleari, Castilla-La Mancha, Cantabria e Aragona, che passeranno in mano al PSOE, con l'eccezione della Cantabria, dove, probabilmente governerà il partito regionalista di Revilla. La battuta d'arresto è particolarmente spettacolare a Valencia dove paga caro il discredito profondo a causa della corruzione frenetica che ha caratterizzato il suo governo negli ultimi 20 anni, e perde metà dei suoi voti, intorno 600.000.

Il PP manterrebbe, solo agonizzante e privo di maggioranza assoluta, insieme alla Galizia in cui non ci sono state elezioni, i governi di La Rioja, Murcia, Castilla y Leon e Madrid. E ciò, col permesso di CIUDADANOS che verrà preso di mira se consentirà grazie al proprio voto la continuità dei governi molto screditati del PP.

Il mantenimento, prevedibile,  della Regione di Madrid da parte del PP è particolarmente scioccante. Qui la sinistra ha ottenuto la maggioranza dei voti, ma non avendo ottenuto rappresentanza parlamentare Izquierda Unida per non aver superato la soglia di sbarramento del 5% (ha ottenuto 4,14%), ha permesso il rigonfiamento della rappresentanza parlamentare del PP e CIUDADANOS che superano per un deputato la somma dei deputati di PSOE e PODEMOS.

 

Il bilancio del PSOE

Abbiamo già spiegato in un primo bilancio la portata della vittoria della sinistra e la sconfitta della destra alle elezioni comunali, dove le forze di sinistra hanno vinto in 28 dei 52 capoluoghi di provincia e il PP in 17. Anche se il PSOE ha vinto nella maggior parte di queste 28 capitali, in nessuna di loro ha raggiunto la maggioranza assoluta, avrà bisogno perciò dell'appoggio delle candidature promosse da PODEMOS e IU per assicurarsi la guida dei consigli. Non è meno rilevante sottolineare che il PSOE, come il PP, abbia ottenuto il peggior voto della sua storia alle elezioni comunali, con il 25% dei voti totali, e ha perso 600.000 voti rispetto al 2011.

Nelle elezioni regionali, si è registrato un risultato simile. Il PSOE ha vinto in due regioni (Asturias e Estremadura) ed è stato il più votato a sinistra in altre 4 (Valencia, Isole Baleari, Castilla-La Mancha e Aragona). Ma la cosa più importante è che il Psoe potrebbe governare in queste 6 regioni soltanto con il sostegno di altre forze, soprattutto PODEMOS e in misura minore IU; anche se non si eslcude la possibilità di un supporto provvisiorio di CIUDADANOS in alcune di queste comunità regionali, per la paura di quest’ultimo di essere identificato con il PP se lo sostenesse in tutte le regioni in cui     il partito di Rajoy ha raggiunto la maggioranza.

Diamo per scontato che i leader del PSOE consentiranno l’investitura dei candidati a sindaco delle liste comunali sponsorizzate da PODEMOS, dato che permettere un governo del PP in queste città e comuni più piccoli significherebbe un suicidio politico in vista delle elezioni politiche di novembre. Da parte sua, PODEMOS ha già dichiarato che il suo principale obiettivo, correttamente, è quello di impedire il perdurare dei governi del del PP laddove il PSOE abbia più possibilità di governare, tanto nelle città come nelle regioni.

 

CIUDADANOS

A dispetto dei i suoi toni trionfali, CIUDADANOS non ha soddisfatto le aspettative create settimane fa, malgrado tutta la pubblicità ricevuta dai media del potere, i finanziamenti ricevuti dalle grandi imprese e l'attenzione quasi esclusiva che gli hanno riservato i dirigenti del PSOE e PP . Poche settimane fa, i sondaggi ufficiali gli assegnavano un appoggio del 18%. Ma alle elezioni comunali è riuscito ha ottenere solo il 6,5% dei voti e in ambito regionale il 9,5%.

La causa della stagnazione e del declino dell’intenzione di voto degli elettori è di natura politica. È la percezione che si è sviluppata durante la campagna elettorale che CIUDADANOS è solo una nuova variante della destra e che era destinato a scendere a patti con il PP per garantire i suoi governi nei comuni e nelle regioni autonome. Questo è ciò che ha tolto l‘appoggio potenziale di settori recentemente entrati in politica che cercavano in CIUDADANOS una variante "progressista" libera dalla corruzione e a difesa dei diritti sociali. E se questa percezione diversa si è sviluppata, è dovuto quasi esclusivamente al tono agitativo che ha sviluppato PODEMOS e il suo leader, Pablo Iglesias, smascherando il caratterere di classe in difesa dei ricchi che rappresenta CIUDADANOS.

CIUDADANOS si trova ora intrappolato in una trama molto complicata. Se permette le investiture del PP nelle città e nelle ragioni autonome dove ha la possibilità di governare, risulterà associato apertamente con la destra e diminuirà ancora di più più le sue aspirazioni di successo nelle elezioni politiche, accompagnando il discredito crescente nel quale è immerso il PP. Non potrà nemmeno mascherare l'appoggio alle investiture dal PP astenendosi nelle votazioni, perché la configurazione particolare della rappresentanza ottenuta in queste elezioni in tutte le grandi città e regioni, farebbe sì che questa astensione farebbe nascere automaticamente dappertutto dei governi di sinistra. Così CIUDADANOS dovrà votare a favore del PP affinché questo possa formare governi in queste istituzioni. In caso contrario, il PP soffrirebbe una sconfitta catastrofica, perché continuerebbe a governare solo in poche grandi città e non manterrebbe nessun governo autonomico, con l'unica eccezione della Galizia. D'altra parte, se CIUDADANOS facilitasse la vittoria del PSOE in tutte queste grandi città e regioni autonome, oltre a rafforzare questo partito, perderebbe il sostegno della sua base sociale di destra e, sicuramente, arriverebbe a una scissione in quanto il Pp non impegherebbe molto a comprare una parte importante dei suoi consiglieri nelle principali città e nei parlamenti regionali al fine di mantenere un minimo di potere istituzionale.

La borghesia era interessata a conservare un'immagine immacolata per Ciudadanos, per portarlo nella condizioni migliori alle elezioni politiche di novembre, in modo da poter togliere a PODEMOS una parte del voto in uscita dal PP e dal PSOE, e di fargli raggiungere numero sufficienti di voti e deputati per garantire un futuro parlamento con una maggioranza stabile a favore del regime. Ma ora CIUDADANOS è schiacciato tra gli interessi dei grandi partiti, e il suo profilo politico, apertamente filo-capitalista, limita la sua penetrazione nella classe operaia e nei settori della classe media impoverita che si sono orientati a sinistra. Le sue evoluzione nelle prossime settimane segneranno il destino di questa organizzazione nei prossimi mesi.

 

Izquierda Unida

E? diventato un luogo comune dire, all'interno di IU, che non è la prima volta che questa organizzazione affronta uno scenario dil supporto popolare del 4% -5%. Ed era naturale sentire l'affermazione: “ne verremo fuori" IU, nel bene e nel male, era uscita da situazioni complicate in passato perchè non aveva rivali a sinistra del PSOE. Adesso con l’arrivo di PODEMOS la situazione è totalmente cambiata.

La realtà è che il 4,73% raggiunto il 24 maggio è il peggior risultato nella storia di IU alle elezioni comunali in cui tradizionalmente ottiene risultati migliori rispetto alle elezioni politiche. E pur mantenendo la sua presenza a livello locale nelle zone di campagna e nelle piccole città, crolla nelle grandi città, nel bel mezzo di uno spostamento epocale della società verso sinistra.

IU ha avuto l'opportunità in queste elezioni di ricostruire parte della sua base sociale di sostegno nelle principali città, ma gli interessi materiali della sua meschina burocrazia nelle varie federazioni regionali ha portato IU a boicottare la maggior parte delle candidature di unità popolare, con la scusa di non voler mischiare I simboli. IU sarebbe potuta uscire rafforzata a Madrid, facendosi riconoscere come uno dei principali protagonisti a Madrid grande vittoria elettorale di Manuela Carmena contro l’apparato mafioso di Esperanza Aguirre. Ma oggi, divisa e a pezzi, nessuno si ricorda  di IU a Madrid, il cui apparato locale e regionale è visto meritatamente con aperto disprezzo dagli attivisti sociali.

Ora per la prima volta nella sua storia, IU non ha nessuna rappresentanza nelle città di Madrid e Valencia. Il fatto che esprimerà il sindaco a Zamora è un'eccezione attribuibile a condizioni molto specifiche, e come tale deve essere considerata. Al contrario, in quelle zone come Alicante, Barcellona o la Galizia dove le direzioni locali hanno anteposto gli interessi del movimento a quelli dell’apparato, ha beneficiato della corrente generale ascendente e ha aiutato le candidature di sinistra aperte a ottenere un risultato straordinario.

In Andalusia, l'apparato regionale di IU ha svolto un ruolo deprecabile in questo boicottaggio. Laddove la sua militanza ha partecipato in candidature aperte come Jaen, Dos Hermanas l’apparato ha espulso o sciolto I circoli locali. Questa politica ha portato a una frammentazione folle e alla divisione dei candidati alla sinistra del PSOE, riducendo le loro possibilità potenziali, aiutando il PP a mantenere la maggioranza relativa, che con l'aiuto di CIUDADANOS permetterà alla destra di mantenere i sindaci di Jaen, Malaga e Granada.

Nelle elezioni regionali i suoi risultati sono stati altrettanto negativi. È rimasta senza rappresentanza a Madrid e nella regione di Valencia. In Estremadura, ha pagato a caro prezzo il suo opportunismo senza scrupoli quando ha appoggiato il governo del PP ed è rimasta fuori dal parlamento regionale.

IU affronta la sfida più grande della sua storia. Il suo declino sembra organico. Nell'organizzazione coesistono una militanza magnifica e leader locali di valore assieme a un apparato conservatore, meschino e socialdemocratico che aspira solo a vivere delle briciole date dalla rappresentanza istituzionale borghese, in qualità di partner minore dell'apparato del PSOE, come dimostra l'accordo infame  per il governo in Andalusia. L'apparato di IU-Madrid e l'ala destra di Llamazares, sono esemplari tipici di questo atteggiamento. Ogni potenziale innovazione di IU è minacciata in modo permanente dalla gestione di questo apparato.

Solo una battaglia frontale e definitive del settore di Alberto Garzón e Anguita contro questa burocrazia incorreggibile, facendo appello alla militanza sana e onesta, attraverso la convocazione di assemblee federali e regionali straordinarie, potrebbe creare le condizioni per un rilancio dell’organizzazione. Non c’è un'altra opzione. Ora l'apparato di Madrid e Llamazares ha lanciato apertamente una sfida a Garzón e Anguita, attribuendo loro la colpa del disastro elettorale del 24 maggio. Non raccogliere la sfida solo approfondirebbe il declino di IUfino alle elezioni di novembre, isolando e distruggendo tutto ciò che rimane di vivo e vegeto all'interno dell'organizzazione.

 

La chiave del successo di PODEMOS è stata la svolta a sinistra

Senza dubbio, la forza che è uscita più rafforzata da queste elezioni, sotto ogni punto di vista, è PODEMOS. Ci sono molte lezioni da trarre da tutto ciò.

Apparentemente PODEMOS arrivava a questo appuntamento elettorale in un momento di stagnazione del suo appoggio. Le sue intenzioni di voto erano in calo da mesi. Se la campagna infame di calunnie contro il partito aumentava per la portata delle accuse ed era senza interruzione, ciò che spiegava questa situazione di stallo nell’organizzazione era l’atteggiamento incoerente, esitante e sfuggente della direzione di fronte alla pressione mediatica incessante atta a costringerlo aa ammorbidire e annacquare il suo programma di governo. E 'stato questo atteggiamento di mezze misure, la crescente moderazione del suo discorso politico e la mancanza di chiarezza sul suo programma di governo, a portare PODEMOS a perdere la fiducia di un settore di sostenitori che cercavano un'alternativa che fornisse una uscita radicale dagli inaspriti problemi sociali e dalla corruzione del sistema politico. L'emergere di CIUDADANOS, sponsorizzato con ingenti finanziamenti dalle grandi industrie dell’IBEX35 (l'indice di borsa dei 35 titoli a maggiore capitalizzazione. É l'acronimo con cui si identificano le principali aziende della spagna, ndt) e col sostegno schiacciante dei media, aveva esattamente il fine di fornire un'alternativa di cambiamento "soft" e "affidabile" per accogliere nel suo seno i sostenitori disincantati da PODEMOS e dai partiti del regime, PP e PSOE. Le elezioni andaluse, dove abbiamo ottenuto un risultato non disprezzabile con il 15% dei voti, sono state il primo avvertimento serio che era necessario un cambiemento di orientamento politico, nella misura in cui il risultato non ha soddisfatto le aspettative della base militante.

Dopo una breve lotta interna a livello della direzione, tra l'ala moderata che cercava di diluire ulteriormente il radicalismo originale di PODEMOS e l'ala rappresentata da Juan Carlos Monedero e Pablo Iglesias che pianificava una svolta a sinistra, alla fine ha vinto quest’ultima. Come abbiamo detto in un precedente articolo, questo spostamento a sinistra dell’orientamento e del discorso di PODEMOS è stato centrale per creare le condizioni di una ripresa dell'organizzazione e delle sue intenzioni di voto, prendendo come punto di partenza l'ultima campagna elettorale.

È innegabile il ruolo personale svolto dal compagno Pablo Iglesias nel dare nuova energia alla agitazione politica di PODEMOS durante la campagna elettorale. Il grande risultato di PODEMOS e delle sue candidature comunali affini non può essere spiegato senza la mobilitazione straordinaria che ha coinvolto centinaia di migliaia di persone nella campagna elettorale più intensa, militante, appassionata ed emozionante da anni. Ma non è stato solo il caso di PODEMOS. In parallelo, una mobilitazione simile si è sviluppata in Catalogna esemplificato da comizi e assemblee di massa, come quelli organizzati da Barcelona en Comú e candidature simili. Qui, il ruolo personale di Ada Colau e  dei movimenti sociali in Catalogna è stato fondamentale.

La chiave di questa mobilitazione popolare sono stati i discorsi radicali e entusiasti, con un alto contenuto di classe. Ci sono stati costanti riferimenti alla lotta contro la dittatura, per difendere i lavoratori contro i "fighetti" e i ricchi, etc. Cosa ancora più importante, Pablo Iglesias ha usato come arma principale nei suoi discorsi elettorali una critica alla "destra", riconoscendo in questa parola una caratterizzazione politica e sociale del nemico di classe politicamente in grado di attrarre e mobilitare la base sociale di PODEMOS, contraddicendo la sua precedente teoria di superare la dicotomia "destra-sinistra" come "obsoleta".

Questo ha avuto un ruolo chiave nello smascheramento di CIUDADANOS davanti a centinaia di migliaia di persone. L'insistenza in vincolare CIUDADANOS alla destra e ai ricchi è stata essenziale per ridurre drasticamente l'aumento delle intenzioni di voto in favore di questa organizzazione reazionaria, e per strappargli dalla faccia il velo della loro sua presunta "imparzialità" tra le classi.

D'altra parte, l'affermazione ripetuta da Pablo Iglesias che PODEMOS è il partito del "vero socialismo", il partito delle "classi popolari", andava nella stessa direzione.

Pablo Iglesias sembra aver capito che la classe operaia è la maggioranza della popolazione, e che senza il suo appoggio di massa è impossibile costruire un movimento che abbia la forza di arrivare al potere, e che un discorso incentrato nei problemi sociali è il modo milgiore per raccogliere intorno a PODEMOS i settori della classe media più colpiti dalla crisi del sistema.Ciò rappresenta un passo avanti nelle sue idee politiche che deve essere essere riconosciuto positivamente.

In breve, la chiave per la rivitalizzazione di PODEMOS e della sua buona prestazione elettorale è stata svoltare a sinitra e orientarsi verso la classe operaia. E se qualcosa deve essere rimproverato alla direzione di PODEMOS è non aver effettuato prima questa svolta, per chiarire le ambiguità del suo discorso e dell’orientamento dell’organizzazione, che avrebbe permesso a PODEMOS e e ai suoi alleati di arrivare con più forza e influenza alle elezioni 24 maggio.

 

La nostra politica di alleanze

PODEMOS, nei parlamenti regionali, e nelle candidature di unità popolare nei municipi, si trova ora di fronte a grandi sfide.

In attesa della costituzione dei governi comunali e regionali, dovrebbe pretendere dal PSOE, da IU e da altre forze progressiste, che votino i nostri candidati, dove PODEMOS è la prima forza di sinistra. D'altra parte, siamo d'accordo con l'affermazione del compagno Pablo Iglesias che un’asse centrale della nostra attività deve essere quello di bloccare il passo alla destra. Questo, concretamente,  implica favorire l'investitura dei governi del PSOE laddove ci ha superato in termini di rappresentanza istituzionale, con la condizione di non participare ai suoi governi che, con ogni probabilità, applicheranno politiche di tagli "costretti dalla legge". Aspiriamo a strappare al PSOE presto il suo elettorato, perché condividiamo la stessa base sociale di sostegno, perciò dobbiamo rimanere all’opposizione per lottare in piazza contro le politica di tagli che proveranno a far passare. Le lezioni del fallimento del governo di coalizione PSOE-IU in Andalusia non devono essere dimenticate.

Ci sono situazioni particolari che dobbiamo affrontare con onestà e serietà. Tale è il caso di Navarra e dei Paesi Baschi, dove PODEMOS ha un appoggio molto importante ed è la forza principale della sinistra non nazionalista. Nel caso di Navarra, la posizione di PODEMOS è centrale per fare fuori la destra navarrista reazionaria e despotica che governa questa comunità da anni. La sinistra nazionalista è qui la forza maggioritaria di sinistra, attraverso Geroa Bai e Bildu, di cui la prima è la forza più importante. La sua base sociale è la stessa della la nostra: i lavoratori, giovani e settori impoveriti della classe media. Dobbiamo respingere con forza qualsiasi ricatto politico che cerchi di intimidirci dicendo che non dovremmo permettere la formazione di un governo di Navarra dove partecipi Bildu, se fosse quest il caso
Basta utilizzare in modo reazionario la questione nazionale e l'amara esperienza passata dell’attività armata dell’ETA, a cui ci siamo sempre opposti correttamente, per costringerci a trattare con un governo reazionario come quello dell’UPN (Union del pueblo navarro, il partito della borghesia navarra, ndt)! E ancora meno se questa critica arriva da persone che non hanno mai condannato i crimini del franchismo! Accettare sommessamente che conitnui a governar l’UPN significherebbe un tradimento delle aspettative che abbiamo creato nei lavoratori e giovani di Navarra di farla finita col governo di destra nella regione. Come nel caso del PSOE in altri zone, impedire che continui a governare la destra non significa essere coinvolti in governi dove non abbiamo la maggioranza o la possibilità di attuare il nostro programma. E dovremmo portare avanti questa posizione, se necessario, nel caso del governo della comunità autonoma di Navarra come nel caso della città di Pamplona, ​​così come nelle governi delle province basche e nei comuni in cui si presentino circostanze simili.

 

Quale dovrebbe essere la nostra azione di governo?

Sulla base dei risultati del 24 maggio, dovremo governare attraverso candidature comunali di unità popolare, la dove siamo la forza di maggioranza all'interno della sinistra, dove abbiamo una minoranza consistente o entriamo in coalizione con forze affini. Però in ogni caso non dobbiamo rinunciare al nostro programma. È preferibile chiedere di tornare a nuove elezioni per ottenere una maggioranza sufficiente per governare, piuttosto che impegnarsi in una azione di governo mediocre che frustri o tradisca le aspettative suscitate.

La prima azione dovrebbe promuovere una verifica del debito comunale per denunciare la corruzione dei governi precedenti, ripudiandone la parte che consideriamo illegale e illegittima e che, ad ogni modo, significhi un peso per l'attuazione del nostro programma, affermando che se ne dovrebbe fare carico lo Stato o venga trasferito ai suoi veri responsabili, le banche e altri usurai capitalisti e i politici corrotti. Per ottenere risorse, dobbiamo aumentare le tasse alle filiali delle banche e alle grandi imprese. Dobbiamo rimunicipalizzare i servizi pubblici privatizzati, e rifiutare di applicare qualsiasi taglio dei servizi pubblici, invertendo il deterioramento della loro qualità e  ampliare i servizi sociali (mense, poliambulatori, centri polisportivi a costo minimo o gratuiti, centri sociali ricreativi e culturali, ecc). Dobbiamo vietare gli sfratti, offrendo un alloggio alternativo alle famiglie sfrattate o senza casa.
Per bloccare il rischio di corruzione, dovrebbero essere rimossi gli alti funzionari pubblici. Tutti gli incarichi pubblici devono percepire, al massimo, il salario medio di un operaio specializzato, circa 2.000 euro al mese.
Oltre ad altre misure contenute nei vari programmi elettorali, dobbiamo compiere passi decisivi per la democratizzazione della partecipazione popolare, favorendo assemblee di quartiere dando ad esse piena autorità di discutere e decidere su questioni che riguardano il quartiere.

 

Preparare la nostra vittoria futura

Sicuramente la nostra azione di governo dovrà affrontare una forte opposizione da parte dei governi nazionali e regionali, che cercheranno di soffocarci finanziariamente e minacceranno di sanzionarci se pretendiamo disobbedire alle loro restrizioni alla spesa comunale.

Dobbiamo prepararci, quindi, ad organizzare e coordinare una lotta unita delle città con governi di "unità popolare" in difesa del settore pubblico e contro i tagli, e adaffrontare la repressione del PP contro le istituzioni ribelli. Una lotta organizzata in tal senso, con mobilitazioni di solidarietà in tutto il paese, giocherebbe un ruolo enorme nella crescita della coscienza politica di milioni di persone che ancora non ci seguono, preparando in futuro la vittoria in tutta la Spagna.

I cancelli del malcontento sociale si sono aperti, e il torrente dei movimenti sociali ha assunto la forma di organizzazione politica. Siamo sempre più visti come lo strumento principale per il cambiamento sociale, politico ed economico che sostengono milioni di oppressi e esclusi. Dobbiamo trarne tutte le conclusioni e agire di conseguenza.

Anche se manca un programma socialista complessivo, la svolta attuale a sinistra che è stata applicata a PODEMOS non ha fatto altro che rafforzare i suoi legami con la classe operaia. Il compito dei marxisti, come sempre, è quello di accompagnare il movimento di massa e spiegare pazientemente la necessità di un vero e proprio programma socialista per trasformare la società. La necessità, quindi, di rafforzare le posizioni del marxismo all'interno del movimento, è essenziale. Unitevi a noi per questo compito!

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